Solidarietà ai magistrati impegnati sul fronte della lotta alla criminalità organizzata

Solidarietà ai magistrati impegnati sul fronte della lotta alla criminalità organizzata

di Anastasi Concetta

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Nel complimentarmi per questa Pregevole Rivista e per la sua encomiabile attività di informazione giuridica non soltanto in ordine alle novità giurisprudenziali, mi permetto aprire una breve parentesi per richiamare l’attenzione sul crescendo di gravi fatti di attentati e di intimidazioni nei confronti di coraggiosi magistrati impegnati nella lotta alla criminalità organizzata, soprattutto in Calabria, aventi connotati particolarmente gravi ed inquietanti, che non ci consentono di rimanere indifferenti, ma che, anzi, impongono doverosamente la nostra piena ed incondizionata solidarietà.

Negli ultimi giorni, i giornali ci hanno dato notizia di minacce nei confronti del dott. Mario Spagnuolo, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia, per il quale, per fortuna, è stato immediatamente alzato il livello di sicurezza:
http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaGiornale.aspx?art=61279&Edizione=11

Analogamente, minacce sono state poste in essere e nei confronti di Antonio De Bernardo, PM applicato presso la Dda di Reggio Calabria, una sede particolarmente “calda” e reiteratamente oggetto di “particolari attenzioni” da parte della criminalità organizzata:
http://www.ansa.it/legalita/rubriche/cronaca/2010/03/08/visualizza_new.html_1731200449.html
http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/it/calabria/reggio_dda_’ndrangheta_mafia_intimidazione_pm_proiettile_attentato_dna_7898.html

Sempre in Calabria, si impone alla nostra attenzione la vicenda di Gerardo Dominijanni, PM presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, per fortuna non per fatti concernenti minacce (anche se in passato, purtroppo, ce ne sono state), ma per la lamentata carenza della scorta di protezione, nel senso che rimane, in concreto, limitata ad alcune ore della giornata e non copre tutto l’arco delle 24 ore, come sarebbe necessario, considerati i rischi a cui è esposto il magistrato, da anni impegnato in primo piano nella lotta alla mafia della cosiddetta “ala militare”, particolarmente feroce nell’area del lametino.
Ed alcuni episodi al riguardo, come quello della benzina che finisce all’improvviso, potrebbero assumere persino connotati grotteschi, se non si trattasse della grave esigenza di tutelare la vita di un coraggioso servitore dello Stato e della sua famiglia.
Si potrebbe ipotizzare quale causa una (verosimile) carenza di fondi, ma è fin troppo facile chiedersi al riguardo: “ma qualche auto blu in meno da qualche altra parte non sarebbe possibile”?

http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/it/calabria/catanzaro_giustizia_pm_pubblico_ministero_dominijanni_4545.html

http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/it/calabria/catanzaro_giustizia_pm_pubblico_ministero_dominijanni_4545.html

http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/it/calabria/catanzaro_dda_dominijanni_gerardo_spiegazioni_lascia_insicurezza_cosche_4555.html

Anche in Sicilia, la situazione non è da meno, tanto che le Autorità Regionali recentemente hanno espresso la loro solidarietà nei confronti dei PM Antonio Ingroia e Gaetano Paci, magistrati impegnati in prima linea sul fronte della lotta alla criminalità organizzata, che hanno subito inquietanti minacce:

http://www.informasicilia.it/2010/01/19/mafia-lombardo-venturi-esprimono-solidarieta-stima-magistrati-minacciati%E2%80%9D/

Inoltre, segnali di minacce sono state recapitate anche a Sebastiano Ardita, magistrato catanese in servizio a Roma, presso il Dipartimento Affari Penitenziari:
http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/76987/catania-minacce-magistrato-responsabile-della-gestione-41bis.htm

Sicuramente, mi saranno sfuggite altre situazioni “a rischio” altrettanto meritevoli di essere menzionate.

A tutti gli onesti servitori dello Stato che, in questo momento, stanno vivendo un momento particolarmente delicato, mi permetto invitarVi ad esprimere la nostra assoluta ed incondizionata solidarietà, poiché la nostra sensibilità di cittadini e di giuristi non ci consente di abbassare il livello di guardia e di rimanere indifferenti di fronte a questi fatti, che stanno assumendo contorni sempre più inquietanti. Non è retorica, credetemi!

Anastasi Concetta

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