L'importanza della reputazione professionale online per un avvocato La reputazione dell'avvocato
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L’importanza della reputazione professionale online per un avvocato

Stefano Montimoregi

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La reputazione professione online di un avvocato si ottiene curando la cosiddetta “identità digitale”, cioè l’insieme delle informazioni che lo riguardano, presenti nel Web e nei Social.

Per riuscire ad avere una presenza efficace sul web non bisogna improvvisare.
È molto importante riuscire a comunicare la propria professionalità, autorevolezza e credibilità in tutti i canali utilizzati, altrimenti il rischio è di trasmettere qualcosa di sbagliato.

Bisogna innanzitutto tenere di riferimento i canali utilizzati da clienti e potenziali clienti sul Web ovvero Google e LinkedIn.

Cosa avviene se il sito web o il profilo LinkedIn sono incompleti o non trasmettono autorevolezza? Esiste solo una chance per catturare l’attenzione di un potenziale cliente, se l’avvocato non riesce ad essere subito efficace, l’utente passerà oltre.

Come fare allora? Come curare l’identità digitale?
Il “fai da te” è un approccio sicuramente rischioso e spesso controproducente, conviene pertanto affidarsi a professionisti di settore. A tal proposito viene segnalato il sito avvocato360.it, una nuova realtà a supporto di avvocati e studi legali, che ha tra gli obiettivi anche quello di curare l’identità digitale dell’avvocato.

I numeri da tenere in considerazione

Per riuscire a comprendere davvero i benefici che si possono trarre da una efficace reputazione online è necessario analizzare alcuni numeri che riguardano il web e l’ambito forense.

Per quanto riguarda il web è necessario sapere che:
● ci sono 30,4 milioni di utenti connessi ogni mese
● 2/3 di essi utilizzano la tecnologia mobile, cioè navigano nel web attraverso dispositivi quali lo smartphone o il tablet.
● dal 2015 al 2017 gli utenti da mobile sono cresciuti del 35%.

Succede sempre più spesso, infatti, che nei pochi ritagli di tempo libero, un soggetto faccia delle ricerche direttamente tramite cellulare.
Chi ha la necessità di trovare un avvocato, ad esempio, potrebbe utilizzare lo smartphone appena esce dal lavoro, mentre si trova in metropolitana e durante i momenti di attesa.

Per quanto riguarda la ricerca di un avvocato, esiste un numero davvero significativo: il 50% di chi ha esigenze legali cerca un professionista direttamente nel web.

Tipologie di utenti che cercano un avvocato online

Gli utenti che utilizzano il web per cercare un avvocato si possono dividere in tre categorie, con esigenze diverse e con la necessità di utilizzare strumenti differenti:

1. Il potenziale cliente di un avvocato: utilizza Google per trovare il professionista più adatto alle proprie esigenze. In questo caso l’utente non ha nessuna idea precisa e si affida direttamente alla rete.
2. Potenziale cliente che arriva dal passaparola: utilizza sia Google che LinkedIn per scegliere a chi rivolgersi. Il cliente ha ricevuto dei nominativi di avvocati da amici o parenti, ma deve capire quale di essi sia il più adatto al suo caso. Si tratta di un aspetto fondamentale da considerare perché il passaparola rimane la modalità principale per trovare un avvocato, ma diventa una metodo “2.0” cioè strettamente collegato alla reputazione professionale online dell’avvocato.
3. Il cliente: utilizza sia Google che LinkedIn per informarsi sulle specializzazioni del proprio avvocato. Chi si è affidato a un avvocato in passato, potrebbe cercare ulteriori informazioni per capire se il professionista è adatto a risolvere anche eventuali altri problemi. Ad esempio un soggetto potrebbe essere stato un cliente per una causa di divorzio e avere la necessità, ora, di una consulenza in materia di privacy.

Come emergere da un contesto molto competitivo?

L’avvocatura si trova in un contesto abbastanza saturo. Il settore ha triplicato il proprio volume d’affari negli ultimi vent’anni, arrivando oggi a produrre oltre 12 miliardi di euro.
L’italia si trova terza in Europa per concentrazione di legali, nel nostro Paese sono presenti infatti circa 250.000 avvocati.
Risulta, quindi, evidente la presenza di un contesto fortemente competitivo, che ha portato a una diminuzione sensibile del reddito medio annuo di un avvocato.

