Riforma geografia giudiziaria: l’OUA chiede le dimissioni del Ministro Cancellieri

Riforma geografia giudiziaria: l’OUA chiede le dimissioni del Ministro Cancellieri

Redazione

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Anna Costagliola

L’Avvocatura, nella riunione assembleare indetta congiuntamente dal Consiglio Nazionale Forense (CNF) e dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA) per analizzare la grave situazione in cui versa lo stato della giustizia, ha preso drammaticamente atto dell’azione di «desertificazione» alla quale essa è soggetta. Gli interventi dei presidenti degli Ordini che si sono succeduti hanno fatto emergere ampie sacche di criticità, aggravate dagli effetti dell’entrata in vigore della riforma della geografia giudiziaria, tra cui l’incognita sulle date di ritardi sulla fissazione dei processi, trasferimenti del personale in corso senza certezze, spese vive da sostenere senza indicazioni precise dei costi finali di tutta l’operazione.

Alla luce di questa situazione, e sulla base delle richieste giunte in tal senso, verrà avviato un monitoraggio sull’attuazione della riforma, chiedendo agli Ordini forensi l’invio di tutti i dati, documentati, oggettivamente utili per valutare disservizi e mancanze.

L’Avvocatura ha ribadito la necessità che gli Ordini forensi siano mantenuti sul territorio e che il Governo dia piena attuazione alla riforma della professione forense, recuperando i ritardi e le colpevoli omissioni.

Sui parametri gli avvocati si aspettano di conoscere la prossima settimana il contenuto del nuovo decreto di aggiornamento, secondo le linee della proposta del CNF.

Sulle società tra avvocati è stata ribadita la linea della non applicabilità della disciplina prevista per le altre professioni: quella forense garantisce la difesa dei diritti dei cittadini.

Il CNF, anche attraverso l’Osservatorio sul funzionamento della giurisdizione, raccoglierà i dati, specifici e oggettivi, dagli Ordini per verificare lo stato del funzionamento della giustizia, a iniziare dal reale stato degli uffici giudiziari dopo l’avvio della revisione delle circoscrizioni.

L’Organismo Unitario dell’Avvocatura, a conclusione dell’incontro, ha approvato un deliberato in cui si censurano le modalità di applicazione della revisione della geografia giudiziaria. Nel documento l’OUA esprime il proprio disappunto per il comportamento tenuto dal Ministero della Giustizia dimostratosi sordo ed insensibile rispetto all’allarme denunciato dall’intera Avvocatura, da molti magistrati seriamente impegnati nel loro lavoro giurisdizionale, da parlamentari, forze politiche ed esponenti delle comunità locali, da altri operatori del diritto, quali personale amministrativo e consulenti, i quali tutti hanno rappresentato il rischio di blocco delle attività giudiziarie con l’entrata in vigore del D.Lgs. 148/2011. L’Organismo forense ha chiesto, quindi, le dimissioni del Ministro di Giustizia Cancellieri per la mancanza assoluta di volontà di confronto dimostrata su un provvedimento che porterà al caos la macchina giudiziaria, ponendo a rischio decine di migliaia di cause, senza produrre alcun risparmio di spesa.

In particolare, al fine di intraprendere ogni opportuna azione per tutelare il diritto alla giurisdizione, l’OUA propone:

1) le dimissioni immediate del Ministro;

2) il prosieguo nell’attività giurisdizionale pendente e la valutazione di nuove, ulteriori e diverse azioni da intraprendere;

3) l’evocazione della Commissione di Giustizia Europea affinché valuti il comportamento assunto dal Ministero in ordine alla riforma della cd. geografia giudiziaria;

4) il ricorso alla Corte dei Conti denunziando i danni erariali conseguenti all’applicazione della normativa in oggetto;

5) l’istituzione di una Commissione di inchiesta intesa al monitoraggio degli effetti, dei maggiori costi e dei ritardi certamente derivanti dall’applicazione della riforma, previa richiesta di sospensione dell’esecutorietà della legge;

6) l’indizione di pubbliche manifestazioni, locali e nazionali, con coinvolgimento dei cittadini e di quanti, direttamente e indirettamente, risultano interessati dall’applicazione della riforma;

7) il sostegno alle iniziative referendarie per l’abrogazione del D.Lgs. 148/2011;

8) a tutti gli Organi di rappresentanza istituzionale e politica dell’Avvocatura, a livello nazionale e territoriale, le dimissioni dalle rispettive cariche in mancanza di risposte urgenti da parte del Ministero.

Dal canto suo, nel giorno dell’entrata in vigore della riorganizzazione degli uffici giudiziari, il Guardasigilli, rivolgendosi a tutte le componenti del mondo giudiziario, auspica che, dopo oltre due anni di lavoro su una riforma «epocale», si ottenga in breve tempo un miglioramento del servizio giustizia attraverso una più razionale distribuzione delle risorse su tutto il territorio nazionale. Ciò non senza ricordare che, come tutte le riforma di sistema, soprattutto nella delicata fase di avvio, ci si troverà dinanzi ad inevitabili difficoltà, sia attese sia impreviste, ma è questo, come sottolinea il Ministro, il prezzo da pagare per garantire alla collettività un servizio giustizia migliore e una migliore tutela dei diritti.

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