Come volevasi dimostrare: sulla (pacifica) ammissibilità dei costi di gara a carico dell’aggiudicatario

Come volevasi dimostrare: sulla (pacifica) ammissibilità dei costi di gara a carico dell’aggiudicatario

di Guerri Elena, Avv.

Qui la sentenza: TAR Campania - I sez. - sentenza n. 3982 del 23-09-2020

Versione PDF del documento

La decisione del TAR Campania

L’Anac – Autorità Nazionale Anticorruzione, in persona del legale rappresentante pro tempore, ha adito il TAR per l’annullamento del bando di gara di un piccolo Comune del napoletano avente ad oggetto procedura aperta per l’affidamento in concessione attraverso project financing degli interventi di messa in sicurezza, adeguamento, eliminazione inquinamento luminoso e efficientamento energetico degli impianti di pubblica illuminazione nonché di tutti gli altri documenti di gara.

L’impugnazione promossa dall’Autorità è stata presentata perché nel disciplinare è presente la clausola: “Atto unilaterale d’obbligo debitamente compilato e sottoscritto’ per cui: ‘L’ Operatore Economico – in caso di aggiudicazione – si obbliga a pagare alla Centrale di Committenza “Asmel Consortile S. c. a r.l.”, prima della stipula del contratto, il corrispettivo dei servizi di committenza e di tutte le attività di gara non escluse dal comma 2-bis dell’art.41 del D.lgs. n. 50/2016 dalla stessa fornite, una somma pari all’ 1% oltre iva dell’importo complessivo posto a base di gara, pari ad € 11.630,64 oltre IVA. Inoltre, l’operatore economico, in caso di aggiudicazione, si impegna a rimborsare alla centrale di committenza le spese di pubblicità obbligatoria in G.U.R.I. e su 2 quotidiani ai sensi del citato comma 2 dell’art. 5 del Decreto ministeriale infrastrutture e trasporti 2 dicembre 2016. La presente obbligazione costituisce elemento essenziale dell’offerta.”.

Secondo l’ANAC l’imposizione di un tale onere si porrebbe in contrasto con l’art. 23 della Costituzione secondo cui “Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”.

Inoltre, la clausola del bando e del disciplinare sarebbe anche in contrasto con l’art. 41, co. 2 bis del d.lgs. 50/2016, secondo cui “È fatto divieto di porre a carico dei concorrenti, nonché dell’aggiudicatario, eventuali costi connessi alla gestione delle piattaforme di cui all’articolo 58”.

La clausola sarebbe poi in violazione dell’art. 83, co. 8 del d.lgs. 50/2016, per cui “I bandi e le lettere di invito non possono contenere ulteriori prescrizioni a pena di esclusione rispetto a quelle previste dal presente codice e da altre disposizioni di legge vigenti. Dette prescrizioni sono comunque nulle”.

Il TAR (recependo i principi del precedente costituito da Cons. St., 19 maggio 2020, n. 3173, su cui: E. Guerri, RUP, legal advisor e costi a carico dell’aggiudicatario della gara, 8 maggio 2020, al link: https://www.diritto.it/rup-legal-advisor-e-costi-a-carico-dellaggiudicatario-della-gara ) ha concluso per la palese infondatezza del ricorso, sottolineando come – a tutto voler concedere – la clausola in argomento possa al più produrre un pregiudizio esclusivamente nei confronti dell’aggiudicatario, ciò in considerazione della circostanza che il corrispettivo, tra l’altro di esiguo importo (circa il 2% della base d’asta), è richiesto solo in caso di aggiudicazione e non in relazione alla mera partecipazione alla gara.

 

Brevi considerazioni

Le più recenti pronunce confermano il consolidarsi in via definitiva della posizione giurisprudenziale autorevolmente inaugurata dal Consiglio di Stato, con la nota sent. 17 giugno 2014, n. 3042.

La c.d. transaction fee, ovvero il ribaltamento dei costi “vivi” della procedura (incluso il supporto al RUP ex art. 31, c. 7, Codice), è pacificamente legittima perché – lungi dal creare effetti distorsivi della concorrenza – grava esclusivamente sull’impresa divenuta aggiudicataria, non comportando dunque una unilaterale decurtazione patrimoniale del privato.

Volume consigliato

Gli aiuti di stato alle imprese - eBook in pdf

Gli aiuti di stato alle imprese - eBook in pdf

Mariella Spata, 2020, Maggioli Editore

Il presente e-book ha l’ambizione di unire all’analisi delle regole giuridiche sia sostanziali che procedurali in materia di aiuti di Stato alcuni approfondimenti pratici e operativi anche di tipo economico al fine di dare all’operatore un quadro più completo...



Diventa autore di Diritto.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

guerri-elena

Guerri Elena

Esercitante l’attività professionale nelle province di Siena-Grosseto e nella provincia di Forlì-Cesena. Studio di Legal English and Commercial Contracts c/o Malta University Language School of Malta anno 2013 e c/o The Law Society of Ireland. Ha seguito il corso per Avvocati mediatori c/o Scuola Superiore S. Anna di Pisa, un Master breve in diritto di famiglia e minorile, organizzato da A.I.D.I.F. in Siena e un corso di formazione in diritto fallimentare, c/o Università degli Studi di Siena, oltre a corsi di aggiornamento. Si occupa principalmente di diritto civile (responsabilità contrattuale ed extracontrattuale) e diritto penale (delitti contro le persone, delitti contro il patrimonio).


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it

Ricevi tutte le novità di Diritto.it attraverso le nostre newsletter. Se sei interessato a un ambito specifico effettua l’iscrizione direttamente a questo indirizzo.

Non abbandonare Diritto.it
senza iscriverti alle newsletter!