Riforma della p.a. in Gazzetta Ufficiale: Napolitano ha firmato

Riforma della p.a. in Gazzetta Ufficiale: Napolitano ha firmato

di Redazione

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Il decretone è stato spacchettato in due decreti-legge: uno sulla riforma della p.a. e anticorruzione e uno sulla competitività

Tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it

 Ci sono voluti undici giorni dalla discussione in Consiglio dei Ministri per la firma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Sono oggi in Gazzetta Ufficiale il decreto-legge di riforma della p.a., che contiene anche la parte sull’anticorruzione, e quello sulla competitività, che contiene il taglio delle bollette elettriche per le imprese, oltre alle norme su agricoltura e ambiente.

Si è dunque optato per lo spacchettamento in due decreti-legge. In un testo dovrebbero essere confluite, oltre al pacchetto che riguarda il pubblico impiego, che sostanzialmente viene confermato in toto, anche le norme sui poteri speciali di Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità anticorruzione. Nell’altro, invece, dovrebbero essere andate le misure sulla competitività e lo sviluppo, che interesserebbe provvedimenti su ambiente, agricoltura e e competitività per le imprese. Nel pomeriggio di ieri la Ragioneria generale dello Stato aveva dato il via libera ai due decreti.

Confermate le ultime modifiche allo stop del trattenimento in servizio, cioè la possibilità di restare al lavoro dopo aver raggiunto l’età della pensione. Non saranno più possibili dopo la fine di ottobre di quest’anno, con l’eccezione di magistrati, avvocati dello Stato e militari, che potranno arrivare fino al dicembre 2015. Restano fuori dalla deroga, polizia, corpo forestale e guardia di finanza. L’obbligo di mettersi fuori ruolo, invece che in aspettativa, per i magistrati che accettano un posto di vertice nella Pubblica amministrazione non riguarda gli incarichi già affidati.

Scatta la mobilità obbligatoria per i dipendenti entro i 50 chilometri dalla sede di provenienza. Il taglio del 50% dei distacchi sindacali non partirà più dal 1° agosto, il decreto potrebbe essere convertito dopo quella data, ma dal 1° settembre. Si procede anche all’accentramento delle sedi delle autorità indipendenti, con il taglio del 20% dello stipendio per tutti i dipendenti e del 50% delle consulenze. Sulle consulenze del resto della p.a., invece, il decreto non prevede modifiche: in alcune bozze c’era l’ipotesi di tagliare la spesa possibile nell’anno in corso dall’80% di quanto speso nel 2013, come già previsto, al 70%. Ma nel testo finale questa accelerazione non c’è.

 

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