Spunti sulle fonti obbligatorie: gli altri atti o fatti idonei ex art. 1173 c.c.

Spunti sulle fonti obbligatorie: gli altri atti o fatti idonei ex art. 1173 c.c.

Vanacore Giorgio

Versione PDF del documento

L’art. 1173 c.c., pur non riproponendo la quadripartizione del codice liberale del 1865 contratto – quasi contratto/delitto – quasi delitto, congegnò un sistema aperto delle fonti delle obbligazioni, individuandole, com’è noto, nei contratti, nei fatti illeciti ed in ogni altro atto o fatto idoneo a produrle in conformità all’ordinamento giuridico.
 Di ciò vi è testimonianza leggendo la Relazione al Re, n. 556: «nell’elencare le fonti., il nuovo Codice non considera la figura dei quasi contratti e quella dei quasi delitti, che non hanno mai potuto giustificarsi né dal lato tradizionale, essendo ignote al diritto romano o classico, né dal lato sostanziale, essendo prive di un contenuto determinato».
Guardando più da vicino gli altri atti o fatti idonei, sia il caso di tentarne un’individuazione nel mare magnum delle fonti obbligatorie:
– art. 433 c.c. (obbligo di prestazione alimentare);
– art. 651 c.c. (obbligo di trasferire la cosa legata al legatario per il caso di valido legato di cosa dell’onerato o di un terzo);
– art. 662 c.c. (onere di prestazione del legato a carico degli eredi o di uno o più legatari);
– art. 843 c.c. (obbligo del proprietario di accesso al fondo per consentire al vicino di costruire o riparare un muro o altra opera);
– art. 1324 c.c. (estensione delle norme sui contratti agli atti unilaterali inter vivos a contenuto patrimoniale);
– art. 1762 c.c. (responsabilità del mediatore per il caso del contraente non nominato);
– art. 1890 c.c. (responsabilità dello stipulante l’assicurazione in nome altrui senza potere);
– art. 1987 c.c. (produttività di effetti obbligatori della promessa unilaterale solo nei casi di legge);
– art. 2028 c.c. (gestione di affari altrui);
– artt. 2033 e 2036 (indebito oggettivo e soggettivo);
– art. 2041 c.c. (responsabilità da arricchimento senza causa);
– art. 2126 c.c. (conservazione del contratto di lavoro nullo od annullabile);
– art. 2332, comma 2, c.c. (conservazione degli atti compiuti in nome di società nulla);
– artt. 11 del r.d. 14 dicembre 1933, n. 1669, e 141 del r.d. 21 dicembre 1933, n. 1736 (responsabilità del falsus procurator per l’apposizione di firma su cambiale o assegno).
Avvocato in Napoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it