L’obbligo della tracciabilità nelle associazioni sportivo-dilettantistiche. Cosa cambia?

L’obbligo della tracciabilità nelle associazioni sportivo-dilettantistiche. Cosa cambia?

di Redazione

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Di adempimenti civilistici e fiscali relativi alle associazioni sportivo-dilettantistiche “non profit” sono state riempite intere pagine di giornali.

In Italia ne esistono migliaia che vengono utilizzate quale sostanziale “unico” semplice strumento per gestire e per far praticare sport ad ogni livello, comunque non professionistico.

Inoltre, grazie agli effetti della Legge 398/91, che permette di aderire al regime agevolato, si riducono ulteriormente i costi e si beneficia di una fiscalità ricca di vantaggi.

Anche se la Legge di Stabilità per il 2016, ha modificato in aumento il limite previsto per il divieto di effettuare pagamenti in contanti da € 1.000,00 ad € 3.000,00, vi è però da sottolineare, che per quelle associazioni “non profit” (quasi tutte), che utilizzano le disposizioni di cui alle legge n. 398/91, questo limite rimane inalterato. Infatti, per coloro i quali hanno optato per il regime agevolato cosiddetto “398”, le limitazioni sul contante non variano … non si deve mai superare i 999 euro.

Ma vediamo cosa succedeva fino al 31/12/2015 in caso di violazione della norma.

Il mancato rispetto delle disposizioni di cui sopra, oltre all’applicazione delle sanzioni previste dalla Legge Antiriciclaggio, prevedeva la decadenza dai benefici fiscali riconducibili alle agevolazioni di cui alla Legge n. 398/91 , ovvero del versamento della sola metà dell’IVA a debito e del pagamento delle imposte dirette calcolate su una base imponibile del 3%.

Cosa succede invece ora? Le sanzioni antiriciclaggio, si applicano solo sulle transazioni over 3.000 euro . Invece, quanto alla decadenza dai benefici della “398”, poiché l’art. 19 del D.Lgs. n. 158 del 24/09/2015 (revisione del sistema sanzionatorio), ha abrogato il comma 5 dell’art. 25, della Legge n. 133 del 13/05/1999, è stata ripristinata la norma che prevede l’applicazione di una sanzione, che per effetto della riforma tributaria, passa da euro 250,00 ad euro 2.000,00.

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