Decreto Monti (D.L. 201/2011): il presidente del CNF interviene sulla riforma della professione forense

Decreto Monti (D.L. 201/2011): il presidente del CNF interviene sulla riforma della professione forense

Redazione

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Il presidente del Consiglio Nazionale Forense (CNF) Guido Alpa è intervenuto sul tema delle liberalizzazioni delle professioni, su cui il decreto Monti ha imposto una forte accelerazione (si veda l’articolo su questo stesso sito), sottolineando come la riforma dell’Avvocatura si già pronta in Parlamento ed in linea con i principi di liberalizzazione richiamati dalla manovra economica appena varata. In particolare, si evidenzia come l’Avvocatura, nel predisporre detta riforma, abbia già previsto l’assicurazione obbligatoria per i professionisti, la formazione permanente e un tirocinio professionalizzante e retribuito.

Si ribadisce, nel comunicato stampa diramato, la disponibilità della stessa Avvocatura a discutere con il Governo di ulteriori miglioramenti sino alla scadenza del termine di agosto per completare il processo di riforma delle professioni, ma nel quadro delle regole costituzionali e senza pregiudizi nei confronti delle professioni. Il presidente Alpa si manifesta favorevole anche a nuove forme di aggregazione tra professionisti, a condizione che queste garantiscano l’effettiva tutela dei diritti dei cittadini. Sul punto, tuttavia, non sembra condividere la previsione del socio di mero capitale, anche di maggioranza, ciò che implicherebbe il rischio evidente di consegnare a centri di interessi ben individuati il compito di salvaguardare i diritti dei cittadini, che la Costituzione affida all’Avvocatura, autonoma e indipendente. I principi di libertà e di autonomia sono principi costituzionali che avvalorano la legge sulla professione forense del 1933 e le regole del codice civile del 1942, garantendo il primo lo svolgimento dell’attività senza vincoli e senza condizionamento alcuno (garanzia che sarebbe compromessa con l’introduzione del socio di mero capitale) e il secondo il potere di auto-organizzazione, di creazione di rappresentanze istituzionali e associative, nonché della redazione di codici di condotta, di autodisciplina e sanzione per la violazione dei comportamenti professionalmente ed eticamente reprensibili.

Il presidente del Cnf esprime infine un giudizio complessivo sul provvedimento ultimo del Governo, rimarcando altresì la irragionevolezza di tutte le norme che si sono succedute dall’agosto scorso sino ad oggi. In particolare Alpa critica, oltre che la formulazione di norme scritte in modo frettoloso, tali da ingenerare dubbi e incertezze in ordine alla loro portata applicativa, soprattutto la inopportunità e la incongruenza di una norma-tagliola, che sembra configurare un pregiudizio non accettabile dalle professioni, nel momento in cui minaccia la soppressione di tutti gli Ordini che non abbiano provveduto a riformarsi entro agosto prossimo con norme approvate dal Governo mediante regolamento (Anna Costagliola).

 

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