Con la legge 24 aprile 2026, n. 54, di conversione del decreto sicurezza, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 24 aprile, il legislatore rafforza gli strumenti di prevenzione nelle aree urbane: nascono le zone a vigilanza rafforzata, si amplia il DASPO urbano e si inaspriscono le sanzioni contro degrado e illegalità diffusa, dai comportamenti molesti allo spaccio, fino al fenomeno dei parcheggiatori abusivi. Per supporto ai professionisti, abbiamo pubblicato il Formulario annotato del processo penale 2026, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon. Si consigliano anche il Codice Penale e norme complementari 2026 – Aggiornato a Legge AI e Conversione dei decreti giustizia e terra dei fuochi, acquistabile sullo Shop Maggioli e su Amazon, e il Codice di Procedura Penale e norme complementari, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.
Indice
1. Cosa cambia per le aree urbane
La sicurezza urbana entra in una nuova fase. Con la legge n. 54/2026 di conversione del decreto sicurezza (decreto-legge n. 23/2026), entrata in vigore il 25 aprile, il Governo riscrive una parte significativa delle regole che disciplinano il controllo del territorio nelle città. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la prevenzione e il contrasto ai fenomeni di criminalità diffusa e degrado che incidono sulla vivibilità degli spazi pubblici e sulla percezione di sicurezza dei cittadini. Uno dei cardini dell’intervento è l’evoluzione del cosiddetto DASPO urbano, istituto già introdotto nel 2017, bensì ora profondamente riorganizzato e potenziato. Accanto a esso compaiono le nuove “zone a vigilanza rafforzata”, che nel dibattito pubblico hanno rapidamente assunto il nome di “zone rosse”. Per supporto ai professionisti, abbiamo pubblicato il Formulario annotato del processo penale 2026, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon. Si consigliano anche il Codice Penale e norme complementari 2026 – Aggiornato a Legge AI e Conversione dei decreti giustizia e terra dei fuochi, acquistabile sullo Shop Maggioli e su Amazon, e il Codice di Procedura Penale e norme complementari, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.
2. “Zone rosse”, aree a controllo speciale decise dal prefetto
La legge affida al prefetto il potere di individuare specifiche zone urbane caratterizzate da gravi e ripetuti fenomeni di illegalità o criminalità. Si tratta di aree considerate particolarmente sensibili, quali stazioni, piazze, quartieri segnati da spaccio, violenza o degrado, nelle quali è possibile applicare misure rafforzate di allontanamento. Nelle zone a vigilanza rafforzata, la polizia può disporre un ordine immediato di allontanamento di 48 ore nei confronti di soggetti che tengano comportamenti violenti, minacciosi o insistentemente molesti e che risultino già denunciati negli ultimi anni per reati contro la persona, il patrimonio, in materia di armi o di stupefacenti. Le zone possono durare fino a sei mesi, prorogabili motivatamente fino a un massimo di diciotto. L’idea di fondo è concentrare gli strumenti preventivi dove il rischio è maggiore, superando un approccio uniforme e puntando su una gestione “a mappa” della sicurezza urbana.
3. DASPO urbano più ampio e mirato
Il potenziamento delle zone rosse si intreccia con l’ampliamento del DASPO urbano vero e proprio. Il questore può ora vietare l’accesso non solo a singole aree sensibili, ma anche a intere zone a vigilanza rafforzata, per periodi che arrivano fino a dodici mesi, con aggravamenti in caso di recidiva o precedenti penali. Il divieto può riguardare anche specifici luoghi in cui sono stati commessi reati, quali stazioni, parchi, fermate del trasporto pubblico, o le immediate vicinanze, e può essere modulato per fasce orarie. La violazione del DASPO comporta l’arresto. La misura è applicabile anche ai minori ultraquattordicenni, con comunicazione alle famiglie e al tribunale per i minorenni. Il legislatore ha cercato di rafforzare l’efficacia preventiva mantenendo, almeno sul piano formale, un equilibrio con le garanzie costituzionali: il provvedimento deve essere motivato e compatibile con esigenze di lavoro, salute e mobilità.
4. Tolleranza zero contro parcheggiatori abusivi
Tra le norme che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini spicca la nuova disciplina dei parcheggiatori e guardiamacchine abusivi. Il fenomeno, presente soprattutto nei grandi centri urbani e nelle aree a forte afflusso turistico, viene colpito con un sistema sanzionatorio più severo e progressivo. La legge mantiene la qualificazione dell’illecito come amministrativo, bensì introduce un aumento automatico delle sanzioni in caso di recidiva, col raddoppio delle multe. Nei casi più gravi, come utilizzo di minori ovvero reiterazione ulteriore, scatta la sanzione penale: arresto da otto mesi a un anno e mezzo e ammenda fino a 8.000 euro. Resta sempre obbligatoria la confisca delle somme percepite. L’intento è quello di contrastare non soltanto il singolo comportamento irregolare, bensì l’organizzazione sistematica dell’abusivismo, sovente collegata a contesti di illegalità più ampia.
5. Sicurezza urbana quale politica integrata
Accanto agli strumenti repressivi, la legge di conversione rafforza anche la dimensione organizzativa e finanziaria della sicurezza urbana. Sono rifinanziati i sistemi di videosorveglianza comunali, incrementato il Fondo per la sicurezza urbana e ampliate le possibilità di assunzioni a tempo determinato e di straordinari per la polizia locale. In questo senso, il decreto delinea una strategia complessiva che affida a prefetti, questori e sindaci un ruolo centrale nella gestione del territorio. Rimane aperto il confronto politico e giuridico sull’equilibrio tra sicurezza, libertà di circolazione e inclusione sociale, soprattutto alla luce delle recenti pronunce della Corte costituzionale sul DASPO urbano. Di certo, con la legge di conversione del decreto sicurezza, le città italiane entrano in una fase di controllo maggiormente incisivo degli spazi pubblici, in cui prevenzione e repressione diventano strumenti sempre più intrecciati.
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