Green pass e mascherine: che cosa cambia dal primo maggio

di Luisa Di Giacomo, Avv.
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Dopo più di un mese torno a parlare e scrivere di mascherine e green pass, perché oggi, anzi proprio in queste ore, il Governo sta mettendo a punto gli ultimi colpi di cesello per il post 30 aprile. L’ultimo decreto Covid, infatti, quello che ha regolamentato le nostre vite dalla fine dello stato di emergenza del 31 marzo scorso, legiferava fino a fine mese e quindi dal primo maggio altro giro, nuove regole.

Chi sperava in un “liberi tutti”, come sta avvenendo più o meno nel resto d’Europa (a tiolo di esempio in Francia e Gran Bretagna tutte le restrizioni, compreso l’obbligo delle mascherine al chiuso, sono già cadute da mesi) rimarrà deluso, soprattutto in tema mascherine, le nostre fedeli compagne da più di due anni ormai, che resteranno obbligatorie, o raccomandate, in molte situazioni ancora. Le misure si allentano ulteriormente dunque, ma non si estinguono, e tra l’altro le nuove regole passeranno come emendamento al decreto attualmente in vigore del 24 marzo (in scadenza appunto il 30 aprile), perché con la fine dello stato di emergenza non è più permessa la decretazione in urgenza per le questioni inerenti il Covid, mentre nei dieci giorni di vacatio intercorrenti tra l’approvazione del decreto e la sua entrata in vigore farà da sponda un’ordinanza ponte del ministro Speranza: insomma, legislazione creativa per quelle che saranno ancora settimane di assestamento in attesa di un ritorno alla piena normalità pre pandemia.

Indice:

  1. Addio green pass
  2. Obbligo vaccinale
  3. Mascherine al chiuso
  4. Le regole sul posto di lavoro
  5. Smart working semplificato 

Addio green pass

Dopo una relazione a dir poco tormentata, il green pass non sarà più richiesto in Italia né in forma rafforzata, né in forma base. Unica eccezione saranno le visite in ospedale e nelle RSA, dove sarà necessario il super green pass (derivante da terza dose di vaccino o guarigione da Covid da meno di 120 giorni) fino a fine anno. Il certificato verde che tanto ci ha fatto pensare non verrà più chiesto nemmeno sui trasporti, mentre sarà richiesto ancora per i viaggi all’estero nella forma base (tampone negativo).

Obbligo vaccinale

In totale antitesi con quanto sopra, resterà in vigore l’obbligo vaccinale fino al 15 giugno per tutti i cittadini over 50, per il personale scolastico e universitario, per le forze dell’ordine.

Stesso obbligo, ma fino al 31 dicembre, per il personale sanitario e delle RSA, ma con una differenza. In questo secondo caso senza vaccino non sarà possibile andare a lavorare, mentre per i primi non sarà più obbligatorio esibire il green pass sul luogo di lavoro.

Mascherine al chiuso

Il nodo centrale dell’obbligo di mascherine al chiuso non è stato completamente sciolto, e le soluzioni adottate o in previsione fanno ancora differenziazioni.

Mascherina obbligatoria di tipo FFP2 fino al 15 giugno su tutti i mezzi di trasporto pubblico locale e a lunga percorrenza, per i cinema, i teatri, gli eventi e spettacoli al chiuso, compresi i palazzetti dello sport.

Mascherina obbligatoria di tipo chirurgico fino al 15 giugno per le scuole, gli ospedali, le strutture sanitarie, socio-sanitarie, RSA.

Stop alle mascherine per i negozi, bar, ristoranti, supermercati, stadi e spettacoli all’aperto, anche se è probabile che restino raccomandazioni per l’utilizzo per le situazioni a rischio ed eventualmente in alcuni tipi di esercizi (come i centri commerciali) negli orari di maggiore affluenza (fine settimana).

