Femminicidio: l’Unione delle Camere penali udita dalle commissioni riunite giustizia e affari costituzionali della Camera

Femminicidio: l’Unione delle Camere penali udita dalle commissioni riunite giustizia e affari costituzionali della Camera

Redazione

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Il decreto allo studio del Governo per fermare le aggressioni alle donne ed affrontare l’emergenza del femminicidio va «profondamente ripensato». È quanto sostenuto dall’Unione Camere Penali (Ucpi) in audizione di fronte alle Commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia, nell’ambito dell’indagine conoscitiva del ddl C. 1540 n. 93. Il presidente dell’Ucpi Valerio Spigarelli ha esposto le critiche al decreto attraverso l’elaborato presentato alle Commissioni, in cui vengono proposti emendamenti soppressivi di alcune norme. Spigarelli, ricordando l’immediata presa di posizione dei penalisti contro il decreto, «non per disconoscere o minimizzare il fenomeno della violenza», ha sottolineato come il provvedimento rientri in quella «decretazione d’urgenza che in campo penale produce una legislazione simbolica e asistematica», e che «non è il modo più giusto per intervenire sulla materia». Nel dettaglio, sull’irrevocabilità della querela, il leader dei penalisti ha spiegato che la norma «produrrà paradossalmente effetti antitetici rispetto alle intenzioni del legislatore». Preoccupazioni sono state poi espresse sulle norme che portano a una «deprivazione del contraddittorio e al mancato irrobustimento della verità nel processo», e su quelle che ampliano i poteri della polizia giudiziaria, come la possibilità di disporre l’allontanamento di chi sia colto in flagranza di reato. Si è ancora sottolineato come un sistema penale avanzato rigetti l’idea della denuncia anonima; in tal modo si realizza un arretramento fondamentale della civiltà giuridica del nostro Paese, che contrasta con le più elementari esigenze difensive. Sulla flagranza differita i penalisti hanno affermato che essa si pone in contrasto con la Costituzione.

Infine, l’Ucpi ha ribadito la propria avversione nei confronti della norma che impone, pena l’inammissibilità, la notifica delle richieste di mutamento rispetto ad alcune misure cautelari, così come l’introduzione di un doppio binario processuale per alcuni reati, ed ancora, la normativa asistematica e scoordinata in tema di aggravanti al reato di furto e rapina. Per questo, ha da ultimo sottolineato Spigarelli, non si può continuare a intervenire attraverso una legislazione simbolica reattiva propagandistica

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