La funzione dell’udienza preliminare

di Marco De Chiara, Dott.
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Indice:

  1. Svolgimento dell’udienza preliminare
  2. I provvedimenti del G.U.P.
  3. La funzione dell’udienza preliminare

1. Svolgimento dell’udienza preliminare

L’udienza preliminare, rappresenta una fase intermedia tra le indagini preliminari e l’eventuale dibattimento.

L’udienza preliminare deve essere convocata dal G.U.P., entro 5 giorni dalla richiesta di rinvio a giudizio depositata dal P.M., e comunque non superiore a 30 giorni. Almeno 10 giorni prima dell’udienza preliminare, il G.U.P. ordina la notifica all’imputato e al suo difensore del giorno dell’udienza e della possibilità di poter prendere visione degli atti d’indagine e quindi della possibilità di poter produrre prove e memorie.

L’imputato tramite il suo difensore può rinunciare all’udienza preliminare e fare richiesta di procedere con il rito del giudizio immediato, entro 3 giorni prima dell’udienza di cui sopra.

In primo luogo, prima di aprire l’udienza e procedere con la discussione, il G.U.P., deve compiere alcuni controlli su alcune questioni preliminari, come ad esempio la corretta costituzione delle parti, e quindi rinnovare gli avvisi e le comunicazioni all’imputato nel caso in cui non siano andate a buon fine; se l’assenza dell’imputato è dovuta ad un legittimo impedimento, il G.U.P., dispone il rinvio dell’udienza e il rinnovo dell’avviso all’imputato stesso.

Il G.U.P., dopo aver accertato la regolare costituzione delle parti, dichiara aperta l’udienza a cui parteciperanno il P.M., che illustra le motivazioni alla base della sua richiesta di rinvio a giudizio, l’imputato a sua volta potrà rendere delle dichiarazioni spontanee e potrà chiedere di essere sottoposto all’interrogatorio.

2. I provvedimenti del G.U.P.

Il G.U.P., dopo aver terminato l’udienza e aver valutato le conclusioni delle parti in causa, se ritiene che le prove acquisite siano sufficienti per poter procedere con la decisione, pronuncerà:

  • Sentenza di non luogo a procedere, quando risulta che il fatto non sussiste, che l’imputato non lo ha commesso, che il fatto non costituisce reato, quando manca una condizione di procedibilità, quando vi è una causa di non punibilità. Se il P.M., viene a conoscenza di nuove fonti di prova che potrebbero comportare la richiesta di rinvio a giudizio, richiede al G.U.P., la revoca della sentenza e la riapertura delle indagini;
  • Decreto di rinvio a giudizio, quando vi sono elementi probatori idonei a sostenere l’accusa in giudizio, quindi verrà poi formulato il fascicolo per il dibattimento che verrà poi reso a disposizione del giudice dibattimentale;
  • Integrazione delle indagini, quando il G.U.P., ritiene che le indagini svolte sino a d’ora siano incomplete per sostenere l’accusa in giudizio, quindi ordina al P.M. di svolgere ulteriori indagini, oppure potrebbe essere lo stesso G.U.P. a richiedere nuove assunzioni di prova come ad esempio una testimonianza o l’acquisizione di alcuni nuovi documenti.

3. La funzione dell’udienza preliminare

In considerazione di quanto sopraesposto, è possibile dedurre che l’udienza preliminare è una fase-filtro del procedimento che ha la funzione di controllare la fondatezza dell’accusa ed è quindi una fase a garanzia dell’imputato che altrimenti verrebbe rinviato direttamente a giudizio.

Inoltre, in questa fase il G.U.P. ha la possibilità di verificare se le indagini svolte fino a quel momento siano sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio, e quindi nel caso di esito negativo, il G.U.P. può disporre lo svolgimento di nuove indagini suppletive che consentiranno al giudice di poter avere un quadro più chiaro e limpido dell’accusa e della condotta dell’imputato.

In secondo luogo, durante lo svolgimento dell’udienza preliminare, l’imputato potrà richiedere anche l’adozione di riti alternativi, quali: il giudizio immediato, il giudizio abbreviato.

In conclusione, possiamo affermare che l’udienza preliminare, è una fase del procedimento di fondamentale importanza, ed è stata istituita a garanzia dell’imputato, il quale ha la possibilità di potersi difendere già prima dell’inizio del processo, ottenendo magari la sentenza di non luogo a procedere, oppure la possibilità di poter depositare memorie e fare delle dichiarazioni spontanee o richiedere l’adozione di riti alternativi. Pertanto, è chiaro ed evidente che la funzione dell’udienza preliminare è quella di essere una fase del procedimento a garanzia e tutela dell’imputato.

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Marco De Chiara

Praticante avvocato abilitato presso il foro di Napoli, dal 2020. Dottore in Giurisprudenza presso l'Università Federico II di Napoli. Specializzato nelle professioni legali, presso l'Università Federico II di Napoli. Attualmente collabora presso uno studio civile e penale di Napoli.


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