Lucro cessante, serve la prova rigorosa

di Redazione
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Per approfondire leggi anche “I danni punitivi dopo la sentenza n. 16601/2017 delle sezioni unite della corte di cassazione” di Cerini-Caminiti-Mariotti-Pisani

Lucro cessante: la portata dell’onere probatorio

La Corte di Cassazione è intervenuta in materia di risarcimento del danno, con particolare riferimento alla componente del lucro cessante, vale a dire del mancato guadagno patito dal soggetto che subisce il danno. Si tratta dell’ordinanza n. 5616 pronunciata lo scorso 8 marzo, nella quale i giudici di legittimità chiariscono che serve una prova rigorosa, in quanto il giudice deve procedere alla liquidazione di tale voce di danno sulla base di una valutazione probabilistica e non in termini di mera possibilità. Infatti, il lucro cessante comprende le somme che la parte che subisce l’inadempimento, avrebbe ragionevolmente conseguito in assenza dello stesso e non il guadagno meramente potenziale e ipotetico.

Nel caso di specie, la Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, rideterminando il risarcimento riconosciuto alla controparte nei gradi precedenti di giudizio, sulla base delle prove fornite. Invero, il quantum risarcitorio deve essere determinato in via equitativa dal giudice, alla luce degli elementi certi offerti dalla parte che lo richiede, attraverso un’operazione sillogistica.

La decisione della Suprema Corte

La Corte di Cassazione ha riformato la sentenza di secondo grado, pronunciata in forza di un ragionamento errato, in quanto il giudice del gravame avrebbe considerato come lucro cessante un guadagno meramente ipotetico, ritenendo che sicuramente l’impresa avrebbe venduto determinati prodotti, senza che su tale circostanza fossero effettivamente state portate prove o, quantomeno indizi, specifici. Tale presunzione non può giustificare il riconoscimento del corrispondente importo a titolo di lucro cessante, il quale diversamente comprende il guadagno che probabilmente sarebbe stato conseguito in assenza dell’inadempimento.

Serve dunque una prova rigorosa, che metta il giudice nelle condizioni di formulare un giudizio di probabilità e non in termini di mera possibilità.

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I danni punitivi dopo la sentenza n. 16601/2017 delle sezioni unite della corte di cassazione

I danni punitivi dopo la sentenza n. 16601/2017 delle sezioni unite della corte di cassazione

La giornata di studio, i cui atti sono in questa sede raccolti, è stata dedicata ad approfondire le tematiche trattate e decise nella sentenza resa dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 16601/2017, in materia di delibazione di decisioni straniere che prevedono condanna al pagamento di punitive damages: con tale decisione, nell’estate del 2017 la Suprema Corte ha realizzato un vero e proprio revirement ammettendo, con i limiti identificati nel medesimo arresto, la delibabilità di sentenze straniere che condannano al pagamento di danni puntivi.
La richiamata decisione assume un significato culturale e giuridico notevole, in quanto impinge ad un settore del dirit- to civile – quello della responsabilità civile che tocca da vicino la vita dei consociati e che si pone come intersezione di punti di vista diversi relativamente alle funzioni non solo della responsabilità, ma anche del diritto stesso. L’incontro di studio è stato, del resto, occasione per riportare al centro del dibattito il tema delle funzioni della responsabilità ci- vile, dei rapporti con la dimensione penale, nonché della direzione che, in Italia così come altrove, essa va assumendo. Altresì cruciale è stata l’occasione di approfondimento e dialogo tra accademici (in chiave di diritto internazionale e comparato, civile, della proprietà intellettuale), magistrati, avvocati e con coloro che sono chiamati, tradizionalmente, a gestire i rischi di responsabilità civile, ossia gli assicuratori. Il problema per il mondo assicurativo e per tutti gli operatori economici  pur alla luce della preliminare e necessaria considerazione che con la sentenza dianzi menzionata si sia solo schiuso l’uscio all’entrata di danni punitivi nel nostro sistema giuridico è, infatti, particolarmente rilevante sul piano economico. Questi lavori, che raccolgono i frutti della riflessione svolta dagli intervenienti, si inseriscono nel progetto di AIDA Sezione Lombarda di indagare, tramite il confronto sul territorio con imprese e università, il sempre affascinante tema della responsabilità civile nelle sue intersezioni con il mondo assicurativo.
A questo proposito gli atti si concludono con due contributi dottrinari sul tema della claims made, già oggetto di studio da parte dell’Associazione in attesa che le Sezioni Unite della Corte di Cassazione intervengano nuovamente a comporre il contrasto giurisprudenziale che si è venuto a creare.

Prof. Diana Cerini, Professore ordinario di diritto privato comparato presso l’Università degli studi di Milano Bicocca. È avvo- cato, con lunga esperienza nel settore assicurativo. È autrice di numerosi scritti monografici ed articoli in materia assicurativa e finanziaria. È membro del comitato scientifico di AIDA, Sezione Lombarda, e del comitato di direzione delle riviste “Diritto e sanità” e “DIMAF- Diritto del mercato assicurativo e finanziario”.
Avv. Raffaella Caminiti, Avvocato del Foro di Milano. Componente del Comitato Scientifico dell’Associazione Internazionale di Diritto delle Assicurazioni - Sezione Lombarda. Membro dell’Associazione “Responsabilità sanitaria”. Relatrice a convegni in tema di responsabilità sanitaria. Autrice di diverse opere in materia di responsabilità civile e diritto assicurativo.
Avv. Paolo Mariotti, Avvocato del Foro di Milano. Componente del Consiglio Direttivo e del Comitato Scientifico dell’Associa- zione Internazionale di Diritto delle Assicurazioni - Sezione Lombarda, membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione “Me- dicina e Diritto”. Autore e coautore di numerose opere in materia di responsabilità civile, risarcimento del danno alla persona e diritto assicurativo.
Dott. Andrea Pisani, Dottorando di ricerca in Diritto privato e comparato presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Si occupa delle frontiere mobili della responsabilità civile e, inter alia, delle tematiche giuridiche sollevate dai robot e dai veicoli a guida autonoma. Dal 2015 collabora altresì con un primario Studio Legale in Milano, Dipartimento di contenzioso e arbitrato. È membro dell’Osservatorio sulla Giustizia civile del Tribunale di Milano, nonché della Società Italiana per la Ricerca nel Diritto Comparato (SIRD).

Diana Cerini - Raffaella Caminiti - Paolo Mariotti, 2018, Maggioli Editore
22.00 € 20.90 €

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