Parametri professionali: domani l’incontro dell’Avvocatura con il Ministro della giustizia sui parametri dei compensi legali. Intanto un nuovo rinvio alla Corte costituzionale

Parametri professionali: domani l’incontro dell’Avvocatura con il Ministro della giustizia sui parametri dei compensi legali. Intanto un nuovo rinvio alla Corte costituzionale

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Anna Costagliola

L’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA) è stato convocato per domani dal Ministero della Giustizia per discutere della revisione dei parametri dei compensi degli avvocati, il meccanismo sostitutivo delle abolite tariffe forensi.

L’OUA in questi mesi ha denunciato come la nuova disciplina abbia portato ad un abbattimento fino al 50% dei compensi legali nei processi, rilevando diversi profili di illegittimità del provvedimento, come testimoniano i rinvii alla Corte Costituzionale del Tribunale di Cremona e, da ultimo, del Giudice di Pace di Sciacca. Per l’organismo di rappresentanza politica dell’Avvocatura è necessario rivedere tutto il sistema, crescendo sempre di più il disagio e la preoccupazione tra gli avvocati per le conseguenze dei nuovi parametri. In questa direzione, il presidente de Tilla ha riconosciuto le aperture e la forte sensibilità al tema manifestate dal Ministro Severino, le quali lasciano presumere l’avvio di un dialogo finalizzato ad un intervento correttivo che recepisca le richieste dell’Avvocatura e modifichi il regolamento e i parametri ivi dettati.

Le richieste di un intervento correttivo si intensificano alla luce anche del nuovo rinvio alla Corte costituzionale da parte del giudice di pace di Sciacca in relazione alla questione dell’applicabilità retroattiva dell’art. 9 del D.L. 1/2012 (conv. in L. 27/2012) e del collegato D.M. 140/2012 anche ai giudizi in corso e all’attività già svolta anteriormente all’entrata in vigore del provvedimento ministeriale. L’iniziativa del giudice di Pace di Sciacca mette chiaramente in discussione la retroattività di parametri dei compensi su un giudizio già in corso e fa direttamente riferimento al rinvio alla Consulta del Tribunale di Cremona, che evidenziava come, seguendo questa interpretazione, peraltro avallata dalle Sezioni Unite della Cassazione (sent. 17405/2012), l’obiettivo del legislatore fosse in realtà quello di «spingere gli avvocati a non accettare incarichi non remunerativi e così bloccare l’alluvionale afflusso di processi che intasano le aule di giustizia». Sottolinea ancora il Tribunale di Cremona riportato nell’ordinanza di rimessione, «svilendo il lavoro degli avvocati, sembra si voglia colpire l’accesso stesso al servizio giustizia per gli stessi cittadini». Quest’ultima decisione impone, pertanto, un’ulteriore riflessione, per cui è stato accolto con estremo favore dall’Avvocatura l’annuncio del Ministro della giustizia, nel suo intervento di apertura del 47° congresso notarile, relativo all’avanzata fase di realizzazione del decreto di rivisitazione delle ex tariffe professionali, secondo un percorso che porta ad abbandonare «una logica di predeterminazione amministrativa di liquidazione giurisdizionale dei compensi».

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