I documenti richiesti per contrarre il matrimonio religioso

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

Spesso può accadere che una coppia di fidanzati non veda l’ora di sposarsi e iniziare una vita insieme.

Le cose da organizzare, però, sono molte.

Le persone da invitare, la lista nozze, il ristorante, l’abito da sposa, il fioraio, il viaggio di nozze.

Ci si deve dare da fare subito perché non si ha molto tempo da perdere.

In questa sede, scriveremo quali sono i documenti per il matrimonio religioso.

Prima di compiere il grande passo, devono essere raccolti i certificati che attestino, in particolare, la partecipazione al corso prematrimoniale, i sacramenti ricevuti, come battesimo e cresima, e lo stato libero ecclesiastico.

Una volta consegnata e verificata la documentazione, si procede con le pubblicazioni al fine di rendere nota la volontà di sposarsi.

Di conseguenza, chi dovesse essere a conoscenza di un impedimento si può opporre alle nozze.

Procediamo con ordine esponendo l’argomento.

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In che cosa consiste il matrimonio religioso

Si parla di matrimonio religioso, o per meglio scrivere, “matrimonio concordatario”, quando la celebrazione viene effettuata in chiesa davanti al parroco e alla presenza dei testimoni.

In simili circostanze, l’atto viene trasmesso all’ufficiale di Stato civile per trascriverlo nell’apposito registro.

Per potere accedere al matrimonio religioso si rende necessario che i nubendi siano maggiorenni, anche se, ci sono determinati casi nei quali la legge permette anche ai  minorenne la possibilità di contrarre matrimonio, purché abbiano compiuto 16 anni e siano stati autorizzato dal Tribunale,

Devono essere capaci di intendere e di volere, un requisito necessario per esprimere un consenso consapevole.

Devono essere  liberi, nel senso che non devono essere sposati con altre persone.

Devono essere eterosessuali.

Nel nostro ordinamento le coppie dello stesso sesso possono accedere esclusivamente all’unione civile.

Le altre richieste che la legge avanza, sono che la coppia non abbia legami di parentela, affinità, adozione oppure affiliazione e che nessuno dei due sia stato condannato per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altro sposo.

I documenti per contrarre il matrimonio religioso

Per contrarre il matrimonio religioso si deve procedere alla presentazione della seguente documentazione:

Certificato di nascita.

Certificato di residenza.

Certificato di cittadinanza.

Certificato di battesimo allo scopo di attestare che i nubendi abbiano ricevuto il sacramento.

Se uno dei due dovesse avere difficoltà a reperire il documento, è possibile recarsi dal parroco insieme a una persona di fede cristiana che confermi il ricevimento del battesimo.

Certificato di cresima, che deve essere richiesto alla parrocchia nella quale si è svolta la cerimonia.

Certificato di stato libero ecclesiastico, che deve essere presentato allo scopo di attestare che gli sposi non siano vincolati da un precedente matrimonio.

Attestato di partecipazione al corso prematrimoniale, perché chi si vuole sposare con rito cattolico ha l’obbligo di frequentare un corso presso una delle parrocchie di provenienza oppure in una terza a scelta e la durata del corso, di solito, non supera i due mesi.

Nulla osta ecclesiastico, che deve essere richiesto alla Curia se gli sposi vogliono contrarre matrimonio presso una parrocchia diversa da quella alla quale appartengono, oppure fuori dal Comune di residenza.

Il matrimonio religioso e le pubblicazioni

Prima che si proceda alla celebrazione del matrimonio religioso, è necessario richiedere le pubblicazioni allo scopo di rendere pubblica la volontà che evidenzi il fatto che si voglia contrarre matrimonio.

In questo modo, chi è a conoscenza di qualche impedimento alle nozze, ad esempio, uno dei due nubendi è sposato con qualcun altro, può presentare un’opposizione depositando un ricorso in tribunale.

Una volta che la documentazione della quale al paragrafo precedente, viene prodotta e verificata, il parroco deve avere un colloquio con la coppia per accertare l’effettiva volontà di volersi sposare.

Successivamente, rilascia la richiesta di pubblicazioni da presentare all’ufficio anagrafe del Comune di residenza di uno dei due sposi.

Se l’ufficiale di Stato civile dovesse riscontrare la presenza di un impedimento al matrimonio, deve rilasciare un certificato con i motivi di rifiuto oppure chiedere chiarimenti, che dovranno essere supportati da una documentazione idonea.

Una volta ottenute le pubblicazioni, le stesse vengono esposte sia sull’albo pretorio online sia in parrocchia per otto giorni e hanno una validità pari a sei mesi.

Questo significa che il matrimonio deve essere celebrato entro cento ottanta giorni, in caso contrario  le pubblicazioni perdono efficacia e si dovrà procedere a rifarle.

Il matrimonio religioso e la celebrazione e trascrizione

Come scritto in precedenza, il matrimonio religioso viene celebrato in chiesa dal sacerdote, il quale nel corso della cerimonia, deve leggere agli sposi gli articoli del Codice civile relativi ai diritti e ai doveri dei coniugi (artt. 143,144,147 c.c.).

In un tempo successivo, il sacerdote redige l’atto di matrimonio in duplice copia, che dovrà essere sottoscritto anche dagli sposi e dai testimoni, nel quale è possibile indicare la scelta del regime patrimoniale di separazione dei beni e il riconoscimento di eventuali figli nati fuori dal matrimonio.

Entro cinque giorni dal giorno della celebrazione, il parroco deve trasmettere una copia dell’atto di matrimonio all’ufficiale di Stato civile del Comune nel quale è avvenuto il matrimonio,  in modo che lo stesso, entro un giorno, lo trascriva nell’apposito registro.

Questo passaggio è fondamentale perché a cominciare da questo momento il matrimonio produce gli effetti civili, vale a dire, è valido non esclusivamente per la Chiesa, ma anche per lo Stato.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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