I contratti bancari: trasparenza e informazione

di Redazione

Di seguito si riporta un’analisi sulla trasparenza nel mercato bancario e l’informazione contrattuale nei contratti bancari.

La conoscenza delle caratteristiche dei servizi bancari, la comparazione tra i diversi servizi offerti sul mercato e la possibilità di effettuare una scelta consapevole sono tutte conseguenze legate alle informazioni che vengono rese disponibili. Tali informazioni sono spesso insufficienti ed inadeguate, tanto da rendere difficoltosa una effettiva valutazione della convenienza delle operazioni e dei servizi offerti. Proprio in questo quadro si collocano le regole sulla trasparenza delle condizioni contrattuali e sulla correttezza delle relazioni con la clientela.

Il testo che riportiamo di seguito è tratto dal volume I contratti Bancari di Monica Mandico, edito da Maggioli Editore.

Nella contrattazione bancaria, più che in altri ambiti, si manifesta la forza dell’Istituto di credito nei confronti del cliente, che pertanto assume il ruolo di contraente meritevole di una particolare tutela.
Pertanto, a tutela della trasparenza e della correttezza vengono previste specifiche norme che intervengono nelle diverse fasi in cui si articola il rapporto banca-cliente e che consistono: nella ricerca e nella raccolta delle informazioni necessarie per scegliere la banca con cui operare, nell’instaurazione del rapporto con la stipula del contratto, nell’effettuazione delle operazioni e nell’utilizzo dei servizi, nell’illustrazione dell’andamento dell’operazione con supporti informativi idonei.

In sostanza, quindi, le norme sulla trasparenza e correttezza disciplinano la pubblicità e l’informazione precontrattuale, la forma e il contenuto dei contratti e le comunicazioni alla clientela per le operazioni ed i servizi previsti dal TUB. Tale disciplina è un complesso normativo estremamente articolato, frammentario, dettagliato ed in continua evoluzione. Essa viene ormai individuata e riconosciuta come sede della disciplina generale dei contratti bancari, e perciò richiede una particolare attenzione, tenendo conto del
notevole sviluppo che ha subito nel corso del tempo in termini di materie regolate, di poteri di intervento, di settorializzazione degli interventi normativi e di principi ispiratori.

La nozione di trasparenza nel panorama giuridico

Il termine “trasparenza”, diffusosi in numerosi ambiti disciplinari e sempre più utilizzato nel linguaggio dei giuristi, ha assunto diverse accezioni. “La sua traduzione letterale non pone problemi. L’espressione francese (transparence), quella inglese (transparency) e quella tedesca (Transparenz) alludono tutte ad un significato traslato nel mondo del diritto. In modo metaforico si fa riferimento ad una qualità, ad un modo di essere, che si contrappone alla opacità, alla illegibilità, alla indecifrabilità, oppure alla scarsa leggibilità e decifrabilità … di un documento, di un contratto, di una operazione economica, di un comportamento … essa implica pertanto chiarezza contrapposta ad opacità, correttezza contrapposta a slealtà, rivelazione contrapposta a celamento, informazione contrapposta ad ignoranza, e così via”. Con riferimento al diritto dei contratti, in un primo momento il termine “trasparenza” indicava l’utilizzo da parte delle banche, nei rapporti con la clientela, di clausole contenenti il rinvio agli usi bancari (le c.d. norme bancarie uniformi) o anche di condizioni generali di contratto ai sensi degli articoli 1341 e 1342 del codice civile.

Successivamente si è affermata una nozione di “trasparenza” di portata più ampia, concernente le problematiche dell’asimmetria informativa tra il professionista/parte dominante ed il consumatore/parte debole del rapporto, della chiarezza delle clausole contrattuali, della inclusione di clausole vessatorie nei contratti dei consumatori, dell’utilizzo di clausole potenzialmente abusive nel contratto, ma anche della correttezza nella fase delle trattative e della conclusione del contratto che non sia già predisposto. In tal modo si è gradualmente affermato un più ampio ambito semantico della nozione di trasparenza contrattuale, comprensivo anche di quegli aspetti attinenti alla parità di trattamento dei clienti e all’equilibrio delle condizioni negoziali. Il prevalente orientamento dottrinale e giurisprudenziale tende a considerare quello della trasparenza un principio generale del diritto contrattuale, espressione del criterio di correttezza e di buona fede sia nella fase della negoziazione che nel corso del rapporto contrattuale.

