Tari: come si calcola e quando si deve pagare?

Tari: come si calcola e quando si deve pagare?

di Redazione

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La tassa sui rifiuti Tari è il tributo che tutti i cittadini che possiedono un immobile a qualsiasi titolo devono pagare per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. La Tari viene corrisposta per qualsiasi immobile, sia esso adibito ad abitazione o a scopi commerciali, che sia suscettibile di produrre rifiuti. È quindi necessario pagare la tassa anche per il possesso di immobili disabitati? E sono previste riduzioni ed esenzioni?

Vediamo nel dettaglio quando e come si deve versare la Tari.

 

Chi è tenuto al pagamento della Tari?

La tassa sui rifiuti Tari, come accennato, deve essere pagata al Comune da tutti i cittadini che possiedono o detengono a qualsiasi titolo locali o aree scoperte in grado di produrre rifiuti urbani. La Tari non è invece dovuta per le aree comuni condominiali, come i cortili e l’ingresso del palazzo.

La tassa sui rifiuti Tari costituisce, assieme al tributo sui servizi indivisibili Tasi e all’imposta municipale unica Imu, l’imposta unica comunale Iuc.

 

Come si calcola la Tari?

La Tari si paga in relazione all’anno solare e si calcola in base alla superficie in metri quadri degli immobili, tenendo conto della quantità e qualità media ordinaria di rifiuti prodotti per unità di superficie calpestabile.

Incidono sul calcolo anche il numero di abitanti del locale, l’uso che viene fatto degli immobili e il loro valore catastale. Il valore catastale, in particolare, è alla base dell’aliquota fissa che viene applicata dai Comuni.

 

Quando si può beneficiare delle riduzioni?

Esistono alcuni casi, previsti dalla legge, nei quali i cittadini possono beneficiare di una riduzione della Tari. In particolare, è possibile beneficiare di agevolazioni:

  • nelle zone dove non viene effettuata la raccolta a causa della distanza dal più vicino punto di raccolta (in questo caso la Tari è dovuta solo fino a un massimo del 40% dell’importo);
  • in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti o quando il servizio sia comunque stato interrotto causando pericolo di danno alle persone e all’ambiente (in questo caso la Tari è dovuta fino a un massimo del 20%);
  • in caso di raccolta differenziata dei rifiuti, con sconti e riduzioni che variano a seconda del Comune.

Non è finita: particolari tipi di riduzioni “di tipo facoltativo“, a discrezione del Comune, sono previsti in caso di abitazioni con un unico occupante, di locali adibiti ad uso stagionale e discontinuo, di abitazioni occupate da cittadini che risiedono per più di sei messi all’anno all’estero e per i fabbricati rurali ad uso abitativo.

 

La Tari si paga se la casa è disabitata?

Come ci si deve comportare, allora, nel caso di un immobile rimasto disabitato? La Tari può non essere pagata, ma solo a determinate condizioni.

La casa o il locale che per qualsiasi motivo non è stato occupato nell’anno di riferimento è esente da tassazione Tari se al suo interno, nel periodo riguardante l’accertamento, sono state staccate le utenze di luce e acqua e se l’immobile non risulta arredato. Questo, ovviamente, per provare che nel periodo di riferimento l’abitazione è effettivamente stata del tutto disabitata.

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