Antiriciclaggio, la Corte UE apre all’accesso pubblico sui titolari effettivi

La Corte UE ammette l’accesso ai dati sui titolari effettivi dei mandati fiduciari, se fondato su un interesse legittimo.

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La Corte di giustizia dell’Unione europea (sentenza cause riunite C-684/24 Across Fiduciaria e a. e C-685/24 Unione Fiduciaria) ha stabilito che, nel contesto delle norme antiriciclaggio, il pubblico può accedere alle informazioni sulla titolarità effettiva dei mandati fiduciari di diritto italiano, purché sia dimostrato un interesse legittimo. La decisione riguarda due cause riunite e rappresenta un chiarimento importante sul bilanciamento tra trasparenza e tutela della privacy. In materia di cybersicurezza, abbiamo pubblicato la seconda edizione del Formulario commentato della privacy, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon

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Indice

1. Fiduciarie e obblighi di trasparenza


Al centro della vicenda vi sono i mandati fiduciari, strumenti giuridici attraverso i quali un soggetto affida a una società fiduciaria la gestione di beni o diritti nell’interesse proprio o di terzi. Secondo la normativa europea in materia di antiriciclaggio, gli Stati membri devono garantire la raccolta, conservazione e accessibilità delle informazioni sui titolari effettivi dei trust e di istituti giuridici analoghi. In Italia obblighi siffatti sono stati estesi anche alle società fiduciarie, considerate assimilabili ai trust. Questa interpretazione ha portato all’imposizione di obblighi informativi specifici, contestati da diverse società davanti ai giudici amministrativi. In materia di cybersicurezza, abbiamo pubblicato la seconda edizione del Formulario commentato della privacy, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon

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2. Iter giudiziario e rinvio alla Corte UE


Dopo il rigetto dei ricorsi da parte del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, le società interessate si sono rivolte al Consiglio di Stato, che ha sottoposto alla Corte di giustizia dell’Unione europea una serie di quesiti relativi alla validità e all’interpretazione della direttiva antiriciclaggio. Le questioni riguardavano, peraltro, la compatibilità delle norme coi principi di certezza del diritto e con i diritti fondamentali alla vita privata e alla protezione dei dati personali.

3. Trasparenza compatibile coi diritti fondamentali


Nella sentenza, la I Sezione della Corte di Lussemburgo ha confermato la validità delle disposizioni europee contestate, ritenendo che l’impianto normativo risulti sufficientemente chiaro e compliant al principio della certezza del diritto. In particolare, i giudici hanno stabilito che l’accesso del pubblico alle informazioni sui titolari effettivi, quando fondato su un interesse legittimo, non viola i diritti fondamentali garantiti dalla Carta dell’Unione europea. La misura viene considerata proporzionata rispetto all’obiettivo di prevenire il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, rafforzando la trasparenza del sistema finanziario.

4. Mandato fiduciario equiparato a istituto affine ai trust


Tra gli highlight emerge la qualificazione giuridica dei mandati fiduciari italiani. La Corte UE ha chiarito che il diritto dell’Unione consente al legislatore nazionale di includerli tra gli “altri tipi di istituti giuridici” analoghi ai trust, pure se non comportano il trasferimento della proprietà dei beni. Per gli eurogiudici l’Italia, quindi, non ha oltrepassato i limiti del margine di discrezionalità nel dare attuazione alle norme europee.

5. Ruolo delle Camere di commercio e tutele


La pronuncia ribadisce, altresì, la legittimità dell’affidamento alle Camere di commercio del compito di valutare eventuali deroghe all’accesso alle informazioni. Tuttavia, la I Sezione della Corte di Lussemburgo ha precisato che, in ipotesi di diniego di tali deroghe, i titolari effettivi devono poter usufruire di una tutela giuridica provvisoria. Questo elemento rafforza il bilanciamento tra trasparenza e protezione individuale.

6. Più trasparenza nel sistema finanziario


Il pronunciamento in disamina si inserisce nel più esteso quadro delle politiche europee di contrasto ai reati finanziari e conferma una linea indirizzata alla trasparenza. Consentendo l’accesso pubblico, seppur condizionato, ai dati sui titolari effettivi, l’Unione europea mira a rendere più difficile l’utilizzo di strumenti fiduciari per scopi illeciti. Al contempo, il riconoscimento di limiti e tutele garantisce che apertura siffatta non comprometta in modo eccessivo i diritti alla riservatezza.

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Avv. Biarella Laura

Laureata cum laude presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Perugia, è Avvocato e Giornalista.
È autrice di numerose monografie giuridiche e di un contemporary romance, e collabora, anche come editorialista, con redazioni e su banche dati giu…Continua a leggere

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