Coprifuoco e riaperture, il nuovo decreto Draghi dal 24 maggio

di Redazione

Il premier Draghi ha chiarito che il coprifuoco non sarà cancellato e bisognerà attendere prima che slitti alle 23

Il premier ha dichiarato: “dobbiamo essere attenti a bilanciare le ragioni dell’economia con quelle della salute”, conferma che il governo non farà fughe in avanti. Il coprifuoco non sarà cancellato e ci vorrà ancora qualche giorno, perché si decida di farlo slittare alle 23.

I matrimoni

Niente accelerazioni sulle riaperture e niente strappi, l’Italia vista da Palazzo Chigi non può ancora permettersi assembramenti e feste. Quelle delle nozze poi “sono una occasione di socialità che può favorire i contagi”. E qui il presidente assicura di comprendere “la preoccupazione di chi si accinge a sposarsi”, concede una nota di memoria personale («il festeggiamento è un desiderio che abbiamo avuto tutti»), ma poi allontana brindisi e confetti: «È fondamentale avere pazienza per evitare che una occasione di gioia e spensieratezza si trasformi in un potenziale rischio per i partecipanti». In compenso il Governo ha stanziato 200 milioni per l’anno in corso e altri indennizzi arriveranno nel nuovo decreto sostegni la settimana prossima.

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Il coprifuoco

Lo slittamento di un’ora è ormai certo. Il ministro Roberto Speranza proporrà che la misura simbolo cambi «con gradualità e in più date», per non illudere che siamo al «liberi tutti». E così il nuovo orario verrà formalizzato nel Consiglio dei ministri che potrebbe tenersi il 18 o il 19 maggio. In quella sede i ministri daranno il via libera a un nuovo decreto con le riaperture anticipate, che potrebbe entrare in vigore lunedì 24 maggio.

Il turismo

“Il nostro obiettivo è riaprire al più presto l’Italia al turismo la sperimentazione dei voli Covid-tested, che includa più linee, più rotte e più aeroporti». I 9 miliardi destinati al turismo nel Pnrr serviranno tra l’altro a sostenere la competitività delle imprese, ad aprire cento nuovi siti culturali e a «costituire un digital hub del turismo». La risposta del premier ha rassicurato la capogruppo del Pd Debora Serracchiani, la quale aveva ricordato come il comparto del turismo, almeno nel 2019, valesse «il 13,2% del Pil italiano, circa 232 miliardi». Quasi quanto l’intero Recovery plan.

 

 

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