Il processo di divorzio prosegue nei confronti degli eredi della parte

di Mario Astolfi, Avv.
PDF

Qui la sentenza: Corte di Cassazione -SS.UU. Civili -sentenza n. 20494 del 10-05-2022

   Indice

  1. La morte della parte nel giudizio civile
  2. La sentenza n. 20494/2022 SS.UU. Civili della Corte di Cassazione
  3. Il principio di diritto

1. La morte della parte nel giudizio civile

Una delle vicende che spesso interessano i processi civili è la morte di una delle parti, evento che provoca delle importanti conseguenze.

Il decesso della parte in corso di causa (che deve essere comunicato dal procuratore di quest’ultima in udienza o notificato alle altre parti) provoca l’interruzione del processo, che riprenderà o a seguito di costituzione volontaria o a seguito di citazione in riassunzione di coloro ai quali spetta di proseguirlo: i successori universali.

L’istituto della interruzione del processo è logico corollario del principio del contraddittorio, che è alla base del diritto processuale civile italiano.

Questo istituto si può applicare anche ai processi di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio?

A questo riguardo, si evidenzia che l’art. 4 c. 12 della L. n. 898/1970 prevede che, nel caso in cui il tribunale emetta sentenza non definitiva relativa alla cessazione degli effetti civili del matrimonio, il giudizio possa continuare per la decisione relativa all’an e al quantum dell’assegno.

La Corte di Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi su un caso che riguarda il decesso dell’ex coniuge durante il giudizio di divorzio.


Potrebbero interessarti anche:


2. La sentenza n. 20494/2022 SS.UU. Civili della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione, con la sentenza a Sezioni Unite n. 20494 del 2022, ha chiarito, expressis verbis, cosa succede in caso di morte di una delle parti durante un processo di cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Il caso in esame trae origine, appunto, dal decesso del marito, avvenuto successivamente alla sentenza parziale, che, pronunciando la cessazione degli effetti civili del matrimonio, aveva rimesso la causa in istruttoria, al fine dell’accertamento del diritto a percepire l’assegno divorzile a carico di una delle parti.

A seguito, pertanto, dell’ordinanza con la quale veniva dichiarata l’interruzione del processo, l’ex moglie lo riassumeva nei confronti degli eredi, i quali si costituivano ritualmente in giudizio, che li vedeva soccombere.

Questi ultimi appellavano la sentenza del Giudice di prime cure; anche la Corte d’Appello, tuttavia, accoglieva le ragioni della ex moglie, confermando la sussistenza dei presupposti per l’assegno divorzile.

La sentenza della Corte d’Appello veniva impugnata dagli eredi dell’ex marito con ricorso per cassazione.

La Corte di Cassazione, con la sentenza a Sezioni Unite n. 20494 del 2022, ha rigettato i primi due motivi del ricorso contro la sentenza della Corte d’Appello.

La sentenza de qua ha stabilito che “il fatto generatore del diritto all’assegno in favore dell’ex coniuge è la sentenza di accertamento costitutivo del giudice”.

La Suprema Corte, altresì, ha statuito che “pur dopo il decesso del coniuge in corso di causa, un interesse di fatto alla prosecuzione del giudizio possa esistere in capo al coniuge aspirante all’assegno divorzile a vari fini, estranei in sé al processo stesso.”

Ovviamente con questa pronuncia, gli “Ermellini” non hanno sovvertito alcun principio di diritto, dal momento che, come si evince dalla parte motiva della sentenza stessa, hanno ricordato che la morte di uno dei coniugi, che preceda l’adozione di una qualsiasi sentenza, determina la cessazione della contesa, proprio in ossequio alla norma di cui all’art. 149 c.c., che prevede che la morte di uno dei coniugi è causa di scioglimento del matrimonio civile, così come degli effetti civili del matrimonio religioso.

