Il test ematico in ospedale non richiede il consenso del ricoverato
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Ebrezza: test anche senza consenso

Redazione

Qui la sentenza: Corte di Cassazione - sez. fer. penale - sentenza n. 39881 del 4-09-2017

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Guida in stato di ebrezza: non serve il consenso al test

Ebrezza: il prelievo fa parte del protocollo

La Corte di Cassazione penale, con la sentenza n. 39881 dello scorso 4 settembre, ha affermato che il prelievo di sangue eseguito al Pronto Soccorso non richiede il consenso, perché rientra nel normale protocollo. Precisamente, in assenza di indizi di reato, le analisi effettuate dai sanitari, in via del tutto autonoma, non integrano un atto indifferibile e urgente ai sensi dell’art.356 c.p.p. Pertanto, non sussiste l’obbligo di avvisare il ricoverato in stato di ebrezza, del diritto di farsi assistere da un difensore.

Era proprio questo l’aspetto che l’imputato lamentava in giudizio. Tuttavia, la Corte di legittimità ha ritenuto che il test ematico rientrasse nella normale prassi ospedaliera, non rilevando in alcun modo l’assenza di un preventivo consenso da parte del paziente.

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Il caso

Nel caso di specie, l’imputato era un neopatentato che, a causa dell’alcool assunto, perdeva il controllo del proprio veicolo e, sbandando,  urtava un pedone che stava attraversando la strada, per poi avanzare al di fuori della sede stradale per circa una trentina di metri e. Al di là del test effettuato, i giudici del merito avevano già evidenziato come i fatti denunciavano da soli lo stato di alterazione dell’imputato. In ogni caso, la Suprema Corte ha affermato la piena utilizzabilità delle risultanze degli esami effettuati in Pronto Soccorso, rigettando dunque il ricorso e condannando l’imputato al pagamento delle spese di giudizio.

Peraltro, nella sentenza in commento, si legge che “l’asserto sostenuto dal ricorrente, in base al quale non vi é certezza che il prelievo ematico sulla sua persona fosse stato eseguito nell’ambito di normali protocolli terapeutici resta relegato al rango di mera congettura, disancorata da elementi di prova e non suffragata da alcun dato oggettivo“.

Lo scopo terapeutico dell’esame ematico

Se il prelievo viene effettuato con scopo evidentemente terapeutico e, dunque, non con il solo fine di accertare la presenza di alcool nel sangue, a maggior ragione deve riconoscersene la finalità medica e di cura: invero, si tratta pur sempre di un paziente, trasportato in Pronto Soccorso a seguito di un sinistro stradale.

 

Per approfondire Confisca del veicolo

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