Doppio cognome: che cosa cambierà dopo la decisione della Corte Costituzionale? 

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia
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La Corte Costituzionale ha di recente dichiarato illegittima la norma che  attribuisce in automatico il cognome paterno ai figli nati da un matrimonio o da una coppia di fatto.

Adesso i figli assumeranno il cognome dei due genitori. 

In che modo funziona questo sistema? 

In quale ordine devono essere attribuiti i cognomi? 

È vero che, con il passare delle generazioni, i nostri nipoti, bisnipoti e via di seguito, si ritroveranno con un cumulo di cognomi che non potranno stare nella carta d’identità? 

In realtà non è proprio così e lo scriveremo in questo articolo.

Indice 

  1. In che modo viene attribuito il doppio cognome?
  2. Che cosa succederà alle prossime generazioni?
  3. La sentenza della Corte Costituzionale è retroattiva?
  4. Le motivazioni della Corte Costituzionale

1. In che modo viene attribuito il doppio cognome?

In ottemperanza alle recenti decisioni della Corte Costituzionale, ai bambini al momento della nascita dovrà essere dato il cognome del padre e il cognome della madre

Spetterà ai genitori a stabilire in quale ordine, se prima quello del papà e poi quello della mamma o viceversa.

Ad esempio, un figlio nato da Mario Bianchi e Anna Neri si potrà chiamare Simone Bianchi – Neri o Simone Neri – Bianchi. 

Se l’accordo sull’ordine mancherà, la decisione spetterà a un giudice.

Salvo richiesta dei genitori, i figli dovranno essere registrati all’anagrafe con i due cognomi.

La Consulta afferma che, i genitori potrebbero anche decidere di dare al figlio esclusivamente il cognome della madre oppure quello del padre, come sinora è stato fatto. 

In questo modo, anche il cognome, come il nome, lo dovranno decidere i genitori, con l’unico limite di non potere inventare un cognome a loro piacimento.  

2. Che cosa succederà alle prossime generazioni?

Questo rappresenta una sorta di punto di non ritorno segnato dalla Corte e il  Parlamento dovrà partire da qui per regolare alcuni aspetti e sciogliere dei nodi, come quello relativo alla possibilità, per i cognomi composti, di utilizzare unicamente una parte o la trasmissione dell’intero cognome alla generazione successiva.

Facciamo un esempio. 

La prima questione si pone per le seconde generazioni. 

Ritornando all’esempio di prima, il figlio Simone Bianchi – Neri, un giorno sposerà una ragazza dal nome  Stella Greco – Romano.

Come si chiamerà il loro figlio? 

Non è pensabile che debba portare addirittura quattro cognomi, vale a dire, Luca Bianchi- Neri  – Greco – Romano. 

E di seguito, un suo figlio come si chiamerà di cognome? 

Ne avrà otto?

La soluzione, come scritto in precedenza, la dovrà prendere il Parlamento.

In Europa abbiamo qualche esempio.

In Spagna i figli dei figli prendono esclusivamente il primo dei cognomi dei genitori eliminando il secondo.

Restiamo nell’esempio di Luca Bianchi  – Neri che sposa Stella Greco- Romano. 

Il loro figlio in Spagna non si  chiamerà Matteo Bianchi- Neri Greco-Romano ma Matteo Bianchi-Greco. 

Prenderà il primo cognome di entrambi i genitori, oppure quello che vorrà. 

Questo è l’esempio spagnolo. 

In Italia si attende quello che deciderà il nostro Organo Legislativo.


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3. La sentenza della Corte Costituzionale è retroattiva?

È stata posta anche un’altra questione.

Le sentenze della Corte costituzionale hanno valore retroattivo, perché dichiarando una norma illegittima è come se la stessa non fosse mai esistita. 

Di conseguenza, volendo essere molto pignoli, oggi chiunque dovrebbe automaticamente portare il cognome di entrambi i genitori.

E ancora, che fine farebbero le attuali carte d’identità? 

Ad esempio, chi ha concluso un mutuo con un vecchio cognome che adesso non esiste più, oppure, chi ha fatto le medie con un cognome e adesso si deve iscrivere a un istituto superiore, senza avere il certificato, con quel cognome, di conseguimento del relativo certificato di esami. 

Proprio perché questo è inverosimile, si potrebbe ipotizzare che questa volta la sentenza della Corte Costituzionale non avrà valore retroattivo.

4. Le motivazioni della Corte Costituzionale  

Arriviamo alle motivazioni. 

Ci si chiede perché la Corte Costituzionale abbia dichiarato illegittime le norme che attribuivano ai figli il cognome paterno.

La risposta è che era in contrasto con il principio di uguaglianza e con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo perché comportavano discriminazioni fondate sul sesso.

A guidare la Consulta, il principio di uguaglianza e quello dell’interesse del figlio, secondo il quale i genitori devono potere condividere la scelta del cognome come elemento fondamentale dell’identità personale. 

La dichiarazione di illegittimità è relativa sia ai figli nati nel matrimonio sia fuori e i figli adottivi.

Adesso che cosa accadrà? 

Che ogni bambino che nasce d’ora in poi avrà il cognome, anche doppio, che decideranno i genitori. 

Nel frattempo al Senato della Repubblica è iniziato l’iter per unificare cinque diversi disegni di legge in un testo unico.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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