Nel caso attenzionato dalla Suprema Corte, invece, vi era stata la sentenza parziale, che aveva statuito sullo status e che non era stata impugnata ex art. 4 c. 12. Proprio la mancata impugnazione aveva evitato che il giudice dell’impugnazione dichiarasse la cessazione della materia del contendere (rectius la improseguibilità del giudizio), proprio perché la morte causa il venir meno dello status.

La Cassazione ha parlato di finalità e contenuto “compositi” del processo di divorzio in quanto finalizzato, da un lato, alla statuizione sullo status e dall’altro, a tutelare una serie di diritti fondamentali inerenti alle esigenze sia economiche della parte più “fragile” sia della prole.

3. Il principio di diritto

Per queste ragioni, la Corte di Legittimità ha enunciato il seguente principio di diritto: “nel caso di pronuncia parziale di divorzio sullo status, con prosecuzione del giudizio al fine dell’attribuzione dell’assegno divorzile, il venir meno di un coniuge nel corso del medesimo non ne comporta la declaratoria di improseguibilità, ma il giudizio può proseguire nei confronti degli eredi, per giungere alla debenza dell’assegno dovuto sino al momento del decesso.”

Volume consigliato

LA REVISIONE DELL'ASSEGNO DIVORZILE E DELL'ASSEGNO DI MANTENIMENTO ALLA LUCE DELL'EMERGENZA SANITARIA

LA REVISIONE DELL'ASSEGNO DIVORZILE E DELL'ASSEGNO DI MANTENIMENTO ALLA LUCE DELL'EMERGENZA SANITARIA

Il periodo vissuto dal mese di marzo 2020, ovvero durante l’emergenza sanitaria a livello mondiale, avrà (ed ha già) ripercussioni su tante questioni legate al diritto di famiglia ed in particolar modo anche sull’assegno di mantenimento.

In questo E-book, oltre alla trattazione dell’assegno di mantenimento e di quello divorzile, in tutti i loro aspetti, alla luce della normativa ma soprattutto della giurisprudenza più rilevante e recente sul punto (a partire dalle note decisioni del 2017 e del 2018) spazio viene dato ai provvedimenti di emergenza adottati durante la pandemia ed alle (eventuali) ripercussioni presenti e future sul tema, offrendo in tal modo al professionista uno strumento utile per tutelare i rapporti economici in famiglia.

Manuela Rinaldi, 2020, Maggioli Editore
12.90 € 10.97 €

Diventa autore di Diritto.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

mario-astolfi

Mario Astolfi

Dopo la maturità classica, ha conseguito la laurea magistrale in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari nel 2010 con una tesi in diritto penale tributario dal titolo "La fattispecie di emissione di fatture e documenti per operazioni inesistenti ex art. 8 D. Lgs. n. 74/00, alla luce dell'evoluzione giurisprudenziale e dottrinaria" - relatore il Prof. Uricchio, Rettore dell'Università di Bari, con votazione di 110 e lode con plauso della commissione per l'ottimo iter studiorum. Iscritto all'Albo presso l'Ordine degli Avvocati di Bari dal 15 gennaio 2014, ha collaborato con lo studio del Prof. Avv. Di Comite a Bari e con l'avv. Umberto Astolfi e, in seguito, con lo studio legale internazionale CBA, presso la sede di Milano, nel team " litigation". Attualmente è avvocato partner dello studio legale Astolfi. Vanta notevole esperienza nelle aree del diritto civile, commerciale e fallimentare e del recupero del credito. Assiste quotidianamente sia privati che società, anche di respiro internazionale in ambito stragiudiziale e giudiziale.


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it

  • Rimani aggiornato sulle novità del mondo del diritto
  • Leggi i commenti alle ultime sentenze in materia civile, penale, amministrativo
  • Acquista con lo sconto le novità editoriali – ebook, libri e corsi di formazione

Rimani sempre aggiornato iscrivendoti alle nostre newsletter!

Iscriviti alla newsletter di Diritto.it e