Concorso magistratura 2019: l'apertura delle buste

Concorso magistratura 2019: l’apertura delle buste

di Redazione

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Avviso 12 marzo 2020

Nel rispetto delle misure di contenimento emanate dal Governo per fronteggiare l’epidemia covid 19, il Presidente della Commissione esaminatrice del concorso a 330 posti di magistrato ordinario, indetto con d.m. 10 ottobre 2019, ha disposto la sospensione delle correzioni degli elaborati.

I lavori riprenderanno appena le disposizione di legge lo consentiranno.

Con avviso del 2 marzo 2020, erano stati resi noti gli ultimi aggiornamenti relativi alla correzione delle prove scritte del concorso in magistratura indetto il 10 ottobre 2018 per 330 posti.

In particolare, allo stato, sono state aperte 2.710 buste e sono risultati idonei 258 candidati.

La percentuale degli idonei, attualmente, si attesta intorno al 9,5%.

I dati resi noti in precedenza

Con precedenti avvisi, il Ministero della Giustizia aveva reso noto che

  • alla data del 31 gennaio 2020, i canditati idonei risultavano 217 su 2.710 buste corrette ( v. l’avviso del 3 febbraio 2020)
  • alla data del 20 dicembre 2019, i candidati idonei risultavano  182 su  1901 buste corrette (v. l’avviso del 30 dicembre);
  • alla data del 29 novembre 2019, i candidati idonei risultavano 148 su 1.598 buste corrette (v. l’avviso del 2 dicembre);
  • alla data del 31 ottobre 2019, i candidati idonei risultavano 112 su 1.192 buste corrette (v. l’avviso del 5 novembre);
  • alla data del 30 settembre 2019, i candidati idonei risultavano 59 su 706 buste corrette (v. l’avviso dell’1 ottobre);
  • alla data del 2 agosto 2019,  i candidati idonei risultavano 27 su 378 buste corrette (v. l’avviso del 2 agosto 2019).

Tra il 2 agosto e il 29 novembre sembra esserci stato un incremento percentuale dei candidati ritenuti idonei rispetto al numero delle buste corrette. Buone notizie, dunque, per gli aspiranti magistrati, sebbene tali tendenze confermino un dubbio piuttosto diffuso: forse il metodo di correzione dei primi elaborati tende ad essere più severo rispetto a quello seguito per le prove corrette in seguito?

Ricordiamo che la fase scritta del concorso, tenutasi a Roma lo scorso giugno, ha visto 3.091 candidati consegnanti. Di seguito, riassumiamo brevemente l’oggetto di ciascuna delle tre prove scritte.

Le prove oggetto d’esame

La prova di diritto civile

La prima prova ha avuto oggetto il diritto civile. Il tema estratto riguarda il mondo delle servitù prediali. Questa la traccia:

Modi di acquisto delle servitù prediali. Tratti in particolare il candidato della servitù di mantenere una costruzione a distanza inferiore a quella legale da un altro edificio o dal confine. Tratti poi della configurabilità della medesima servitù con riferimento agli immobili costruiti abusivamente“.

Mentre le tracce non estratte erano le seguenti:

Traccia n. 1: Esperibilità dell’azione revocatoria con riferimento alla divisione convenzionale.

Traccia n. 2: Prelazione volontaria e prelazione legale. Tratti il candidato della tutela dei coeredi in caso di vendita, da parte di uno di essi, della quota di comproprietà dell’unico immobile ereditario.

La prova di diritto penale

Il secondo giorno di prove ha visto i candidati cimentarsi nel diritto penale con una traccia riguardante la responsabilità penale dell’incaricato alla riscossione del credito altrui con l’utilizzo di violenza e/o minaccia.

Le tracce non estratte vertevano invece sulla retroattività delle norme in materia di sanzioni alternative alla detenzione e sul concorso apparente di norme in relazione ai reati finanziari.

Dopo la seconda fatica, i concorsisti hanno avuto un giorno di pausa, per avvicinarsi all’ultima prova in materia di diritto amministrativo.

La prova di diritto amministrativo

L’ultima giornata di prove scritte per gli aspiranti magistrati, dopo una giornata di pausa e dopo aver affrontato le prove in diritto civile e diritto penale, ha riguardato la materia del diritto amministrativo.

E’  stata estratta traccia n. 1, dal seguente tenore:  “Delineati i tratti essenziali del giudizio di ottemperanza, si soffermi il candidato sulla penalità di cui all’art. 114, comma 4, lett. e) del D.L.vo n. 104/2010 (c.d. “astreinte”) e sulla ammissibilità di una sua revisione nel ‘giudizio per chiarimenti'”.

Quanto alle altre due tracce non estratte, la n. 2 atteneva all’atto amministrativo implicito, mentre la traccia n. 3 concerneva la concessione demaniale marittima e le problematiche che poste dal rinnovo o dalla proroga della stessa.

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