Omicidio stradale e guida in stato di ebbrezza, non più concorso ma reato complesso

Redazione 18/06/18
Scarica PDF Stampa
Nel caso in cui si contesti all’imputato, dopo il 25 marzo 2016 (data di entrata in vigore della Legge n. 41/2016 che ha introdotto il reato di omicidio stradale) di essersi posto alla guida in stato di ebbrezza e di aver in tale stato cagionato, per colpa, la morte di una o più persone – ovvero lesioni gravi o gravissime alle stesse – dovrà prendersi atto che la condotta di guida in stato di ebbrezza alcoolica viene a perdere la propria autonomia, in quanto circostanza aggravante dei reati di cui agli artt. 589 bis comma 1 e 590 bis comma 1 c.p.. Ne deriva la necessaria applicazione, in tal caso, della disciplina sul reato complesso ai sensi dell’art. 84 comma 1 c.p., ed esclusione invece di quella generale sul concorso di reati.

La stessa considerazione vale, ovviamente, anche nel caso di guida in stato di alterazione psico – fisica conseguente all’assunzione di sostanza stupefacenti o psicotrope.

E’ questo il principio enunciato dalla Corte di Cassazione, quarta sezione penale, con sentenza n. 26857 del 12 giugno 2018, accogliendo il ricorso di un imputato ritenuto responsabile dei reati di omicidio stradale e lesioni colpose stradali gravi per fatto commesso in stato di ebbrezza alcoolica.

Guida in stato di ebbrezza, non più contravvenzione autonoma ma aggravante dell’omicidio stradale

In forza del sopra enunciato principio, gli Ermellini hanno dunque annullato la sentenza impugnata, limitatamente alla pena inflitta per la contravvenzione di guida in stato di ebbrezza, che per l’appunto perde la propria autonomia divenendo circostanza aggravante dei contestati reati ex artt. 589 bis e 590 bis c.p., non facendosi più luogo alla disciplina sul concorso di reati ma a quella sul reato complesso.

Volume consigliato 

La revisione penale

Con giurisprudenza e tavole sinottiche, l’opera è un’analisi agile e operativa dell’istituto della revisione penale, rimedio straordinario di giustizia avverso un giudicato definitivo, e per questo intangibile, ma erroneo nell’affermazione della responsabilità penale.La revisione penale ha un carattere di eccezionalità e, per quanto la relativa disciplina sia contenuta in pochi articoli del codice di procedura penale, pone all’interprete la necessità di conoscenze approfondite del processo penale e dei riti alternativi, nei tre gradi del giudizio.Il testo è una guida chiara per l’utilizzo dell’istituto e la comprensione delle relative criticità. Ciascun capitolo è completato da una rassegna giurisprudenziale per argomento. Le dieci tavole sinottiche descrivono elementi e procedure in forma grafica per maggiore praticità.GIURISPRUDENZA ON LINE L’acquisto del volume include la possibilità di accedere al sito www.approfondimenti.maggioli.it, dove è presente la giurisprudenza di riferimento. Le indicazioni per effettuare l’accesso sono all’interno del volume.Francesca Sassano, Avvocato, è stata cultrice di diritto processuale penale presso l’Università degli studi di Bari. Ha svolto incarichi di docenza in numerosi corsi di formazione ed è legale accreditato presso enti pubblici e istituti di credito. Ha pubblicato: “La nuova disciplina sulla collaborazione di giustizia”; “Fiabe scritte da Giuristi”; “Il gratuito patrocinio”; “Le trattative prefallimentari”; “La tutela dell’incapace e l’amministrazione di sostegno”; “La tutela dei diritti della personalità”; “Manuale pratico per la protezione dell’incapace”; “Manuale pratico dell’esecuzione mobiliare e immobiliare”; “Manuale pratico delle notificazioni”; “Notifiche telematiche. Problemi e soluzioni”; “Il rilascio dell’immobile pignorato”.

Francesca Sassano | 2018 Maggioli Editore

20.00 €  19.00 €

Sentenza collegata

59685-1.pdf 690kB

Iscriviti alla newsletter per poter scaricare gli allegati

Grazie per esserti iscritto alla newsletter. Ora puoi scaricare il tuo contenuto.

Scrivi un commento

Accedi per poter inserire un commento