Dl Draghi: regioni in zona rossa. Cosa succede dopo Pasqua?

di Redazione

Dopo tre giorni di “rosso” in tutta Italia, da martedì 6 aprile tornano i colori, che differenzieranno i vari territori, con regole diverse da Regione a Regione. E si prospettano cambi di fascia per diverse aree. Tre i promossi: Trentino, Veneto e Marche, che passano in arancione.

Zone arancioni

Veneto, Trentino e Marche in arancione – In queste tre zone, il calo dei contagi consente di riaprire anche ad alcune attività considerate “non essenziali”. In particolare, riapriranno le saracinesche parrucchieri, barbieri e centri estetici. Dovranno sottostare alle restrizioni da area arancione 4 italiani su 10, cioè quasi 25 milioni di persone.

Zona Rossa

Rimangono in rosso invece Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta e Lombardia. Quest’ultima Regione però, in seguito a un miglioramento dei numeri, dal 12 aprile potrebbe attenuare le restrizioni.

Rientri dall’estero, tamponi e quarantena

Restano invece confermate fino a fine mese le nuove norme sanitarie per chi va all’estero: per chi rientra in Italia, infatti, il ministro della Salute Roberto Speranza ha disposto la quarantena di almeno cinque giorni, accompagnata da doppio tampone, prima e dopo. Rimangono intanto sotto stress gli ospedali, dove le terapie intensive sono sempre in sofferenza.

Nuovo decreto del 1 aprile 2021

Il decreto, dunque, rinnoverà di fatto tutte le misure attualmente in vigore: cancellazione della zona giallaniente visite a parenti e amici in zona rossaspostamenti ancora vietati tra le regionichiusi barristoranticinema, teatri, musei, piscine e palestre.

Come detto, la novità più importante è quella che riguarda le scuole: si tornerà in presenza fino alla prima media anche in zona rossa, come era previsto nel precedente decreto, mentre nelle zone arancioni saranno in classe tutti gli studenti fino alla terza media e al 50% quelli delle superiori. Quanto alle seconde case, si potranno sempre raggiungere anche in zona rossa, purché siano di proprietà o con un affitto precedente al 14 gennaio e non vi siano ordinanze dei presidenti di regione che ne vietano l’uso ai non residenti.

Le seconde case: le regole

Il dilemma delle seconde case non è ancora ufficialmente sciolto. Nel decreto legge del governo Draghi non c’è un passaggio specifico, ma il rientro alla propria abitazione è sempre consentito e un divieto non c’è. L’interpretazione di Palazzo Chigi — che aggiornerà presto le Faq con le risposte alle domande frequenti e ai tanti dubbi dei cittadini — è che andare nelle seconde case è consentito, anche in un’altra regione e anche in zona rossa. Lo possono fare però soltanto coloro che abbiano un titolo per provare la proprietà o l’affitto (possono esibire copia del contratto o autocertificarlo) e a condizione che la casa di destinazione non sia abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare del proprietario. Alcune ordinanze regionali e comunali vietano invece di raggiungere le abitazioni di vacanza e in questo caso non si può andare.

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