Il difensore, di fiducia o d'ufficio, dell'indagato o dell'imputato, non munito di procura speciale non può di norma effettuare una valida rinuncia all’impugnazione

Il difensore, di fiducia o d’ufficio, dell’indagato o dell’imputato, non munito di procura speciale non può di norma effettuare una valida rinuncia all’impugnazione

di Di Tullio D'Elisiis Antonio, Referente Area Diritto penale e Procedura penale

Qui la sentenza: Corte di Cassazione - V sez. pen. - sentenza n. 25839 del 10-07-2020

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(Ricorso dichiarato inammissibile)

Il fatto

Il Tribunale di Catania confermava l’ordinanza con la quale il giudice delle indagini preliminari del medesimo Tribunale aveva applicato la misura della custodia cautelare in carcere avendo ritenuto sussistenti, a carico del ristretto, gravi indizi di colpevolezza in ordine alla sua partecipazione ad un’associazione mafiosa.

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I motivi addotti nel ricorso per Cassazione

Nell’interesse dell’indagato veniva proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi con i quali si lamentavano vizi motivazionali e violazione di legge in relazione alla ritenuta sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari.

Pur tuttavia, successivamente, tramite comunicazione a mezzo p.e.c., il difensore dichiarava di rinunciare all’impugnazione per carenza di interesse dal momento che il g.i.p. del Tribunale di Catania aveva disposto la scarcerazione del ricorrente.

 

Le valutazioni giuridiche formulate dalla Cassazione

 

In ordine alla rinuncia all’impugnazione, veniva postulato che il difensore, di fiducia o d’ufficio, dell’indagato o dell’imputato, non munito di procura speciale non può effettuare una valida rinuncia, totale o parziale, all’impugnazione, anche se da lui autonomamente proposta, a meno che il rappresentato sia presente alla dichiarazione di rinuncia fatta in udienza e non vi si opponga (Sez. U, n. 12603 del 24/11/2015).

Ciò posto, si faceva presente come le circostanze rappresentate nella comunicazione sopra ricordata rivelassero la sopravvenuta carenza di interesse a coltivare il ricorso che veniva, in conseguenza, dichiarato inammissibile ai sensi dell’art. 591, comma 1, lett. a), cod. proc. pen..

Conclusioni

La decisione in questione è interessante nella parte in cui, citandosi un pregresso arresto giurisprudenziale, viene postulato che il difensore, di fiducia o d’ufficio, dell’indagato o dell’imputato, non munito di procura speciale non può effettuare una valida rinuncia, totale o parziale, all’impugnazione, anche se da lui autonomamente proposta, a meno che il rappresentato sia presente alla dichiarazione di rinuncia fatta in udienza e non vi si opponga.

Da ciò consegue che la rinuncia all’impugnazione, per potere essere validamente proposta dal difensore, richiede o un’apposita procura speciale da parte dell’assistito, o la presenza del rappresentato nel caso di dichiarazione di rinuncia fatta in udienza purché quest’ultimo non vi si opponga.

Il giudizio in ordine a quanto statuito in siffatta pronuncia, proprio perché contribuisce a fare chiarezza su tale tematica procedurale, dunque, non può che essere positivo.

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Di Tullio D'Elisiis Antonio

Avvocato iscritto al foro di Larino (CB) e autore di diverse pubblicazioni redatte per conto di differenti case editrici. In particolare sono stati scritti molteplici libri, nonché e-book, prevalentemente in materia di diritto e procedura penale per la Maggioli editore, oltre che redatte da un lato, tre monografie rispettivamente sulle vittime di reato, mediante un commento del decreto legislativo, 15/12/2015, n. 212, per Altalex editore e sulla giustizia penale minorile e sui mezzi di prova e mezzi di ricerca della prova per Nuova Giuridica, dall'altro, quattro monografie per la Primiceri editore (dibattimento nel processo penale; le impugnazioni straordinarie in ambito penale, il ruolo della parte civile nel processo penale e l'esecuzione penale). Per Diritto.it è Referente dell'area di Diritto penale e Procedura penale.


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