Cessione pro solvendo e pro soluto, qual'è la differenza?
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Le espressioni “pro soluto” e “pro solvendo”, differenze tra loro

Alessandra Concas Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

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I terminipro soluto” e “pro solvendo”, sono diventati quasi di utilizzo comune. Si sentono spesso e ci si chiede quale sia il loro significato e quale sia la differenza a tra le due espressioni.

Solvere, in latino, significa sciogliere o pagare. Nelle varie coniugazioni del verbo, Solvendo significa da pagare, che deve essere ancora pagato, che va pagato e Soluto  significa pagato in precedenza.

Ad esempio, se si dice che la consegna di un assegno avviene pro solvendo significa che viene fatta salvo buon fine. La consegna del titolo non costituisce adempimento definitivo e non libera il debitore. Se si vuole la liberazione del debitore, si deve aspettare l’avvenuto pagamento dell’assegno da parte della banca, perché potrebbe essere anche scoperto.

Se l’assegno dovesse essere dato pro soluto, il debitore verrebbe sciolto da ogni obbligo dopo avere staccato il titolo di credito dal carnet e averlo consegnato al creditore, indipendentemente dal successivo incasso.

La legge considera il pagamento attraverso assegno come pro solvendo.

I termini pro solvendo e pro soluto si utilizzano più spesso quando si parla di cessione di crediti.

Ad esempio:

Caio è titolare di un credito di 100 euro nei confronti di Sempronio. Il credito verrà pagato tra 90 giorni. Siccome gli servono subito dei soldi liquidi, Caio cede a Mevio il credito verso Sempronio.  Mevio, da un lato, paga a Caio il credito in misura inferiore al suo valore, ad esempio 50 euro, e dall’altro diventa creditore di Sempronio, dal quale può pretendere il pagamento di 100 euro.

La cessione del credito può essere:

pro solvendo, se Sempronio non paga Mevio, che ha acquistato il credito. Se Sempronio non paga, Caio non è tenuto a garantire Mevio, sul quale ricadranno le conseguenze dell’inadempimento. Garantisce al cessionario (ossia all’acquirente del credito) la esclusiva sussistenza e validità del credito nel momento in cui glielo cede.

Nella cessione pro solvendo il cedente, oltre a garantire la sussistenza e validità del credito, si assume la garanzia per l’eventuale inadempimento del debitore. Se il debitore non paga, a ridare i soldi al cessionario ci penserà il cedente.

Solo nella cessione pro soluto il cedente stesso resta liberato da ogni obbligo di pagare il debito se non vi provveda il debitore ceduto. Nella cessione pro solvendo, il cedente potrà stare tranquillo quando il ceduto avrà adempiuto.

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