Consiglio Nazionale Forense: approvati i nuovi parametri forensi

Consiglio Nazionale Forense: approvati i nuovi parametri forensi

Redazione

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Anna Costagliola

Via libera dal Consiglio Nazionale Forense (CNF) ai nuovi parametri forensi. Lo ha annunciato il presidente del CNF, Guido Alpa, all’esito della prima riunione plenaria con tutte le componenti dell’Avvocatura dopo l’approvazione della riforma forense (presenti oltre 120 Ordini, le Unioni, la Cassa forense, l’OUA e le Associazioni forensi). La proposta sui parametri, che ora passa al vaglio del Ministero della Giustizia, illustrata dal consigliere Aldo Morlino, corrisponde ai principi di semplificazione, trasparenza ed equità ed è destinata a creare uno strumento di facile e immediata consultazione per gli operatori del diritto e per i cittadini che potranno avere uno strumento di immediato orientamento. Essa supera il decreto parametri 140/2012, assunto sulla base del decreto Cresci-Italia e impugnato davanti al Tar del Lazio per eccesso di potere, in relazione non solo agli ingiustificati abbattimenti dei compensi che giungono fino alla metà per le attività di difesa previste dalla legge a carico dei legali, ma anche in relazione a gravi lacune, puntualmente segnalate in note inviate sin dalla predisposizione del D.M. 140/2012 al Ministero della Giustizia.

Parte integrante della proposta è la parte normativa (per il civile- penale- stragiudiziale), poi vi sono le tabelle parametri per il civile, corrispondenti ciascuna al tipo di procedimento/giudizio (comprese la materia stragiudiziale, la mediazione, le procedure concorsuali, quelle arbitrali, i processi amministrativi e tributari, i processi davanti alle giurisdizioni superiori), e una per il penale. Gli scaglioni di valore, diversamente dal D.M. 140, sono corrispondenti a quelli previsti dal Ministero della Giustizia per la determinazione del contributo unificato, con una semplificazione evidente per gli operatori.

La riunione è stata anche l’occasione anche per fornire chiarimenti importanti in ordine al preannunciato intervento presso la Corte Costituzionale del giudizio sulla legittimità della revisione della geografia giudiziaria. Sul punto il presidente Alpa ha stigmatizzato la necessità che, in attesa della decisione della Consulta, il Governo proroghi l’entrata in vigore di una riforma che, invero, non assicura obiettivi di risparmio di spesa, mentre certamente mortifica la giustizia di prossimità.

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