Green pass, aggiornamento 15 febbraio 2022

di Luisa Di Giacomo, Avv.
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Mentre in Gran Bretagna e in molti altri Paesi Europei il Covi sembra essere ormai un ricordo, con l’eliminazione di ogni restrizione ed il ritorno alla piena normalità pre pandemia, oggi in Italia entra in vigore un nuovo obbligo previsto dal decreto legge 1/2022: l’obbligo di green pass rafforzato per tutti i lavoratori oltre i 50 anni.

La nuova disposizione fa da contraltare con il generico obbligo vaccinale per tutti i cittadini e per tutte le persone residenti sul suolo italiano che abbiano più di 50 anni, indipendentemente dalla loro posizione lavorativa.

Da oggi, dunque, multe da 600 a 1.500 euro per chi verrà trovato sul luogo di lavoro senza il certificato vaccinale rafforzato, che si ottiene solo con il vaccino oppure con la guarigione dal Covid, e multe anche per i datori di lavoro che avranno omesso il controllo.

Per coloro i quali decideranno ugualmente di non vaccinarsi, la sanzione sarà della sospensione dalla mansione lavorativa senza stipendio, ma con diritto alla conservazione del posto.

La durata di detti obblighi è prevista al momento fino al 15 giugno, ma con la scadenza dello stato di emergenza al 31 marzo prossimo, sarà necessario verificare quali decisioni prenderà il Governo in merito al green pass.

La sanzione pecuniaria fino a 1.500 euro per i lavoratori non vaccinati appare singolarmente in contrasto con la sanzione per i cinquantenni non vaccinati, prevista nella sola misura di 100 euro una tantum, irrogabile attraverso il controllo incrociato del data base vaccinale del Ministero della Salute e quello dei contribuenti dell’Agenzia delle Entrate.

Per quanto invece riguarda la previsione di un trattamento sanitario obbligatorio quale il vaccino, occorre precisare che non è cosa nuova rispetto alla nostra legislazione.

È espressamente prevista dalla Costituzione, che all’art. 31 sancisce che “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”, stabilendo quindi una riserva di legge assoluta per l’obbligo di trattamento sanitario.

Inoltre, la Consulta si è già espressa in merito relativamente agli obblighi dei vaccini per l’infanzia, obblighi che sono stati considerati legittimi e non in contrasto con la nostra Carta fondamentale, in ossequio al principio secondo cui nel bilanciamento di interessi tra benessere collettivo e libere convinzioni individuali sia il primo a prevalere.

Infine, per quanto riguarda la durata del green pass rafforzato, ricordiamo che dopo la prima dose, il green pass vale a decorrere dal quindicesimo giorno di somministrazione e fino alla seconda dose. Il green pass con due dosi di vaccino vale per sei mesi, così come il green pass ottenuto con guarigione da Covid. Il green pass “mega”, come qualcuno lo ha ribattezzato, ottenuto con inoculazione della terza dose booster ha, al momento, durata illimitata.

Ma con l’arrivo del 31 marzo, c’è da scommettere, le regole potrebbero cambiare ancora una volta.

Non ci resta che aspettare e, come cantava qualcuno, lo scopriremo solo vivendo.

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Luisa Di Giacomo

Laureata in giurisprudenza a pieni voti nel 2001, avvocato dal 2005, ho studiato e lavorato nel Principato di Monaco e a New York. Dal 2012 mi occupo di compliance e protezione dati, nel 2016 ho conseguito il Master come Consulente Privacy e nel 2020 ho conseguito il titolo Maestro per la Protezione dei Dati e Data Protection Designer dell’Istituto Italiano per la Privacy. Mi occupo di protezione dei dati e Cybersecurity, sono docente e formatore per Maggioli s.p.a. e coordino la sezione Cybersecurity della pagina diritto.it. Sono Data Protection Officer e consulente per la protezione e sicurezza dei Dati in numerose società nel nord Italia. Ho una pagina Instagram e un Canale YouTube in cui parlo dell’importanza dei Dati e della Cybersecurity, con l'obiettivo di contribuire a diffondere una maggiore cultura e consapevolezza digitale. Mi piace definirmi Cyberavvocato. I miei social: LinkedIn Instagram YouTube


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