Notifica degli atti tributari eseguita con poste
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Notifica degli atti tributari con posta privata e’ inesistente

Faggioni Roberta

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In mancanza del rilascio della licenza da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, la notifica degli atti tributari sostanziali e processuali eseguita con poste private è giuridicamente inesistente configurandosi un’attività priva degli elementi costitutivi essenziali idonei a rendere riconoscibile un atto qualificabile come notificazione, perché viene meno l’attività di “trasmissione, svolta da un soggetto qualificato, dotato, in base alla legge, della possibilità giuridica di compiere detta attività, in modo da poter ritenere esistente e individuabile il potere esercitato” (Cass., sez. un., 20 luglio 2016, n. 14917).

Il procedimento di liberalizzazione e regolamentazione del settore postale inerente ai servizi delle notifiche degli atti giudiziari e delle multe è iniziato nel 2017 con l’approvazione della Legge n.124 del 4 agosto 2017, che, all’articolo 1 comma 57, lett. b), ha disposto la decorrenza dal 10 settembre 2017 dell’abrogazione dell’articolo 4 del D.Lgs. n.261/1999 affidando in esclusiva a Poste Italiane S.p.a. i servizi di notifica a mezzo posta degli atti giudiziari di cui alla Legge 890/1982 e delle violazioni del codice della strada di cui all’art. 201 del D.Lgs. n.285 del 30 aprile 1992.

Notifiche a mezzo di Poste Italiane S.p.a.

Ed invero, in precedenza, le notifiche effettuate a mezzo del servizio pubblico di Poste Italiane S.p.a., a seguito delle eccezioni sollevate nei giudizi tributari, collegate alla loro validità ed efficacia, sono state oggetto della pronuncia Corte di Cassazione che con sent. n. 2262 del 31/01/2013 ha stabilito “…Il D.Lgs. n. 261 del 1999, emanato in attuazione della direttiva 97/67/CE, che ha liberalizzato i servizi postali, ha previsto che per esigenza di ordine pubblico sono affidati in via esclusiva al fornitore del servizio universale – id est, l’organismo che fornisce l’intero servizio postale su tutto il territorio nazionale: D.Lgs. cit., art. 1, lett. o) – gli invii raccomandati attinenti alle procedure amministrative e giudiziarie…”.

A seguito della citata abrogazione dell’articolo 4 del D.Lgs. n.261/1999 con delibera n.77/18/CONS del 20/02/2018 l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha approvato il “Regolamento in materia di rilascio delle licenze per svolgere il servizio di notificazione a mezzo posta di atti giudiziari e comunicazioni connesse (legge 20 novembre 1982, n.890) e di violazioni del codice della strada (articolo 201 del D.L.G.S. 30 aprile 1992, n. 285)”.

In data 19 Luglio 2018 – a meno di un anno dalla citata abrogazione ed in attuazione della delibera Agcom – Il Ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha firmato il Decreto Ministeriale che definisce le procedure per il rilascio delle licenze speciali per i servizi postali relativi alle notifiche degli atti giudiziari e delle multe previste dal codice della strada. Il suddetto decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 208 del 07 settembre 2018. Da quest’ultima data gli operatori postali privati in possesso dei requisiti previsti dalla delibera dell’AGCOM hanno la facoltà di richiedere la licenza individuale speciale per i citati servizi postali mediante invio della domanda al Ministero dello Sviluppo Economico che entro quarantacinque giorni, decorrenti dal giorno di ricevimento della domanda da parte del Ministero, rilascia o rifiuta la domanda.

Licenza speciale rilasciata dal Ministero

A tutt’oggi il Ministero non ha rilasciato nessuna licenza speciale. Nel momento in cui le stesse saranno rilasciate ne sarà data comunicazione sul sito internet www.sviluppoeconomico>comunicazioni>posta>titoli abilitativi: licenze autorizzazioni.

In conseguenza, fino al momento del rilascio delle licenze la notifica degli atti giudiziari per il tramite di posta privata è inesistente e pertanto non suscettibile di sanatoria. In merito la Corte di Cassazione con ordinanza n. 3010 del 07/02/2018 ha precisato che non “possono operare retroattivamente le nuove disposizioni in tema di concorrenza che hanno disposto la liberalizzazione del settore, aventi natura innovativa e non interpretativa”.

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