Notai, nuove regole deontologiche sull’equo compenso: cosa cambia

Notai, dal 2026 cambiano i principi deontologici: equo compenso, obblighi informativi e profili disciplinari.

Lorena Papini 26/05/26
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Con il comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 25 maggio 2026, il Consiglio nazionale del notariato ha reso note le modifiche ai Principi di deontologia professionale dei notai, approvate con delibera n. 4-31 del 17 aprile 2026. L’intervento incide su tre disposizioni: vengono abrogati gli articoli 38 e 39 e viene riscritto l’articolo 59, dedicato agli obblighi connessi alla legge 21 aprile 2023, n. 49, in materia di equo compenso. Il testo previgente dei Principi, approvato nel 2024, collocava l’articolo 59 nel Titolo III, Capo IV, tra gli obblighi della prestazione notarile. Per i professionisti in campo notarile, abbiamo pubblicato, nella collana I quaderni notarili, il volume Operazioni straordinarie – Guida pratica in tema di trasformazione, fusione e scissione, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon, e il volume Diritti particolari del socio e categorie di quote – Strumenti di personalizzazione della partecipazione sociale nelle S.r.l., disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.

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Comunicato-notai-in-Gazzetta.pdf 4 MB

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Indice

1. Equo compenso: il nuovo baricentro dell’articolo 59


La modifica più significativa riguarda il compenso professionale. Il nuovo articolo 59 stabilisce che, nei rapporti professionali aventi a oggetto attività notarili, il notaio non può convenire o preventivare un compenso che non sia giusto, equo e proporzionato alla prestazione richiesta e che non sia determinato secondo i pertinenti decreti ministeriali vigenti.
La norma deontologica si salda così alla disciplina dell’equo compenso, ma con una precisa delimitazione soggettiva. Il divieto opera nei confronti di banche, assicurazioni, società controllate e mandatarie, grandi imprese, pubbliche amministrazioni e società a partecipazione pubblica. Restano invece fuori i rapporti professionali con soggetti diversi da quelli espressamente indicati. Per i professionisti in campo notarile, abbiamo pubblicato, nella collana I quaderni notarili, il volume Operazioni straordinarie – Guida pratica in tema di trasformazione, fusione e scissione, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon, e il volume Diritti particolari del socio e categorie di quote – Strumenti di personalizzazione della partecipazione sociale nelle S.r.l., disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.

2. Clienti forti e compensi non ribassabili


La ratio dell’intervento è chiara: evitare che, nei rapporti con contraenti dotati di maggiore forza economica o organizzativa, il compenso notarile venga determinato al ribasso, in modo non coerente con il valore e la complessità della prestazione. Il notaio, pur operando in un contesto di libera concorrenza, resta vincolato ai principi di indipendenza, terzietà, imparzialità, qualità della prestazione e lealtà professionale, già posti a fondamento dell’intero sistema deontologico.
L’equo compenso assume quindi una funzione non soltanto economica, ma anche ordinamentale: tutela il corretto esercizio della funzione notarile e impedisce che la determinazione del compenso diventi uno strumento di pressione o di alterazione del rapporto professionale.

3. L’obbligo di avviso scritto


Il nuovo articolo 59 introduce anche uno specifico obbligo informativo. Quando la convenzione, il contratto o qualsiasi altra forma di accordo siano predisposti esclusivamente dal notaio, questi deve avvertire per iscritto il cliente che il compenso deve rispettare, a pena di nullità della pattuizione, i criteri stabiliti dalla legge n. 49/2023.
La previsione valorizza la fase genetica del rapporto professionale. Non è sufficiente che il compenso sia conforme ai parametri: occorre anche che il cliente sia reso consapevole, per iscritto, del vincolo legale che governa la determinazione del corrispettivo.

4. Violazione disciplinare: avvertimento o censura


La violazione del divieto di pattuire compensi non equi o dell’obbligo di avviso scritto costituisce fattispecie disciplinarmente rilevante. Il comunicato precisa che la condotta è sanzionabile con avvertimento o censura, ai sensi dell’articolo 136 della legge notarile.
Rispetto al testo allegato dei Principi vigente dal 2025, la nuova formulazione appare più analitica: individua i soggetti interessati, chiarisce i casi di esclusione e collega espressamente l’illecito alle sanzioni disciplinari applicabili.

5. L’abrogazione degli articoli 38 e 39


Accanto alla riscrittura dell’articolo 59, il comunicato dispone l’abrogazione degli articoli 38 e 39. Nel testo precedente, tali disposizioni riguardavano fenomeni di vasta contrattazione, privatizzazioni o dismissioni di patrimoni pubblici, nonché criteri di assunzione e distribuzione degli incarichi notarili in presenza di programmi regolati da convenzioni o protocolli.
L’eliminazione di queste norme segnala una razionalizzazione del quadro deontologico e concentra l’attenzione sulle regole generali di assunzione dell’incarico, libertà di designazione del notaio, divieto di procacciamento d’affari e correttezza concorrenziale.

6. Un aggiornamento con effetti pratici immediati


Le modifiche entrano in vigore dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Per gli studi notarili, l’aggiornamento impone una verifica delle prassi interne: modelli di preventivo, convenzioni, accordi con soggetti strutturati e procedure di informazione scritta dovranno essere coerenti con la nuova formulazione dell’articolo 59.
Il tema si inserisce in un più ampio quadro di obblighi organizzativi e deontologici, nel quale assumono rilievo anche le regole sulla gestione delle somme e sul conto dedicato, oggetto di specifiche prassi operative diffuse dal Consiglio nazionale del notariato.

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