Ciò nonostante, nel settore ancora in pochi stanno sfruttando le potenzialità del web, in particolare:
● il 65% degli studi non ha un sito web professionale
● il 95% dei singoli professionisti non ha un sito web
● il 90% degli avvocati iscritti sui social network non cura la propria presenza

Abbiamo visto prima che gli utenti utilizzano Google e Linkedin per cercare un avvocato, quindi essere presenti in modo professionale, autorevole e credibile in tali contesti rappresenta una leva a proprio vantaggio per essere maggiormente competitivi.

Come costruire un’efficace identità digitale?

L’identità digitale è l’insieme di tutte le informazioni inerenti a un soggetto, presenti online. Può rappresentare una opportunità, ma anche una minaccia, se non viene creata nel modo giusto.

Indubbiamente si tratta di un contesto nuovo in grado di portare dei cambiamenti positivi, ma bisogna gestire le novità nel modo corretto per evitare di commettere errori.

Un potenziale cliente cerca l’avvocato online, attraverso gli strumenti che ritiene più idonei, che come abbiamo visto sono Google e LinkedIn. In altre parole possiamo dire che è l’utente a gestire il processo di ricerca e può trovare qualsiasi informazione presente nel web.
Questo significa che l’avvocato deve controllare la propria identità digitale e verificare che essa sia sempre autorevole, pertinenti e professionale, per evitare di perdere dei clienti.

Per curare l’identità digitale bisogna seguire tre passaggi:
● essere presenti online solo dove è strettamente necessario e utile ai fini della carriera professionale
● eliminare dal web le tracce che non si vogliono associare al proprio nome
● prendersi cura di tutti i contesti per ottenere un’identità coerente e distintiva

Quindi, se il cliente cerca attraverso Google il nome di un avvocato e compaiono cinque risultati, il professionista deve comunicare un’identità digitale credibile, autorevole e coerente in ogni singolo caso. Stessa cosa su LinkedIn.

Per riuscire ad essere presenti sempre in modo efficace è necessario stabilire una precisa strategia, in grado di fare da “filo conduttore” a tutte le azioni. Bisogna quindi definire un target di riferimento e quali aspetti della propria carriera evidenziare.

Avvocato 360: la startup che si prende cura dell’avvocato online

Riuscire a curare la propria identità digitale non è per nulla semplice, c’è il rischio di non riuscire a fare emergere la strategia di base, e di comunicare in modo sbagliato con i propri potenziali clienti.

Sono necessarie, infatti, molteplici conoscenze per riuscire a controllare la presenza su Google e su LinkedIn e ottenere un’efficace reputazione professionale online

Quali sono le possibili soluzioni?
Innanzitutto non bisogna agire da soli e con superficialità. È necessario affidarsi agli esperti del settore.

In particolare, ultimamente sta avendo molto successo una startup che ha proprio l’obiettivo di aiutare gli avvocati a curare la propria identità digitale: avvocato360.

Il progetto rappresenta una novità assoluta per il settore, essendo in grado di assistere l’avvocato a 360°, come si può intuire dal nome.

Avvocato360 in realtà include molte più funzionalità e permette al professionista di ottenere:
● un sito web professionale e personalizzato
● una maggiore visibilità su Google grazie alla presenza nel portale web
● una consulenza costante per una efficace gestione di LinkedIn

In altre parole, permette all’avvocato di avere una reputazione professionale online autorevole, coerente e credibile, cioè un’arma potentissima per mostrarsi sempre nel migliore dei modi all’occhio dell’utente.

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Stefano Montimoregi

Ho collaborato per anni a livello tecnologico con grandi realtà (Microsoft, Immobiliare.it, Mediaset, Sistemi S.p.A. ...), da tempo ho però deciso di utilizzare la mia esperienza informatica in ambito Forense aiutando Avvocati e Studi Legali a trarre benefici dalla tecnologia.


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