Processo d'Appello Caso Cogne - Atto primo.

Processo d’Appello Caso Cogne – Atto primo.

Pizzi Daniele

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Il?16 novembre 2005 a Torino ha preso avvio il processo d?appello a carico di Annamaria Franzoni, la mamma di Cogne (AO) accusata di aver massacrato il proprio figlioletto di soli tre anni.

Era il 30 gennaio 2002, quando Samuele Lorenzi venne rinvenuto esanime nel letto in cui dormiva, colpito alla testa da innumerevoli colpi, inferti con chiss? quale arma impropria od oggetto contundente. Tutt?attorno schizzi e vistose macchie di sangue: pareti, soffitto, pavimento, ovunque era rinvenibile traccia del massacro compiutosi. Un delitto efferato, freddissimo, realizzato con una spietatezza che, di primo acchito, non verrebbe che da ricondurre ad un sanguinario serial killer.

E invece no. Perch? da quel giorno, unica indagata dalla Procura di Aosta per quel delitto, ? stata sempre e solo lei. Annamaria Franzoni, mamma del piccolo Samuele.

Per il grande impatto mediatico della vicenda, tanto si ? detto in proposito. Tutti, o quasi, hanno detto la loro. Dai pi? celebri opinionisti, ai pi? affermati criminologi e scienziati forensi, al comune pensionato che ? ritrovatosi in mezzo ad un processo ormai ?svolto pi? nei bar che nelle aule di giustizia? ? non ha potuto non prender posizione. Due grandi ?scuole di pensiero?, quella innocentista e quella colpevolista, hanno spaccato l?Italia in due, con teorie e affermazioni pi? o meno condivise, su una comune linea, dalla maggioranza degli italiani.

Il 19 luglio 2004 Annamaria Franzoni venne condannata con rito abbreviato a 30 anni di carcere, un terzo di quella che sarebbe stata la pena in caso di rito ordinario (ergastolo). La difesa dell?imputata present? subito ricorso in appello e oggi, dopo quasi quattro anni dalla morte di quel fanciullo, un nuovo processo ? iniziato.

Veniamo a noi: la prima udienza si ? svolta nell?aula 6 del palazzo di giustizia di Torino, quella comunemente adibita ai procedimenti che si svolgono in Corte d?Assise d?Appello, competente in questo grado di giudizio del caso Cogne.

Come diffusamente annunciato dai media nei giorni scorsi, il processo ? stato ?a porte aperte?, scelta questa che, in caso di rito abbreviato, ? demandata unicamente alla volont? dell?imputato. A differenza del rito ordinario, dove regola generale vuole che i processi si svolgano pubblicamente (le sentenze vengono infatti pronunciate ?in nome del popolo italiano?, non nel nome di questo o quel giudice), le cose si fanno diverse per i riti speciali, ove frequentemente le udienze si svolgono per legge in camera di consiglio (salvo diversa volont? dell?imputato, come in questo caso).

Processo pubblico per Annamaria Franzoni, quindi.

La giornata ? iniziata presto, con l?arrivo del prof. Giuseppe Gelsomino, il detective privato (Shadow Detectives ? Milano) che ? sotto il coordinamento dell?avv. Taormina ? presta la sua opera per conto della difesa dell?imputato.

Per l?inizio dell?udienza, in un?aula stipata pi? dal pubblico e dai giornalisti accorsi in massa che dai veri protagonisti del processo, si ? per? dovuto attendere mezzogiorno, quando ha preso la parola il presidente della Corte, dott. Romano Pettenati che, esordendo, ha detto: ?Si tratta di una vicenda importante e dolorosa. Faccio appello al senso di civilt? di chi assiste. E, sono certo, non mancher??.

