Docenti reclutati in autonomia

Docenti reclutati in autonomia

di Redazione

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Le norme varate dalla Regione Lombardia fanno scuola: il ministro Profumo apre un tavolo di confronto. Che potrebbe preludere all’estensione anche ad altre Regioni italiane

 

di Giuseppe Manfredi (tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it)

 

Il fatto che le scuole possano reclutare docenti in modo autonomo come previsto dal progetto di legge della regione Lombardia che consente alle scuole di scegliere direttamente gli insegnanti attraverso concorsi d’istituto richiede l’apertura di un “tavolo di confronto”. Il ministro dell’istruzione Francesco Profumo, lo ha precisato ieri a margine di un incontro al Politecnico di Milano, dove è arrivato dopo un faccia a faccia privato con il presidente della Regione Roberto Formigoni. “Stiamo ragionando su una possibile sperimentazione nell’ambito di quella che possiamo definire ‘autonomia responsabile delle scuolè. Dalla prossima settimana avvieremo un tavolo di confronto su questo tema. Troveremo certamente una soluzione che vada bene per il Paese”. “C’è dialogo – ha assicurato – bisogna iniziare un percorso per capire tecnicamente come fare. Nel decreto Semplificazione è stato intrapreso questo percorso, che puo’ prevedere il trasferimento della quota di fondo di funzionamento ordinario, in modo che ciascuna scuola, con autonomia responsabile, possa definire le sue policy”. La parola dialogo il ministro la ripete più volte, dicendosi convinto che solo attraverso questo, si possono ottenere grandi cose. E in effetti nella sua agenda c’è già un incontro con i sindacati universitari per venerdì 17 (quelli della Scuola e della Ricerca li ha già visti). “Quello di oggi (ieri, n.d.r.) – ha sottolineato il ministro – è stato il primo di una serie di incontri. Abbiamo analizzato in particolare 4 elementi: la scuola, l’università, i rapporti con enti di ricerca pubblici e privati e le relazioni con l’Europa”. Formigoni ha invece detto di essere “soddisfatto per la concretezza con cui i vari argomenti sono stati affrontati”. Inoltre il governatore ha rilevato “la piena apertura del ministro su tutti i temi che abbiamo proposto”, incluso “il confronto sulla possibilità di nuove forme di reclutamento dei docenti in Lombardia”. “Non si vuole la privatizzazione della scuola – ha concluso Formigoni – ma arrivare a un accordo stato-regione per un nuovo reclutamento degli insegnanti, passo fondamentale anche in direzione di quel federalismo differenziato inserito nella Costituzione”. L’incontro segue l’approvazione, da parte della Giunta regionale, nella seduta del 10 febbraio, del Progetto di legge sullo sviluppo. Dedicato al reclutamento del personale docente da parte delle istituzioni scolastiche, l’articolo 8 del provvedimento prevede che “a partire dall’anno scolastico 2012/2013, a titolo sperimentale, le istituzioni scolastiche statali possono organizzare concorsi differenziati a seconda del ciclo di studi, al fine di reclutare personale docente necessario a svolgere le attività didattiche annuali”. “È un passo fondamentale – commenta Formigoni – in direzione di quel federalismo differenziato di cui parla l’articolo 116 della Costituzione e a cui la Lombardia ha sempre guardato con grande interesse. Contiamo che la sperimentazione possa partire dal prossimo anno scolastico 2012-2013”. “La nostra idea – ha spiegato il governatore nel corso di un incontro riservato ai media – è quella di dare la possibilità agli istituti di selezionare il personale docente sulla base di propri bandi. La proposta della nostra giunta è che il quadro di questi bandi sia stabilito da un’intesa tra la Regione e lo Stato”. Un’intesa, questa, che dopo l’apertura mostrata ieri dal ministro Profumo potrebbe essere estesa anche ad altre regioni italiane. “Intendiamo studiare – ha sottolineato a tal proposito l’assessore regionale all’istruzione, formazione e cultura Valentina Aprea  – un accordo con il Governo che sia rispettoso dei diritti acquisiti e delle leggi nazionali e che consenta alle scuole di scegliere gli insegnanti migliori in piena coerenza con il progetto educativo delle scuole”.

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