E’ inammissibile il ricorso per Cassazione avverso il decreto che dispone il giudizio immediato

Scarica PDF Stampa
(Ricorso dichiarato inammissibile)

Il fatto

Il Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Isernia disponeva il giudizio immediato ex art. 453, comma 1-bis cod. proc. pen. nei confronti di A. D. e M. M., imputati dei reati di cui agli artt. 110, 337, 582 e 585, 624-bis e 648 cod. pen..

I motivi addotti nel ricorso per Cassazione

Avverso il predetto provvedimento proponevano ricorso per cassazione gli imputati, con atto a forma del comune difensore, articolando un unico motivo con il quale si contestava la violazione di legge per essere prevista, in ordine ai reati per cui si procede, la citazione diretta a giudizio ex art. 550 cod. proc. pen. con conseguente insussistenza dei presupposti del rito speciale e mancata emissione dell’avviso di cui all’art. 415-bis cod. proc. pen..

A tal fine, si rileva come anche il delitto di cui all’art. 624-bis cod. pen. rientri tra le fattispecie per le quali l’esercizio dell’azione penale deve esplicarsi mediante citazione diretta a giudizio.

La requisitoria formulata dal Procuratore generale presso la Corte di Cassazione

Con requisitoria scritta il Procuratore della Repubblica presso la Suprema Corte di Cassazione concludeva per l’annullamento del provvedimento impugnato e per la restituzione degli atti al Pubblico Ministero.

Le valutazioni giuridiche formulate dalla Corte di Cassazione

I ricorsi venivano ritenuti inammissibili in quanto proposti fuori dei casi previsti dalla legge.

Si osservava a tal proposito come la Cassazione abbia postulato l’inammissibilità del ricorso per cassazione avverso il decreto che dispone il giudizio immediato in quanto quest’ultimo costituisce un provvedimento che, in mancanza di espressa previsione normativa, non è impugnabile (Sez. 3, n.40673 del 05/05/2016; N. 35295 del 2011; N. 51216 del 2014) tenuto conto altresì del fatto che, facendo seguito all’enunciazione di principio espressa dalle Sezioni Unite (n. 42979 del 26/06/2014,), l’unanime orientamento di legittimità ha rimarcato come la decisione, con la quale il giudice per le indagini preliminari dispone il giudizio immediato, non sia sindacabile, né revocabile, stante la sua natura endoprocessuale priva di conseguenze rilevanti ai fini dell’eventuale condanna dell’imputato (Sez. 6, n.18193 del 21/03/2018; N. 51216 del 2014; N. 14784 del 2016; N. 1482 del 2017 Rv. 271981).

Tal che, alla luce di ciò, se ne faceva conseguire che la questione della rituale instaurazione del rito speciale può essere proposta nella fase degli atti introduttivi al dibattimento al fine di ottenere la restituzione del provvedimento emesso dal Giudice per le indagini preliminari ovvero costituire motivo di impugnazione ordinaria avverso l’eventuale sentenza di condanna resa all’esito del dibattimento illegittimamente instaurato (ibidem, n. 40673 del 2016 cit., in motivazione).

Conclusioni

La decisione in questione è assai interessante nella parte in cui viene stabilito, citandosi giurisprudenza costante sul punto, come non sia ricorribile per Cassazione il decreto che dispone il giudizio immediato stante la sua natura endoprocessuale, priva di conseguenze rilevanti ai fini dell’eventuale condanna dell’imputato.

Ove si voglia invece censura correttamente siffatto provvedimento, come trapela in questa stessa pronuncia, la questione della rituale instaurazione del rito speciale può essere proposta nella fase degli atti introduttivi al dibattimento al fine di ottenere la restituzione del provvedimento emesso dal Giudice per le indagini preliminari ovvero costituire motivo di impugnazione ordinaria avverso l’eventuale sentenza di condanna resa all’esito del dibattimento illegittimamente instaurato.

Il giudizio in ordine a quanto statuito in siffatta pronuncia, proprio perché fa chiarezza su tale tematica procedurale, dunque, non può che essere positivo.

