Concordato preventivo biennale 2026-2027: come cambia la proposta del Fisco

Concordato preventivo biennale 2026-2027: metodo di calcolo, ISA, eventi straordinari e ricadute operative per professionisti.

Redazione 21/05/26
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Con il decreto MEF 11 maggio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 115 del 20 maggio 2026, viene approvata la metodologia per l’elaborazione della proposta di concordato preventivo biennale relativa ai periodi d’imposta 2026 e 2027. Il provvedimento interessa i contribuenti di minori dimensioni titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo che applicano gli ISA e rappresenta un passaggio operativo rilevante per commercialisti, consulenti fiscali e professionisti chiamati a valutare la convenienza dell’adesione.
Il documento non istituisce un nuovo regime, ma definisce il percorso tecnico con cui l’Agenzia delle Entrate formula la proposta: reddito ai fini delle imposte dirette e valore della produzione netta ai fini IRAP.
In materia, il volume “Come cancellare i debiti fiscali – Cartelle esattoriali, avvisi di accertamento e ingiunzioni fiscali”, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon, si presenta come uno strumento pratico ed esaustivo, pensato per offrire soluzioni difensive concrete a professionisti, contribuenti e imprese che si trovano in difficoltà economico-fiscali.

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Indice

1. Una proposta costruita sui dati ISA


La metodologia parte dai dati dichiarati dal contribuente per il periodo d’imposta 2025 e dalle informazioni correlate agli ISA. Il meccanismo tiene conto degli indicatori elementari di affidabilità e anomalia, dell’andamento economico del contribuente negli ultimi tre periodi d’imposta, dei valori settoriali di riferimento e delle proiezioni macroeconomiche.
Per i professionisti, il primo controllo operativo consiste quindi nella verifica della posizione ISA del cliente. Un punteggio non pienamente affidabile può incidere sulla costruzione della base imponibile proposta, perché l’Agenzia può valorizzare ulteriori componenti positive necessarie al raggiungimento della massima affidabilità. In materia, il volume “Come cancellare i debiti fiscali – Cartelle esattoriali, avvisi di accertamento e ingiunzioni fiscali”, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon, si presenta come uno strumento pratico ed esaustivo, pensato per offrire soluzioni difensive concrete a professionisti, contribuenti e imprese che si trovano in difficoltà economico-fiscali.

VOLUME

Come cancellare i debiti fiscali

Il presente volume vuole offrire ai professionisti ed ai contribuenti, imprese e privati, soluzioni difensive, anche alternative a quelle tradizionali, al fine di risolvere la situazione compromessa.Sono raccolti tutti gli strumenti utili per una efficace difesa in ogni fase, dall’avvio dell’attività imprenditoriale o professionale al primo accertamento/atto impositivo, sino ai rimedi estremi post decadenza dalle ordinarie azioni difensive.Il lavoro, aggiornato alle ultime novità legislative e giurisprudenziali nazionali ed europee, analizza le contestazioni più frequenti, i vizi degli atti impositivi, del fermo amministrativo, dell’ipoteca e dei pignoramenti esattoriali e le relative soluzioni, attraverso il coordinamento della normativa speciale esattoriale alle previsioni amministrative, agli istituti civilistici, nonché alle norme penali (ad es. la sospensione disposta dal PM a seguito di denuncia per usura).Al professionista viene offerto un quadro completo del suo perimetro d’azione, con l’indicazione puntuale delle circolari, dei provvedimenti e risposte della P.A., e dei vademecum e linee guida dei tribunali. Leonarda D’AlonzoAvvocato, già Giudice Onorario presso il tribunale di Ferrara e Giudice dell’Esecuzione in esecuzioni mobiliari, esecuzioni esattoriali mobiliari e immobiliari e opposizione all’esecuzione nella fase cautelare.

 

Leonarda D’Alonzo | Maggioli Editore 2025

2. Reddito e IRAP: cosa viene concordato


La proposta riguarda due grandezze: il reddito di lavoro autonomo o d’impresa rilevante ai fini delle imposte sui redditi e il valore della produzione netta rilevante ai fini IRAP.
Sono esclusi, secondo la metodologia, elementi straordinari come plusvalenze, minusvalenze, sopravvenienze attive e passive, nonché redditi o quote di reddito da partecipazioni. Questo aspetto è centrale nella consulenza: il confronto non va fatto solo sul reddito civilistico o dichiarato in senso ampio, ma sulla base effettivamente rilevante ai fini del concordato.

3. Il peso della storia fiscale del contribuente


Un profilo particolarmente pratico riguarda l’analisi dei risultati economici degli ultimi tre periodi d’imposta. Il decreto valorizza l’andamento del reddito operativo, così da evitare una fotografia isolata dell’anno 2025.
Per il consulente, ciò impone una valutazione retrospettiva: eventuali anomalie, oscillazioni reddituali o miglioramenti recenti devono essere letti prima dell’accettazione. La proposta non è, infatti, una mera proiezione automatica del reddito dell’ultimo anno, ma il risultato di più passaggi correttivi.

4. Eventi straordinari: quando la proposta può ridursi


Il decreto disciplina anche gli effetti di eventi eccezionali. Per il periodo d’imposta 2026, la proposta può essere ridotta del 10%, 20% o 30% in base alla durata della sospensione dell’attività: da 30 a 60 giorni, oltre 60 e fino a 120 giorni, oppure oltre 120 giorni.
Rientrano tra le circostanze rilevanti eventi calamitosi, danni ai locali, impossibilità di accesso, sospensione dell’attività o della professione. È quindi essenziale documentare tempestivamente l’evento, la durata della sospensione e il nesso con l’attività economica.

5. Valutazione di convenienza: il lavoro del professionista


L’adesione al concordato comporta l’impegno a dichiarare gli importi concordati per il biennio. La valutazione deve quindi considerare non solo il carico fiscale immediato, ma anche la prevedibilità dei risultati, il rischio di scostamenti, la stabilità del mercato e la posizione ISA.
In pratica, il professionista dovrebbe predisporre una check-list: punteggio ISA 2025, andamento del triennio, eventuali anomalie, confronto con marginalità attesa 2026-2027, incidenza IRAP, presenza di eventi straordinari e sostenibilità finanziaria degli importi proposti.

6. FAQ

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