Geografia giudiziaria: tutte le componenti dell’Avvocatura a confronto il prossimo 13 settembre

Geografia giudiziaria: tutte le componenti dell’Avvocatura a confronto il prossimo 13 settembre

Redazione

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Anna Costagliola

Il Ministro della Giustizia, con decreto ministeriale, in applicazione dell’art. 8 del D.Lgs. 155/2012, ha ritenuto di autorizzare, per un periodo di due anni a decorrere dalla data di entrata in vigore del suddetto decreto legislativo, la trattazione dei procedimenti civili ordinari e delle controversie in materia di lavoro, di previdenza e assistenza obbligatoria pendenti alla data del 13 settembre 2013 presso un numero limitato di sedi soppresse nell’ambito della riforma della geografia giudiziaria.
L’intervento riguarda i Tribunali soppressi di maggiore dimensione per popolazione amministrata o per indice delle sopravvenienze ed è diretto a evitare che le procedure di accorpamento possano ritardare la definizione dei predetti procedimenti civili.

Pertanto, la riforma entrerà in vigore il prossimo 14 settembre, senza alcun ripristino di Tribunali soppressi, ma consentendo che i soli processi civili pendenti presso le sedi soppresse sopra indicate siano trattati in tali sedi, e ciò al fine di accelerare la loro definizione.

Il Consiglio Nazionale Forense (CNF), dopo aver preso contezza del Comunicato stampa con cui il Ministero della Giustizia ha annunciato il decreto di autorizzazione per 8 Tribunali soppressi di continuare a svolgere attività giudiziaria ai fini dello smaltimento dell’arretrato pendente, si è riunito in seduta amministrativa straordinaria. Rilevato che il detto provvedimento ignora la sorte gli Ordini forensi, enti pubblici, il CNF ha assunto in quella sede una delibera, inviata ai Presidenti degli Ordini, delle Unioni regionali, della Cassa, dell’OUA e delle Associazioni riconosciute dal Congresso, per confermare l’interpretazione del D.Lgs. 155/2012, già espressa nel parere dell’Ufficio studi inviato al Ministro della Giustizia e agli Ordini forensi il 22 luglio scorso. Il testo della delibera precisa, pertanto, che, in mancanza di un’espressa disposizione di legge concernente la sorte degli Ordini che hanno sede presso i Tribunali soppressi, e di una disciplina dei rapporti di cui essi sono titolari, è inverosimile pensare che alla soppressione dei Tribunali possa conseguire automaticamente quella degli Ordini forensi. Ne consegue che tutti gli Ordini oggi esistenti conservano le loro prerogative e devono continuare a svolgere i loro compiti istituzionali.

Nella lettera di accompagnamento della delibera, il presidente del CNF, Guido Alpa, ha convocato una riunione con tutte le componenti per venerdì 13 settembre nella quale saranno affrontate le questioni aperte della geografia giudiziaria, dei parametri e delle società tra avvocati. Anche l’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA) ha aderito all’invito del CNF, sottolineando l’importanza di individuare iniziative concrete da mettere in campo dopo il perpetrarsi della costante aggressione al sistema giudiziario: la delega sulle società professionali scaduta, i nuovi parametri forensi in alto mare, la richiesta di una proroga per razionalizzare la geografia giudiziaria disattesa. Il disagio, insomma, è stato ritenuto oltre i livelli di guardia.

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