Esame Avvocato Cassazionista: domande entro il 15 luglio
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Esame Avvocato Cassazionista: domande entro il 15 luglio

Redazione

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Entro il 15 Luglio 2017 dovranno pervenire al Ministero della Giustizia le domande di ammissione all’esame che conduce al titolo di Avvocato Cassazionista. Tale titolo permette l’iscrizione del professionista nell’albo speciale per il patrocinio davanti alla Corte di Cassazione e alle altre giurisdizioni superiori. Tutti gli aspiranti avvocati, in particolare, dovranno inviare domanda in carta da bollo, precisamente al Dipartimento per gli affari di giustizia – Direzione generale della giustizia civile – reparto avvocati – via Arenula, 70, 00186 Roma.

Avvocati Cassazionisti: domande entro il 15 luglio

Per poter inviare legittimamente la domanda, però, gli avvocati devono presentare alcuni requisiti prima della scadenza del termine stabilito per la presentazione delle domande. In particolare devono:

  • essere iscritti nell’albo degli avvocati e avere esercitato la professione per almeno 5 anni dinanzi ai Tribunali e alle Corti di appello, o per almeno un anno qualora già iscritti all’albo degli avvocati al momento dell’entrata in vigore della legge 24 febbraio 1997, n. 27;
  • aver compiuto “lodevole e proficua pratica di almeno cinque anni presso lo studio di un avvocato che eserciti abitualmente il patrocinio davanti alla Corte di cassazione”, ovvero di un anno per i candidati già avvocati alla data dell’entrata in vigore della l. n. 27/1997.

Come compilare la domanda?

La domanda di ammissione all’esame deve contenere alcuni importanti allegati, senza i quali la domanda stessa sarà invalidata. Questi allegati sono:

– la dichiarazione sostitutiva di certificazione dalla quale risultino l’attuale iscrizione del candidato nell’albo degli avvocati e l’anzianità di essa, nonché l’esercizio della professione davanti ai Tribunali ed alle Corti di appello;

– la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà di un avvocato che eserciti il patrocinio davanti alla Corte di cassazione, vistata dal competente consiglio dell’ordine;

– la ricevuta di versamento della tassa di euro 20,66 (venti/sessantasei) per l’iscrizione agli esami, da versare direttamente a un concessionario della riscossione o a un istituto di credito o agenzia postale, utilizzando il modulo F/23 e indicando per tributo la voce 729/T;

– ricevuta del contributo nella misura forfetaria di euro 75,00, da versare con bonifico bancario o postale sul conto corrente con codice IBAN: IT67Z0760114500001020171755, intestato alla Tesoreria dello Stato, indicando nella causale “Abilitazione patrocinio Cassazione anno 2017 – capo XI, cap. 2413, art. 15”; ovvero tramite bollettino postale sul conto corrente n. 1020171755, intestato alla Tesoreria dello Stato, indicando la medesima causale; o, ancora versamento in conto entrate tesoro, capo XI, cap. 2413, art. 15, presso una qualsiasi sezione della Tesoreria dello Stato.

Come si svolge l’esame?

L’esame di abilitazione al patrocinio dinanzi alla Cassazione e alle altre giurisdizioni superiori consta di ben tre prove scritte e una prova orale. La prova orale è pubblica, e dura almeno 30 minuti per candidato.

Per quanto riguarda le prime, sono concesse 7 ore per ogni prova al candidato, che dovrà redigere ricorsi in Cassazione su materia civile, penale e amministrativa (in questo caso indirizzabile al Consiglio di Stato o alla Corte dei Conti. La prova orale consiste, invece, nella discussione di un tema avente ad oggetto una contestazione giudiziale, “nella quale il candidato dimostri la propria cultura e l’attitudine al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori”.

Sono dichiarati idonei i candidati che conseguano complessivamente, nelle prove scritte e orale, una media di 7/10.

La sede delle prove scritte è a in via di Brava n. 99 a Roma, presso la Scuola di formazione e aggiornamento del Corpo di polizia e del personale dell’Amministrazione penitenziaria “Giovanni Falcone”, alle ore 9.00 nei giorni 11, 13 e 15 settembre 2017.

La prova orale si terrà, nei giorni fissati dal presidente della commissione (che sarà nominata con successivo decreto), sempre a Roma, presso il Ministero della Giustizia.

 

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