Volume consigliato

Nuovo formulario annotato dell’esecuzione penale

Con il presente formulario, aggiornato ai decreti legislativi nn. 121 (“Disciplina dell’esecuzione delle pene nei confronti dei condannati minorenni, in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 81, 83 e 85, lettera p), della legge 23 giugno 2017, n. 103”), 123 (“Riforma dell’ordinamento penitenziario, in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 82, 83 e 85, lettere a), d), i), l), m), o), r), t) e u), della legge 23 giugno 2017, n. 103”) e 124 (“Riforma dell’ordinamento penitenziario in materia di vita detentiva e lavoro penitenziario, in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 82, 83 e 85, lettere g), h) e r), della legge 23 giugno 2017, n. 103”) del 2 ottobre 2018, gli autori perseguono l’obiettivo di guidare l’operatore del diritto penale verso la conoscenza dei vari istituti che caratterizzano la fase dell’esecuzione penale di una sentenza di condanna divenuta irrevocabile attraverso un testo che si caratterizza per la sua finalità estremamente pratica e operativa, ma anche per la sua struttura snella che ne consente un’agevole e mirata consultazione.Il formulario rappresenta, così, un valido strumento operativo di ausilio per l’avvocato penalista, mettendo a sua disposizione tutti gli schemi degli atti difensivi rilevanti nella fase dell’esecuzione penale, contestualizzati con il relativo quadro normativo di riferimento, spesso connotato da un elevato tecnicismo, e corredati sia da annotazioni dirette ad inquadrare sistematicamente l’istituto processuale sotteso e ad evidenziare i punti salienti di ogni questione problematica, sia da riferimenti agli orientamenti giurisprudenziali più significativi e da opportuni suggerimenti per una più rapida e completa redazione dell’atto difensivo.L’opera è anche corredata da un’utilissima appendice, contenente schemi riepilogativi e alcuni riferimenti normativi in grado di agevolare ulteriormente l’attività del professionista.Valerio de GioiaConseguita la laurea con lode all’età di 22 anni, ha superato gli orali dell’esame di avvocato e del concorso in magistratura poco dopo aver compiuto i 25 anni. Giudice penale del Tribunale di Roma, già giudice civile, dell’esecuzione e del lavoro e referente distrettuale per la formazione decentrata – Scuola Superiore della Magistratura, attualmente è coordinatore dei Corsi per la preparazione al concorso in Magistratura e all’esame di Avvocato presso l’Istituto Regionale di Studi Giuridici del Lazio “Arturo Carlo Jemolo”. Autore di oltre 200 pubblicazioni – tra monografie, opere collettanee e articoli su riviste scientifiche – è il curatore di numerose collane. Ha partecipato, nella qualità di relatore, a convegni nazionali e internazionali.Paolo Emilio De SimoneMagistrato dal 1998, dal 2006 è in servizio presso la prima sezione penale del Tribunale di Roma; in precedenza ha svolto le sue funzioni presso il Tribunale di Castrovillari, presso la Corte di Appello di Catanzaro, nonché presso il Tribunale del Riesame di Roma. Nel biennio 2007/2008 è stato anche componente del Collegio per i reati ministeriali presso il Tribunale di Roma previsto dalla legge costituzionale n. 1/1989. Dal 2016 è inserito nell’albo dei docenti della Scuola Superiore della Magistratura, ed è stato nominato componente titolare della Commissione per gli Esami di Avvocato presso la Corte di Appello di Roma per le sessioni 2009 e 2016. È autore di numerose pubblicazioni, sia in materia penale che civile, per diverse case editrici.

Paolo Emilio De Simone, Valerio de Gioia | 2019 Maggioli Editore

46.00 €  43.70 €

Sentenza collegata
98366-1.pdf 15kB
Iscriviti alla newsletter per poter scaricare gli allegati Iscriviti
Grazie per esserti iscritto alla newsletter. Ora puoi scaricare il tuo contenuto.