I minorenni possono avere il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID)?

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia
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La domanda che ci si pone è se possa servire lo Spid a chi non ha ancora compiuto i 18 anni.

Se dovesse essere utile di sicuro, ci sono delle informazioni da controllare nei siti della Pubblica Amministrazione che possono interessare, oppure dal registro scolastico ai punti della patente AM per i motorini.

Ci si chiede anche se lo debbano fare i genitori per conto dei figli o se anche i minorenni possano essere titolari di Spid.

La questione era stata messa nelle mani del Garante della privacy e l’Autorità ha dato il via libera alla possibilità per gli under 18 di dotarsi del sistema di identità digitale, anche se lo stesso Garante ha posto dei limiti all’utilizzo dello Spid da parte dei ragazzini.

In senso tecnico è stata tracciata una linea di demarcazione tra chi ha raggiunto i 14 anni e chi ci deve ancora arrivare.

Costoro, potranno utilizzare lo Spid in una fase sperimentale che si concluderà a metà del 2023 ed esclusivamente per le questioni relative alla scuola.

In questo articolo vedremo come i minorenni possono avere lo Spid e i casi nei quali hanno la possibilità di utilizzarlo.

Indice

  1. In che cosa consiste lo Spid?
  2. Ai minorenni è permesso richiedere lo Spid?
  3. A che cosa serve lo Spid per i minorenni?

1. In che cosa consiste lo Spid?

Si deve ricordare che Spid è l’acronimo di Sistema Pubblico di Identità Digitale, vale a dire un sistema di login, collegato a una casella di posta elettronica certificata, che permette di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e dei soggetti privati che aderiscono con un’unica identità digitale (username e password).

È possibile accedere ai servizi online utilizzando lo Spid da computer, tablet e smartphone.

Attraverso questo sistema è possibile anche ricevere, in formato digitale, certificati del Comune, dell’Inps, dell’Agenzia delle Entrate e delle altre amministrazioni o enti pubblici.

Per richiedere lo Spid ci si deve rivolgere ai gestori di identità digitale, i cosiddetti Identity Provider.

Sono dei soggetti privati accreditati dall’Agid, acronimo che sta per Agenzia per l’Italia Digitale, che forniscono e gestiscono le identità digitali dopo avere identificato il cittadino e avere verificato  le sue informazioni personali.

È possibile effettuare le azioni di identificazione anche a distanza e online.

2. Ai minorenni è permesso richiedere lo Spid?

Si deve stare attenti a non fare confusione.

Il Garante della privacy ha dato il via libera all’utilizzo dello Spid da parte dei minorenni.

Questo non vuole significare che i ragazzini possano fare la richiesta del Dispositivo di Identità Digitale in prima persona.

La richiesta per loro dovrà essere effettuata dai genitori o di chi ne fa le veci.

Questo, per adesso, è l’unico punto fermo.

Secondo il Garante è necessario che l’Agenzia per l’Italia Digitale corregga il tiro rispetto allo schema stabilito all’inizio per la richiesta dello Spid da parte dei genitori.

L’Autorità chiede che venga realizzato un meccanismo che sia capace di verificare che la persona che chiede l’identità digitale per conto di un minorenne sia realmente deputata a farlo, vale a dire, che si tratti davvero di un genitore o di chi esercita la responsabilità genitoriale.

Al momento di chiedere lo Spid per un ragazzino, l’operatore dovrà effettuare due verifiche di identità, quella del genitore che fa la richiesta e quella del minore per il quale si vuole ottenere lo Spid.

Questa procedura vuole sottolineare che non dovrà essere sufficiente un’autocertificazione per portare a termine la procedura.

L’Agenzia per l’Italia Digitale dovrà anche riuscire a trovare il modo di controllare l’esistenza e l’identità dell’altro genitore.

Come per la carta d’identità, anche per il sistema identificativo digitale è richiesto il consenso dei due genitori.

Ad esempio, se la richiesta dello Spid viene fatta esclusivamente dal padre, si dovrà verificare se anche la mamma è d’accordo e se chi dice di essere la madre lo è davvero.

Sono dei controlli incrociati un po’ farraginosi ma necessari per tutelare il minore.

Il ragazzo, da parte sua, dovrà avere un’informativa sul trattamento delle sue informazioni personali redatta in linguaggio estremamente chiaro e comprensibile.

3. A che cosa serve lo Spid per i minorenni?

Si è scritto all’inizio che ai fini dell’utilizzo dello Spid c’è una linea che separa il mondo dei minorenni.

Questa soglia è collocata a 14 anni.

Chi ha raggiunto questa età può utilizzare il Sistema di Identità Digitale per accedere ai servizi rivolti da parte della Pubblica Amministrazione, come ad esempio le informazioni in merito alla scuola, il controllo dei punti della patente del motorino, l’accesso al sito dell’Inps per chi a 16 o 17 anni e ha iniziato a lavorare o la consultazione del fascicolo sanitario.

Molto più restrittivo l’utilizzo dello Spid per la fascia da 5 a 13 anni.

A questi soggetti verrà dedicata una fase sperimentale sino a giugno 2023 durante la quale potranno accedere esclusivamente ai servizi scolastici, come il registro elettronico.

 

 

 

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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