Il D.L. Spending Review e l’istituto Luttazzi

Chistoni Paola 07/09/12
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QUASI 90 ANNI DI STORIA CHE SE NE VANNO…

 

L’Istituto Italiano di Studi Cooperativi “Luigi Luzzatti” fu fondato nel 1925 con Regio Decreto n. 1764 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia n. 245 del 21 ottobre 1925) a seguito del riconoscimento giuridico di Ente morale dell’Istituto superiore della cooperazione, delle assicurazioni, del lavoro e della previdenza sociale.

La funzione attribuita all’Istituto era l’organizzazione e la tenuta di corsi tecnici e conferenze sul movimento cooperativistico.

 

L’Istituto visse un periodo travagliato durante il Fascismo e la seconda guerra mondiale;  dal 1947 al 1957, finanziato dal Ministero del Lavoro, tenne corsi di perfezionamento per reduci in materia di  legislazione del lavoro, del credito bancario e della cooperazione, con  particolare riferimento a quella agraria, artigiana e di credito. Nel 1949 il Consiglio di Stato concepì l’Ente come organismo con fini culturali superiori, finalizzato allo studio dei problemi del lavoro, previdenziali, cooperativistici e alla preparazione di dirigenti e personale idoneo a trattare i problemi sopra indicati.

 

Soltanto nel 1970, con d.P.R. n. 411 del 12 marzo, l’Istituto assunse la denominazione di Istituto Superiore di Studi del Lavoro e della Cooperazione “Luigi Luzzatti”; con lo stesso d.P.R. venne approvato il nuovo statuto; il neo eletto Consiglio di Amministrazione si adoperò per garantire finanziamenti stabili, fondamentali per svolgere programmi di attività conformi alla regolamentazione dell’Ente.

 

Nel 1976 a seguito di accordo tra il Ministero del lavoro e le Associazioni Nazionali di rappresentanza del movimento cooperativo fu deciso di dare al “Luzzatti” nuove strutture e compiti precisi come il coordinamento degli studi e dei dibattiti culturali in materia di cooperazione e la promozione dei principi della cooperazione nelle scuole; fu pubblicata per la prima volta la Rivista della Cooperazione che ha contribuito per anni in modo determinante alla diffusione della cultura della “mutualità”.

 

Gli anni ’90 sono stati decisivi al rilancio dell’Istituto grazie alla collaborazione con la Direzione Generale della Cooperazione, con le Centrali cooperative e con il Comitato Tecnico Scientifico composto da esperti in materia cooperativistica sia sotto il profilo storico sia sotto quello giuridico -economico.

 

Il “Luzzatti” ha vissuto anche “anni bui” durante i quali è stato assoggettato a Gestione Commissariale; nonostante ciò l’elevata qualità dell’organizzazione dei corsi da parte dell’Istituto ha garantito la formazione di tutti i Revisori di Cooperative fino ad oggi abilitati a svolgere attività di vigilanza sul Territorio agli Enti Cooperativi non aderenti alle Associazioni nazionali di rappresentanza del movimento.

 

Una svolta decisiva per l’Ente è stata l’entrata in vigore della Legge 23 luglio 2009, n. 99; il comma 10 dell’articolo 10, infatti, sancisce: “al fine di favorire la formazione, la promozione e la vigilanza in tema di cooperazione, l’Istituto italiano di studi cooperativi Luigi Luzzatti è trasformato nell’Associazione italiana di studi cooperativi Luigi Luzzatti avente personalità giuridica, con sede in Roma, ed avente quale socio unico il Ministero dello sviluppo economico, che ne assicura la vigilanza ed a supporto del quale l’ente opera, seguendo le direttive impartite”.

 

Ma oggi come funziona il prestigioso Istituto “Luigi Luzzatti?

 

A cancellare 87 anni di storia è intervenuto il D.L. 6 luglio 2012, n. 95 (pubblicato in G.U. n. 156 del 6/7/2012) più conosciuto come Spending Review; testualmente dall’art. 12 comma 49: “L’Associazione italiana di studi cooperativi “Luigi Luzzatti” di cui all’art. 10, comma 10, della legge 23 luglio 2009, n. 99, è soppressa e i relativi organi decadono, fatti salvi gli adempimenti di cui al comma 51″.

I successivi commi hanno delegato i poteri del Consiglio di Amministrazione al Ministero dello sviluppo economico che provvede alla gestione della liquidazione e alla definizione delle pendenze dell’Ente soppresso, mentre il controllo sullo svolgimento corretto delle operazioni di liquidazione rimane al Collegio dei Revisori in carica.

Le funzioni dell’Associazione sono trasferite al Ministero dello sviluppo economico che provvede alla gestione dei propri conti attraverso un “fondo” che verrà costituito nello stato di previsione del Ministero stesso.

Tutte le convenzioni tra l’Associazione ed il Ministero vengono risolte e le somme impegnate a favore del “Luzzatti” trasferite nel “fondo”.

 

In un periodo di enorme sacrifici per l’intero Paese la soppressione di un Ente come il “Luzzatti” può apparire come un fatto di minimo rilievo, ma per coloro che lì sono stati formati e che oggi possono mettere conoscenze e professionalità a servizio del mondo della cooperazione forse un pizzico di amarezza resta.

 

Paola Chistoni
iscritta all’Albo Nazionale dei Revisori di Cooperative, abilitata a svolgere revisioni alle società cooperative dal 1996 e incaricata dal Ministero dello Sviluppo Economico per le revisioni ordinarie e straordinarie delle Cooperative sottoposte alla sua vigilanza (*)

 

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(*) Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza.

Chistoni Paola

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