Certificazioni di esenzione dal vaccino, ok del Garante al QR code

di Luisa Di Giacomo, Avv.
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Nel susseguirsi di norme relative a Covid, green pass, vaccini e obblighi vari ed assortiti, un aspetto è sempre passato finora sotto silenzio: come si devono comportare i soggetti che non possono vaccinarsi per gravi motivi o per questioni di salute?

Se il green pass è ormai nostro compagno fedele, obbligatorio per compiere le attività di tutti i giorni, e se il green pass rafforzato, l’unico che ormai serva veramente a qualcosa, si ottiene solo col vaccino o con la guarigione dal Covid, come garantire alle persone che il vaccino non lo possono fare e che (purtroppo o per fortuna) non si sono mai ammalate di Covid la stessa libertà di movimento di coloro che hanno il prezioso certificato verde?

Finora l’unico modo era presentare un certificato cartaceo, emesso dalla ASL di competenza, contenete le ragioni dell’esenzione, in sostituzione del green pass. Ma anche ad un passante occasionale è evidente la disparità di trattamento: il QR Code in cui è contenuto il nostro green pass, infatti, contiene solo i dati strettamente indispensabili affinché si certifichi se il pass è valido o meno. L’app Verifica C19 mostra una spunta verde o una croce rossa in caso di certificato valido oppure no, rispettando quel principio di minimizzazione dei dati voluto da GDPR, e garantito dal Garante della Privacy per adempiere ad una delle sue più alte funzioni: tutelare i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini.

Leggi l’articolo “Green pass: prorogato al 28 febbraio 2022 il certificato medico per gli esenti al vaccino”

Era dunque necessario preveder un QR Code simile anche per i soggetti non vaccinabili, che mostrasse solo la spunta verde, senza fornire ai controllori le motivazioni dell’esenzione. Per quale motivo, infatti, gestori di bar e ristoranti, addetti alla reception di alberghi e addetti dei grandi magazzini dovrebbero conoscere le informazioni riservate sul nostro stato di salute contenute nei certificati cartacei di esenzione?

Finalmente (meglio tardi che mai, dicono i saggi) il Garante per la Protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole sullo schema di Dpcm che introduce la digitalizzazione delle certificazioni di esenzione dalla vaccinazione per il Covid e che dovrebbe quindi essere licenziato a breve, tenendo in debito conto le indicazioni fornite dal Garante al Ministero della salute e al Governo, sull’adozione di misure di garanzia appropriate ed idonee per tutelare i diritti fondamentali degli interessati.

Secondo quello che dovrà prevedere il DPCM, il certificato di esenzione dal vaccino sarà esattamente come il QR Code previsto per il green pass vaccinale, così che il verificatore non possa distinguere se si tratta di certificazione di esenzione o per avvenuta vaccinazione o guarigione. L’unica informazione che si desumerà dal QR Code sarà, dunque, la spunta verde di validità, oltre ai dati sull’autenticità ed integrità della certificazione, nonché le generalità dell’interessato, ma nessun dato “sensibile” sul suo stato di salute.

Le certificazioni di esenzione, inoltre, dovranno essere sempre aggiornate e revocate qualora venga meno la specifica condizione clinica che ne ha giustificato il rilascio. Inoltre, in caso di sopravvenuta positività al Covid, il green pass da esenzione verrà sospeso, per riprendere valenza una volta ottenuto il certificato di guarigione.

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Luisa Di Giacomo

Laureata in giurisprudenza a pieni voti nel 2001, avvocato dal 2005, ho studiato e lavorato nel Principato di Monaco e a New York. Dal 2012 mi occupo di compliance e protezione dati, nel 2016 ho conseguito il Master come Consulente Privacy e nel 2020 ho conseguito il titolo Maestro per la Protezione dei Dati e Data Protection Designer dell’Istituto Italiano per la Privacy. Mi occupo di protezione dei dati e Cybersecurity, sono docente e formatore per Maggioli s.p.a. e coordino la sezione Cybersecurity della pagina diritto.it. Sono Data Protection Officer e consulente per la protezione e sicurezza dei Dati in numerose società nel nord Italia. Ho una pagina Instagram e un Canale YouTube in cui parlo dell’importanza dei Dati e della Cybersecurity, con l'obiettivo di contribuire a diffondere una maggiore cultura e consapevolezza digitale. Mi piace definirmi Cyberavvocato. I miei social: LinkedIn Instagram YouTube


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