La trasparenza nei contratti bancari

Il concetto di “trasparenza” in ambito bancario, al di là dell’ovvio richiamo al dovere di informazione, si collega ad altri caratteri che devono permeare tutta l’azione dell’Istituto di credito, partendo dal dovere di raccogliere informazioni da comunicare ai clienti, passando per quello di garantire la parità di trattamento tra i clienti, sino ad arrivare alla misurazione della performance dell’intermediario in termini di efficienza, di correttezza e di buona fede nel proprio operato.

Quasi tutte le norme relative alla definizione dei rapporti giuridici patrimoniali rilevanti sono caratterizzate dal ricorso alla trasparenza quale criterio valutativo. Essa, dunque, si pone come strumento attraverso cui effettuare il richiesto sindacato sul “raggiungimento dell’equilibrio delle prestazioni contrattuali” e rappresenta la soglia minima al di sotto della quale il giudizio su clausole, negozi, comportamenti non può che risolversi negativamente.
Dalla sempre maggiore complessità delle operazioni bancarie e finanziarie deriva l’esigenza sempre più avvertita di garantire l’effettiva corrispondenza tra il prodotto/servizio offerto e gli interessi del cliente, nonché idonei livelli di comprensione da parte di quest’ultimo su caratteristiche, costi e rischi delle operazioni bancarie e finanziarie.


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Le controversie bancarie

Aspetti operativi e tutela dei diritti
a cura di Monica Mandico e Roberto Di Napoli

14-15-21-22-29 giugno – 2 luglio 2021


Obblighi informativi

In considerazione della posizione di asimmetria informativa e di debolezza del cliente rispetto alla banca o all’intermediario finanziario e della necessità di garantire al cliente un’adeguata informazione sia nella fase genetica che nella fase esecutiva del rapporto obbligatorio, l’articolata disciplina introduce una serie di obblighi di condotta che l’operatore professionale è chiamato ad osservare nello svolgimento della sua attività, tra i quali in primo luogo gli obblighi informativi nei confronti della clientela, che sostanziano un sempre più ampio regime di trasparenza contrattuale.

L’insieme degli obblighi informativi posti a carico delle banche e degli intermediari finanziari nei confronti del cliente ha ad oggetto informazioni normativamente indicate che potenziano il ruolo della trasparenza; un ruolo che oggi si traduce non solo in strumenti informativi necessari per un’adeguata conoscenza del regolamento contrattuale, ma anche in meccanismi informativi volti a garantire che il cliente abbia effettivamente compreso il contenuto dei diritti e dei doveri derivanti dal rapporto contrattuale. Questo profilo della trasparenza attiene, dunque, ai sempre più incisivi obblighi informativi strumentali alla chiarezza ed alla piena conoscenza e comprensione delle condizioni contrattuali, in vista di un consenso libero e consapevole, nell’ambito delle singole negoziazioni tra banca e cliente. Le autorità creditizie esercitano i loro poteri avendo riguardo, oltre che alla sana e prudente gestione degli intermediari ed alla stabilità e competitività del sistema finanziario, alla trasparenza delle condizioni contrattuali ed alla correttezza dei rapporti con la clientela (art. 127, co. 1, TUB), per garantire la quale sono state emanate specifiche norme.
Tali norme prevedono:
– forme di pubblicità sulle condizioni contrattuali;
– requisiti di forma e contenuto dei contratti;
– forme di tutela in caso di modifica delle condizioni contrattuali da parte della banca;
– obblighi di comunicazione per informare il cliente sull’andamento del rapporto con la banca;
– regole specifiche in materia di calcolo degli interessi;
– requisiti organizzativi per il contenimento dei rischi legali della banca e la gestione dei reclami.

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