Le differenze tra sequestro giudiziario e sequestro conservativo

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia
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Un ruolo importante tra i provvedimenti cautelari viene svolto dai sequestri.

L’oggetto del sequestro conservativo

Il provvedimento, disciplinato dall’articolo 670 del codice di procedura civile, è relativo alle cose mobili o immobili o le universalità di beni delle quali sia controversa la proprietà o il possesso, con la conseguenza che si renda necessario provvedere alla loro custodia o gestione temporanea.

Il sequestro giudiziario è anche relativo a libri, registri, documenti, modelli, campioni o altre cose dalle quali si voglia dedurre elementi di prova, in relazione ai quali esso viene disposto dove sia controverso il diritto all’esibizione o alla comunicazione e sia necessario provvedere alla custodia temporanea.

Si tratta di una misura cautelare che ha il fine di garantire la conservazione di un bene attraverso la sua gestione temporanea o la sua custodia.

In relazione alla sua natura, il sequestro giudiziario perde efficacia se non viene eseguito entro trenta giorni dalla pronuncia che lo autorizza.

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Il sequestro giudiziario, essendo un provvedimento cautelare, al fine della sua concessione devono sussistere sia il fumus boni iuris sia il periculum in mora.

Il fumus boni iuris rappresenta l’esistenza di elementi idonei a fare ritenere che possa esistere un diritto da tutelare attraverso il sequestro.

Il periculum in mora, di solito rappresenta l’opportunità di procedere alla gestione temporanea o alla custodia dei beni oggetto del sequestro, al fine di evitare che siano sottoposti a pericoli, come ad esempio la loro distruzione o la loro sottrazione.

La custodia

Il sequestro giudiziario viene attuato con la nomina di un custode da parte del giudice, accompagnata dalla fissazione dei limiti e i modi con i quali gestire le cose sequestrate.

Il giudice, quando nomina il custode, stabilisce anche le cautele da seguire per rendere più sicura la custodia e impedire la divulgazione di segreti.

L’esecuzione del sequestro

Il sequestro giudiziario si esegue nelle forme dell’esecuzione per consegna o rilascio.

L’attività dell’oggetto può essere simile a quella svolta per consegna e rilascio, con l’unica differenza di non dovere tutelare una situazione sostanziale.

Il sequestro giudiziario ha la tendenza a garantire che una futura esecuzione vada a buon fine e, di conseguenza, la effettua prima, evitandone il concreto esperimento.

I rapporti con il giudizio di merito

Il sequestro giudiziario esercita una funzione strumentale nei confronti del giudizio di merito, cristallizzando una situazione al fine di consentire alla sentenza di merito di spiegare i suoi effetti.

Quando la sentenza di merito è stata pronunciata non si deve fare esecuzione.

Il custode che ha ricevuto in consegna i beni si deve adeguare a quello che stabilisce, restituendo i beni a chi viene riconosciuto come legittimo possessore o proprietario.

Il sequestro conservativo

Il sequestro conservativo è un mezzo di conservazione della garanzia patrimoniale e un vincolo di indisponibilità materiale e giuridica.

Sequestro nei confronti del debitore o del terzo

L’articolo 2905 del codice civile, stabilisce che il creditore può chiedere il sequestro conservativo dei beni del debitore, secondo le regole stabilite dal codice di procedura civile.

Il sequestro può essere chiesto anche nei confronti del terzo acquirente dei beni del debitore, se sia stata proposta l’azione per fare dichiarare l’inefficacia dell’alienazione.

Gli Effetti

L’articolo 2906 del codice civile, stabilisce che non hanno effetto in pregiudizio del creditore sequestrante le alienazioni e gli altri atti che hanno per oggetto la cosa sequestrata, in conformità delle regole stabilite per il pignoramento.

Non ha effetto in pregiudizio del creditore opponente il pagamento eseguito dal debitore, quando l’opposizione sia stata proposta nei casi e con le forme stabilite dalla legge.

Approfondisci leggendo “Il sequestro nel processo civile. Il sequestro giudiziario ex art 670 c.p.c.” sulla piattaforma “L’Aula Civile”.

La disciplina processuale

Al sequestro conservativo, in qualità di  misura cautelare, si applicano le disposizioni relative ai procedimenti cautelari, disciplinati alla Sezione I, Titolo IV, Libro VI del codice di procedura civile (cosiddetto processo cautelare uniforme).

Allo stesso modo delle altre misure cautelari, il provvedimento di sequestro conservativo è disposto se ricorrono insieme i seguenti requisiti:

  • fumus boni iuris, la probabile fondatezza dell’esistenza del diritto vantato
  • periculum in mora, il pericolo che si verifichi un pregiudizio rispetto a tale diritto.

La costituzione del vincolo

L’articolo 671 del codice di procedura civile, stabilisce che il giudice, su istanza del creditore che ha fondato timore di perdere la garanzia del suo credito, può autorizzare il sequestro conservativo di beni mobili o immobili del debitore o delle somme e cose a lui dovute, nei limiti nei quali la legge ne consente il pignoramento.

Il termine di efficacia

L’articolo 675 del codice di procedura civile, stabilisce che il provvedimento che autorizza il sequestro conservativo, allo stesso modo di quello che autorizza il sequestro giudiziario, perde efficacia, se non è eseguito entro il termine di trenta giorni dalla pronuncia.

L’esecuzione del sequestro conservativo

L’articolo 678 del codice di procedura civile, stabilisce che il sequestro conservativo sui mobili e sui crediti si esegue secondo le norme stabilite per il pignoramento presso il debitore o presso terzi. Se il sequestro conservativo ha luogo presso terzi, il sequestrante deve, con l’atto di sequestro, menzionare il terzo a comparire davanti al tribunale del luogo di residenza del terzo stesso per rendere la dichiarazione (ex art. 547 c.p.c.) in relazione alla sussistenza e alla consistenza dei propri debiti nei confronti del debitore nei cui confronti il sequestro è stato disposto. Il giudizio sulle controversie relative all’accertamento dell’obbligo del terzo è sospeso fino all’esito di quello sul merito, a meno che il terzo non chieda l’immediato accertamento dei propri obblighi.

Se il credito ha un privilegio sugli oggetti da sequestrare, il giudice può provvedere nei confronti del terzo detentore.

Se nel corso della esecuzione del sequestro sorgono difficoltà che non ammettono dilazione, ognuna delle parti può chiedere al giudice, anche in modo verbale, i provvedimenti temporanei necessari (ex art. 610 c.p.c.).

L’articolo 679 del codice di procedura civile, stabilisce che il sequestro conservativo sugli immobili si esegue con la trascrizione del provvedimento all’ufficio del conservatore dei registri immobiliari del luogo nei quali i beni sono situati.

Per la custodia dell’immobile si applica la disposizione relativa alla custodia dei beni pignorati (ex art. 559 c.p.c).

Altre differenze ricorrono con il sequestro convenzionale, che ha lo stesso fine del sequestro giudiziario, e lo realizza con l’accordo dei contendenti, che affidano il bene oggetto di lite a un terzo al fine di custodirlo e di restituirlo, poi, a chi risulterà averne il diritto.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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