Chiusura di Equitalia: conviene attendere la prescrizione delle cartelle?

Chiusura di Equitalia: conviene attendere la prescrizione delle cartelle?

di Redazione

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Con la chiusura di Equitalia e la rottamazione delle cartelle di pagamento molte possibilità si aprono al contribuente che voglia saldare il suo debito con il Fisco. Potrebbe essere conveniente, però, oltre che usufruire della sanatoria per il 2017, attendere la prescrizione delle cartelle a rischio di scadenza. Vediamo quali potrebbero essere i risparmi per i contribuenti.

 

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Prescrizione e annullamento in arrivo per il 2017?

Perché le cartelle di Equitalia sono a maggiore rischio di prescrizione per il 2017?

La chiusura di Equitalia il 1° luglio 2017 e il passaggio alla nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione porterà quasi sicuramente a ritardi che interesseranno tutte le attività dell’ente. La riorganizzazione degli uffici e delle amministrazioni dell’agente della riscossione potrebbe infatti richiedere tempi abbastanza lunghi e causare inefficienze e perdite di informazioni che paradossalmente andrebbero a vantaggio del cittadino debitore.

Senza contare che gli attuali dipendenti di Equitalia dovranno sostenere un concorso per entrare a far parte della nuova Equientrate. Una procedura che, come le altre, richiederà tempo e distoglierà necessariamente l’attenzione dalle cartelle non pagate.

 

Quando conviene aspettare la prescrizione?

La prescrizione conviene, in linea di massima, ai contribuenti le cui cartelle sono a rischio di scadenza nei prossimi mesi.

Non è facile, ovviamente, prevedere con esattezza cosà succederà: l’attesa della prescrizione comporta un inevitabile rischio. Tuttavia, come accennato, chi ha ricevuto la cartella di pagamento già da qualche anno potrebbe sfruttare gli inevitabili ritardi legati al passaggio ad Agenzia delle Entrate-Riscossione e attendere la prescrizione. In questo caso, se Equitalia non provvederà a inviare solleciti di pagamento prima del termine di scadenza, il debitore non sarebbe più tenuto a pagare alcunché.

Se, invece, la prescrizione della cartella non avverrà prima di un anno o più, converrà quasi sicuramente aderire alla rottamazione e usufruire almeno dello sconto su sanzioni e interessi.

 

Quali sono le date di prescrizione?

Per capire se converrà attendere la prescrizione, bisognerà innanzitutto controllare quali sono i termini di prescrizione della cartella interessata.

Ricordiamo che la prescrizione per Irpef, Iva e Irap interviene dopo dieci anni dalla notifica della cartella di Equitalia. Del tutto simili i tempi di prescrizione del canone Rai. Molto più brevi invece, i termini per Imu, Tari, e i contributi Inps e Inail: la cartella scade infatti dopo cinque anni dalla notifica. Se la data di scadenza della cartella da pagare è vicina, probabilmente conviene aspettare che il tempo faccia il proprio corso.

 

Rottamazione cartelle: cosa si deve pagare?

Ricordiamo che la rottamazione delle cartelle Equitalia confermata per il 2017 prevede uno sconto sulle sanzioni dovute sulle somme e sugli interessi di mora, ma costringerà comunque i debitori a pagare gli altri importi. Nello specifico, sono in ogni caso dovuti, oltre alla somma di base:

  • gli interessi da ritardata iscrizione al ruolo;
  • le somme maturate a titolo di aggio, da calcolare però solo sul capitale e sugli interessi;
  • le spese per le procedure esecutive;
  • le spese di notifica della cartella.

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