Prescrizione: in vigore la contestata riforma

Prescrizione: in vigore la contestata riforma

di Redazione

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E’ entrata in vigore dal 1 gennaio 2020 la riforma sulla prescrizione, malgrado i diversi pareri dissenzienti.

Difatti, è ancora prematuro parlare di intesa raggiunta circa il nodo della prescrizione, ma un passo verso la mediazione tra le forze di maggioranza sembrerebbe essere stato compiuto, secondo quanto dichiarato dal Ministero Bonafede:
“Nella riunione ci sono stati importanti passi avanti per portare in tempi brevi la riforma del processo penale in Consiglio dei ministri. C’è stato un input importante del presidente del Consiglio”. Queste le dichiarazioni rilasciate dal ministro della Giustizia al termine del vertice di maggioranza durato quattro ore.

Per uscire dallo stallo e comporre le posizioni inconciliabili tra le forze di maggioranza, il premier avrebbe valorizzato la proposta di Federico Conte: “La mia proposta è servita come argomento per trovare un terreno comune di mediazione politica. Un modo per tenere insieme le cose è riservare l’effetto sospensivo della prescrizione alle sole sentenze di condanna, perché indubbiamente, in caso di condanna, si affievolisce il principio di non colpevolezza, visto che c’è il pronunciamento di un giudice. Sia chiaro il principio di non colpevolezza non scompare, ma si affievolisce”.

Riforma della prescrizione: in cosa consiste?

La novità di maggiore rilievo riguarda l’interruzione dei termini di prescrizione dopo la sentenza di primo grado, sia in caso di assoluzione che di condanna.

Secondo la disciplina attualmente in vigore, la prescrizione dei reati inizia a decorrere dal giorno in cui il fatto è stato commesso e non si blocca fino a quando non viene emessa sentenza; ciò che al contrario accade per i termini di prescrizione in ambito civile. La Riforma Bonafede, invece, andrebbe ad introdurre anche per l’ordinamento penale lo stop alla decorrenza dei termini.

Gli effetti sugli uffici giudiziari

In merito ai possibili effetti della riforma si potrà parlare unicamente in termini probabilistici ed eventualistici.

Si stima che lo stop della prescrizione metterà seriamente a rischio l’efficienza di molti uffici giudiziari, i quali si troveranno ad avere circa 30 mila procedimenti in più ogni anno, e l’esito ovviamente sarà ancor più pesante sulle Corti oberate da un maggior numero di prescrizioni, con l’alta possibilità che anche i tempi dei processi ne risulterebbero allungati.

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