Leggi anche “Mascherine al chiuso, cosa cambia dal 1° maggio”

Le regole sul posto di lavoro

La maggior novità riguarda la mancata distinzione di luoghi di lavoro pubblico o privato. Per tutti l’obbligo di mascherina dovrebbe cessare al 30 aprile (il condizionale è d’obbligo), ma è previsto un tavolo sindacale per il 4 maggio prossimo in cui si discuterà se mantenere o meno in vigore i protocolli anti Covid. Resta inteso che le aziende private potranno, al proprio interno e di concerto con l’RSPP, optare per regole più restrittive.

Le regole nei luoghi di lavoro pubblici

Il Ministro della Pubblica Amministrazione Brunetta ha emanato una circolare contenente raccomandazioni per l’utilizzo delle mascherine sui posti di lavoro pubblici.

L’utilizzo delle mascherine di tipo FFP2 è raccomandato:

  • Per il personale a contatto col pubblico se non protetto da altri adeguati strumenti (ad esempio vetro o divisorio);
  • Per il personale che lavori in stanza in comune con altri se lo spazio non consente l’adeguato distanziamento;
  • Nel corso delle riunioni in presenza;
  • Per i soggetti fragili o per coloro che lavorano a contatto con soggetti fragili;
  • In presenza di sintomatologie respiratorie;
  • Negli ascensori;
  • Quando ci sia la compresenza di più soggetti e non sia possibile mantenere il distanziamento fisico.

Al contrario, la circolare reputa non necessaria la mascherina:

  • In caso di attività all’aperto;
  • In caso di dipendente con stanza singola;
  • In ambienti anche comuni, ma ampi, in cui non vi sia affollamento e in cui si possa mantenere una congrua distanza interpersonale.

Gli esempi portati dal Ministro non sono da considerarsi esaustivi e ciascuna amministrazione potrà adottare misure o regole maggiormente stringenti, ferma restando, naturalmente, la possibilità per il dipendente che lo desideri di indossare la mascherina anche senza precisa prescrizione o raccomandazione.

Smart working semplificato

Fino al 30 giugno resta la possibilità per le aziende private di ricorrere al lavoro da casa in procedura semplificata, ovvero senza accordo individuale tra datore e lavoratore.

Ma è possibile che anche in questo caso le aziende proroghino, di propria iniziativa, il ricorso al lavoro agile, forse l’unica cosa veramente positiva (perdonate il bisticcio di parole) di questo oscuro periodo che si avvia (speriamo) alla conclusione.

Mascherine sui voli: fine dell’obbligo dal 16 maggio

Dal 16 maggio non sarà più obbligatorio indossare la mascherina sui voli all’interno dell’Unione Europea.

La scelta è stata effettuata sulla base del rilievo che la diffusione della copertura vaccinale e lo stato dell’epidemia, tuttora in corso, permetterebbero finalmente il ritorno alla normalità. Il dispositivo di sicurezza resta comunque fortemente raccomandato per coloro che presentano sintomi compatibili con il virus, per chi tossisce o starnutisce.

Leggi l’articolo “Mascherine sui voli: fine dell’obbligo dal 16 maggio”

 

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Luisa Di Giacomo

Laureata in giurisprudenza a pieni voti nel 2001, avvocato dal 2005, ho studiato e lavorato nel Principato di Monaco e a New York. Dal 2012 mi occupo di compliance e protezione dati, nel 2016 ho conseguito il Master come Consulente Privacy e nel 2020 ho conseguito il titolo Maestro per la Protezione dei Dati e Data Protection Designer dell’Istituto Italiano per la Privacy. Mi occupo di protezione dei dati e Cybersecurity, sono docente e formatore per Maggioli s.p.a. e coordino la sezione Cybersecurity della pagina diritto.it. Sono Data Protection Officer e consulente per la protezione e sicurezza dei Dati in numerose società nel nord Italia. Ho una pagina Instagram e un Canale YouTube in cui parlo dell’importanza dei Dati e della Cybersecurity, con l'obiettivo di contribuire a diffondere una maggiore cultura e consapevolezza digitale. Mi piace definirmi Cyberavvocato. I miei social: LinkedIn Instagram YouTube


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