Stazione unica appaltante: istruzioni operative in una circolare del Ministero dell’interno

Stazione unica appaltante: istruzioni operative in una circolare del Ministero dell’interno

Redazione

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di Anna Costagliola

Pochi giorni prima dell’entrata in vigore del nuovo Codice antimafia (prevista per 13 ottobre), il Ministro dell’interno, con la circolare del 5 ottobre 2011, n. 119 indirizzata ai prefetti delle province italiane, li ha invitati ad attivarsi per favorire l’istituzione delle «Stazioni uniche appaltanti», fornendo ulteriori elementi in ordine all’utilità di questo nuovo strumento antimafia previsto dalla L. 136/2010 (Piano straordinario contro le mafie, nonchè delega al Governo in materia di normativa antimafia) al fine di assicurare la trasparenza, la regolarità e l’economicità della gestione dei contratti pubblici e prevenire il rischio di infiltrazioni mafiose.

Detti organismi, i cui compiti sono stati individuati dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 giugno 2011, ha infatti la funzione di curare la procedura della gara di affidamento nel suo complesso, gestendo l’aggiudicazione di contratti pubblici per la realizzazione di lavori, la prestazione di servizi e l’acquisizione di forniture, con notevoli vantaggi per le amministrazioni aderenti. La Stazione unica è, infatti, nel disegno normativo, una struttura professionale altamente qualificata che assicura maggiore efficacia all’azione amministrativa grazie alla concentrazione delle procedure di gara in un unico organismo dedicato, consentendo così di «meglio focalizzare l’attività di prevenzione delle infiltrazioni criminali negli appalti pubblici». Oltre ad assicurare una maggiore efficacia dell’azione amministrativa, rendendola più snella e tempestiva attraverso una progressiva semplificazione degli adempimenti e delle procedure, tale modello di gestione delle gare pubbliche consente un’ottimizzazione delle risorse e, quindi, un conseguente risparmio, concentrando in una struttura specializzata quegli adempimenti che normalmente vengono curati da una pluralità di stazioni appaltanti. In tal senso, l’istituzione dell’organismo è di immediata utilità soprattutto, ma non solo, per gli enti locali di piccole dimensioni, spesso chiamati a confrontarsi con la complessità delle procedure di gara, potendo contare su una struttura inevitabilmente limitata.

Viene tuttavia precisato nella circolare che l’adesione delle amministrazioni aggiudicatrici alla stazione unica appaltante ha carattere facoltativo, sulla base del presupposto per cui, affinchè detto strumento possa essere veramente utile e funzionale, occorre che vi sia una spontanea e convinta adesione da parte dell’Amministrazione interessata, basata sulla consapevolezza dei vantaggi che l’affidamento delle procedure di gara ad una struttura specializzata comporta.

Al fine di incentivare la sua realizzazione, con il Dpcm del 30 giugno u.s. sono state individuate le attività e i servizi che la Stazione unica appaltante può svolgere, indicati gli elementi essenziali delle convenzioni da stipulare tra l’ente aderente e la stessa, definite le forme di monitoraggio e la collaborazione tra le Pubbliche Amministrazioni coinvolte. La struttura, secondo il Dpcm, può avere un’operatività territoriale regionale, provinciale, interprovinciale, comunale, o intercomunale.

Sul piano del monitoraggio antimafia viene prevista la possibilità per il Prefetto di chiedere alla Stazione unica appaltante ogni informazione che possa essere utile al fine indicato. Il decreto contempla ancora la possibilità per il Prefetto di chiedere il supporto tecnico del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche competente per territorio, nonché dell’Unità di verifica degli investimenti pubblici – Dipartimento dello sviluppo e coesione economica del ministero dello Sviluppo economico.

Dal quadro tracciato emerge evidente l’interesse del Ministero dell’interno a favorire l’istituzione dell’organismo in esame, in modo da sviluppare una moderna funzione di governance nel settore dei contratti pubblici, intesa come capacità da parte delle Amministrazioni interessate di indirizzarsi verso un obiettivo unitario, sulla base dei principi di legalità, economicità e efficienza, senza sovrapposizioni e nel rispetto delle diverse competenze

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