Romano Pettinati, 59 anni, in magistratura dal 1962, persona stimata e ammirata dagli stessi avvocati del foro di Torino, che lo reputano una garanzia assoluta, sia per la preparazione tecnica, sia per la capacit? di scavare a fondo nelle vicende in cui s?? imbattuto nel corso degli anni. Personaggio gi? noto alle cronache, infatti, per il suo coinvolgimento nelle drammatiche vicende della ?mummia di Avigliana? e dei sassi assassini gettati dal cavalcavia di Tortona.

La stessa imputata, l?ha ripetuto pi? volte nei giorni scorsi, ha piena e incondizionata fiducia nella Corte (che, si ricorda, ? composta oltre che dal presidente, da due giudici togati a latere e sei giudici popolari).

Dopo la relazione introduttiva da parte del Presidente della Corte, ? stata la volta del Procuratore Generale della Corte d?Appello di Torino, Vittorio Corsi, che ha richiesto una nuova perizia psichiatrica per l?imputata, dicendosi altres? favorevole all?acquisizione ? come elemento probatorio ? del filmato girato dai Carabinieri la mattina del delitto e ?portato a galla? soltanto nei giorni scorsi dall?avvocato Taormina.

Da tale registrazione, finita chiss? come sul fondo di un cassetto della caserma, si evincerebbero nuove tracce ed impronte, tenute fino adesso in scarsa considerazione dagli organi inquirenti, ma giudicate di fondamentale importanza dai consulenti della difesa che si sono occupati dei rilievi scientifici nella villetta di Montroz (frazione di Cogne).

E? stata poi la volta del personaggio pi? atteso dell?intera mattinata: Carlo Taormina, il difensore di Annamaria Franzoni. Lui, affermato professore ordinario di procedura penale all?Universit? di Roma, deputato nelle file di Forza Italia, avvocato di chiara fama internazionale, uno dei padri del vigente codice di procedura penale del quale conosce ogni rigo e ogni sottigliezza, si trova da due anni alle prese con uno dei pi? difficili ed intrigati ?misteri d?Italia?.

Come anticipato dalle cronache giornalistiche, il suo esordio ha visto una richiesta di ?rinnovazione dibattimentale? da esplicarsi con un interrogatorio in aula di Annamaria Franzoni (in primo grado, si era rifiutata di sottoporsi alle domande del Tribunale di Aosta), oltre che una convinta filippica sugli elementi portanti della sua linea difensiva. ?Mister X, l?assassino di Samuele, poteva con certezza entrare e uscire dalla casa compiendo quell?efferato delitto senza per questo essere visto dalla signora Franzoni ? ha detto ? e questo lo dimostreremo con un nuovo video, di recente realizzato, che chiederemo di acquisire agli atti del procedimento insieme a quello miracolosamente materializzatosi pochi giorni fa e risalente al giorno dell?omicidio?. All?uscita, assediato da una folla di giornalisti sempre pi? pressanti, ha ribadito di non aver sollecitato ? come legale della difesa ? alcuna nuova perizia psichiatrica per la sua cliente, ma che tale, non condivisa, richiesta sarebbe provenuta esclusivamente dalla procura generale.

Conclusosi questo primo appuntamento si dovr? attendere ora la prossima udienza ? prevista per luned? 21 novembre ? per sapere come proseguir? questo processo, che gi? dalle prime battute si preannuncia lungo e tormentoso.

Si rammenta infatti che, parallelamente al presente, ? in fase di svolgimento il cosiddetto ?Cogne bis?, un procedimento per falsificazione di elementi probatori che vede come imputati, oltre alla stessa Franzoni, anche l?avv. Taormina e tre consulenti di parte, tra cui il detective Gelsomino.

Bisogner? quindi attendere ed acquisire anche le risultanze di quest?altra indagine (che peraltro non arriveranno prima del 15 dicembre prossimo) prima di poter mettere la parola fine a questa triste parentesi della storia italiana.

Un processo ancora lungo e tutto da seguire, questo, ma che certamente sapr? tenere vivi i salotti televisivi e le testate di tutto il mondo, forte di un pirandelliano gioco delle parti che non mancher? ? ancora una volta ? di stupire e lasciarsi stupire.

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