Vaccinazioni: se la madre si oppone senza giusto motivo, decide il padre
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Vaccinazioni, è il padre a decidere

Redazione

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Vaccinazioni, l'opposizione ingiustificata della madre

Vaccinazioni, la decisione spetta al padre

Nel caso in cui la madre sia, senza motivo valido, contraria alle vaccinazioni, la sua responsabilità genitoriale si attenua e la decisione è rimessa al padre, che può decidere di procedere alla somministrazione, ovvero di rimandarla. Il tutto, contro il volere della madre e sotto la sua unica responsabilità.

E’ questa la decisione della Corte d’Appello di Napoli del 30 agosto scorso, di fronte alla condizione di un minore affetto da problematiche di natura neurologica, le cui cause non erano ancora conosciute con certezza. Tuttavia, la consulenza tecnica espletata in giudizio aveva rilevato che non vi erano dati comprovati che la continuazione delle somministrazioni vaccinali potesse avere un’incidenza negativa sulla salute e sulla crescita del minore.

La nuova responsabilità del medico e della struttura sanitaria

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Roberto Cataldi, Paolo M. Storani, Francesca Romanelli, Silvia Vagnoni, Cristina Matricardi, 2017, Maggioli Editore

L’opera è aggiornata alla L. 8 marzo 2017, n. 24 (G.U. 17 marzo 2017, n. 64), cd. Legge Gelli, recante disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale   degli esercenti le...



 

Prevalgono i benefici

Il giudice ritiene di condividere l’opinione maggioritaria nella letteratura medico-scientifica e dunque non accoglie le ricostruzioni operate dalla madre, che richiamano le teorie minoritarie e sperimentali, le quali pongono numerose perplessità circa i benefici delle vaccinazioni.

Deve considerarsi che le vaccinazioni vengono effettuate nell’interesse della collettività, per evitare la diffusione di malattie che possono colpire una pluralità di soggetti. Peraltro, nel caso di specie, il bambino soffriva di disturbi ampiamente diffusi nella popolazione media, riconducibili a patologie depressive, con le quali il vaccino non può dirsi avere interazioni.

Il ruolo del pediatra

La giurisprudenza di merito, di fronte ai casi di disaccordo tra i genitori con riferimento alla somministrazione dei vaccini, ha chiamato in causa il pediatra del minore coinvolto, rimettendo a quest’ultimo la decisione finale. Nella maggior parte delle situazioni, ed anche nel caso di specie, il medico si è pronunciato in ordine all’opportunità del vaccino, anche nell’ottica della tutela della salute generale e comunque aderendo ai dati scientifici che ad oggi non hanno rivelato alcuna efficienza causale specifica rispetto a determinate patologie. Si pensi alla recente pronuncia in materia di autismo, in merito alla quale la Cassazione ha negato la sussistenza di qualsivoglia correlazione.

 

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