Coronavirus, la Giustizia non si ferma: in molte città udienze a distanza

Coronavirus, la Giustizia non si ferma: in molte città udienze a distanza

di Redazione

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L’emergenza sanitaria provocata dalla diffusione del Coronavirus sta modificando il modo di vivere dei cittadini e anche cambiando in profondità l’andamento della Giustizia nel nostro Paese: i processi si tengono a distanza, le parti coinvolte comunicano in videoconferenza evitando così gli spostamenti fisici e il rischio di affollare le cancellerie e le aule di tribunale. A questo proposito il Ministero della Giustizia, attraverso la Direzione per i sistemi informativi, ha anche emanato delle linee guida cui gli uffici giudiziari si stanno attenendo, dimostrando grande flessibilità e, allo stesso tempo, determinazione.

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Situazione nelle diverse città

Al Palazzo di Giustizia di Milano il lavoro di giudici, avvocati e personale amministrativo non si ferma anche se avviene con modalità nuove: martedì scorso è stato il primo giorno di direttissime via web e sono state fatte cinque udienze, tutte con la piattaforma Microsoft Teams. Ieri mattina, invece, nelle aule 1 e 2 si sono celebrate le prime direttissime in teleconferenza, tra cui la convalida di un arresto in flagranza di un giovane accusato di spaccio. Sempre nel capoluogo lombardo risulta, inoltre, attivo già dal 9 marzo un servizio di collegamento in videoconferenza tra il Tribunale e il carcere di San Vittore per provvedere alle convalide di arresto o fermo e agli interrogatori di garanzia. La nuova modalità ha previsto l’allestimento di un’aula nel settore Gip corredata di computer dotati di webcam. Tutti gli atti processuali vengono scambiati per via telematica ed è il giudice a far partire “il collegamento” informatico “con i diversi utenti interessati all’udienza (vice procuratore onorario, polizia giudiziaria, imputato, difensore).

A Bolzano, lo scorso 13 marzo, è stato convalidato in teleconferenza a causa dell’emergenza Coronavirus l’arresto di un uomo accusato di aver ucciso in Alto-Adige a coltellate una donna.

La sperimentazione della giustizia a distanza è partita anche in Puglia: nei Tribunali di Brindisi e Taranto si sono tenute via Skype le prime udienze di convalida degli arresti in carcere eseguiti in flagranza di reato. Grazie ai software dedicati al sistema giustizia, il gip ha potuto connettersi con i detenuti in carcere, dotato di una postazione, mentre gli avvocati si sono collegati alla conferenza da una postazione loro dedicata nel palazzo di giustizia.

Ieri al Tribunale di Bologna si è tenuta la prima udienza in videocollegamento: una convalida degli arresti con la procedura di giudizio fissata per il prossimo 27 aprile. Grazie ai sistemi di comunicazione messi a disposizione dal Ministero della Giustizia, come in un’aula ‘virtuale‘ del Tribunale, hanno potuto partecipare online, in collegamento in tempo reale e visibili su uno schermo, il giudice, il pubblico ministero, gli avvocati, l’imputato e le forze dell’ordine. La nuova modalità di svolgimento delle udienze è stata avviata in via sperimentale dal presidente del Tribunale, Francesco Caruso, nell’ambito delle misure per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Anche il presidente del Tribunale dei Minorenni, Giuseppe Spadaro, ha disposto lo svolgimento delle udienze urgenti in videoconferenza, fino al 31 maggio. Per quanto riguarda gli affari in materia civile, la celebrazione delle udienze avverrà utilizzando il programma “Microsoft Teams”: solo nei casi in cui la trattazione da remoto non fosse possibile, si terranno nelle modalità tradizionali esclusivamente nelle aule del Tribunale dei Minori e in quelle messe a disposizioni dalla Corte d’Appello. Come per i procedimenti penali che non possano utilizzare soluzioni telematiche, dovranno comunque rispettarsi le condizioni di sicurezza e le norme igienico-sanitarie per la prevenzione del contagio. La Procura dei Minori, dal canto suo, ha disposto il divieto di accesso al pubblico fino al 15 aprile e il deposito degli atti per via telematica: il decreto del procuratore Silvia Mazzocchi ammette la sola eccezione per gli avvocati che facciano motivata richiesta per esaminare i fascicoli di indagati o imputati sottoposti a misure cautelari.

Sempre in Emilia-Romagna, e nello specifico a Forlì, qualche giorno si è tenuta la prima udienza a distanza: grazie ad apposito collegamento in videoconferenza, il giudice ha potuto comunicare con i carabinieri del comando locale e convalidare l’arresto di un 45enne che era stato fermato dai militari dopo aver violato gli arresti domiciliari e violentemente litigato con la ex compagna, alla quale aveva rubato dei gioielli.

A Treviso, in Veneto (una delle aree maggiormente colpite dalla crisi epidemiologica), lo scorso 11 marzo è stata, invece, comminata via Skype una condanna a 3 anni di reclusione, con rito abbreviato, a un giovane di 24 anni accusato di aver estorto e tentato di estorcere denaro ai genitori, di averli ripetutamente minacciati e picchiati per ottenere soldi necessari a comprarsi la droga.

Anche a Brescia si è registrata la prima convalida di arresto a distanza in tribunale. L’imputato era un tunisino di quarant’anni, fermato nei giorni scorsi con mezzo chilo di eroina sotto il maglione, che era collegato via Skype dal carcere di Brescia, mentre il legale e il giudice si trovavano in tribunale.

A Chieti, in Abruzzo, sono stati convalidati per via telematica gli arresti operati dai carabinieri nei confronti di due giovani agli arresti domiciliari, grazie al protocollo d’intesa firmato dal presidente del Tribunale di Chieti Guido Campli, dal procuratore della Repubblica Francesco Testa e dal presidente dell’Ordine degli avvocati Goffredo Tatozzi, e che prevede l’utilizzo della piattaforma Teams, uno dei collegamenti da remoto indicati dal Ministero della Giustizia per lo svolgimento delle udienze.

A dare avvio a uno dei primi test di udienza virtuale è stata la Corte d’Appello di Venezia, tramite una “Skype for business call” che ha visto protagonisti, all’inizio di marzo, il presidente del Consiglio degli Ordini degli avvocati Giuseppe Sacco, i legali Mario Rigo e Federica Santinon, assieme ai magistrati Fabio Laurenzi e Cinzia Balletti e a Chiara Coppetta Calzavara del Tribunale del Lavoro. La prima udienza vera e propria si è svolta, invece, lo scorso 10 marzo.

Il Tribunale di Agrigento sta, invece, sperimentando l’uso della piattaforma telematica per comunicazioni on line per lo svolgimento delle udienze civili. Nei giorni scorsi, il giudice, Giovanna Claudia Ragusa, da remoto, ha incontrato virtualmente avvocati e parti presenti all’interno di un’aula del palazzo di giustizia per trattare una controversia in videoconferenza.

Anche la giustizia barese adotterà soluzioni telematiche, dopo il completamento dell’intervento di sanificazione previsto nel fine settimana negli uffici del Palazzo di Giustizia di Bari: da lunedì 23 marzo le udienze di convalida degli arresti in carcere e i processi per direttissima saranno celebrati via Skype con l’attivazione di una videochiamata con quattro finestre contemporanee per pubblico ministero, giudice, avvocato – presenti in aula con dispositivi anticontagio – e per il detenuto, che assisterà in collegamento dal carcere.

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