Diritti informativi a favore degli imputati in procedimenti penali: raggiunto l’accordo politico sulla proposta di direttiva europea

Diritti informativi a favore degli imputati in procedimenti penali: raggiunto l’accordo politico sulla proposta di direttiva europea

di Redazione

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Gli indagati dovranno ricevere informazioni sui loro diritti e tali informazioni dovranno essere fornite per iscritto in una comunicazione redatta in un linguaggio semplice e di uso corrente. Essi, inoltre, riceveranno sistematicamente la comunicazione anche se non la chiedono e, se necessario, potranno ottenerne la traduzione.

È questo il nucleo essenziale delle disposizioni contenute in una nuova direttiva europea sulla quale ieri è stato raggiunto un accordo tra i rappresentanti degli Stati membri dell’Unione europea e che spiana la strada alla veloce approvazione della proposta presentata dalla Commissione europea nel luglio 2010.

Nella comunicazione prevista dalla nuova direttiva, che dovrà ora essere formalmente essere approvata dal Parlamento e dal Consiglio, si dovranno evidenziare i seguenti diritti dell’indagato:

a) il diritto ad un avvocato;

b) il diritto ad essere informato dell’accusa e, se del caso, ad avere accesso al fascicolo;

c) il diritto alla traduzione e all’interpretazione se non si comprende la lingua del procedimento;

d) il diritto di essere prontamente tradotto dinanzi a un’autorità giudiziaria.

La direttiva fa parte di un pacchetto di 3 provvedimenti volti a definire norme minime comuni europee nei contenziosi penali e si affianca alla proposta (ottobre 2010) che mira a conferire agli indagati il diritto alla traduzione e all’interpretazione e a quella finalizzata ad assicurare il diritto a consultare un avvocato e a comunicare con i familiari (giugno 2011).

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