Decreto Minniti: migranti e minori non accompagnati, le nuove leggi

Decreto Minniti: migranti e minori non accompagnati, le nuove leggi

Redazione

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Settimana dell’immigrazione in Parlamento. Mercoledì scorso, infatti, Palazzo Madama ha favorevolmente accolto sia il maxiemendamento che ha del tutto sostituito l’originario testo del Decreto Minniti sul fenomeno migratorio, sia il disegno di legge a tutela dei minori stranieri non accompagnati e pervenuti in Italia.

Per quanto riguarda il Decreto Minniti, dopo le aspre critiche sollevate durante le scorse settimane, il Governo ha recepito il dissenso o, forse, le potenziali conseguenze negative, ed è per questo stato portato a modificare molte delle disposizioni dapprima caratterizzanti la lotta contro l’immigrazione clandestina.

 

 

Dunque, è stato aumentato il numero previsto per le sezioni specializzate nei tribunali che saranno istituite, innalzandolo da 14 a 26. A queste sezioni è affidato il compito di svolgere la procedura burocratica che porta al riconoscimento dello status di rifugiato. In particolare, essendo previste più sezioni, si auspica una velocizzazione notevole del procedimento di approvazione della domanda di asilo.

 

Le modifiche al Decreto Minniti-Orlando

Inoltre, prima del maxiemendamento, era previsto che la decisione in merito alla concessione del diritto di asilo fosse affidata ad un giudice monocratico: ora invece si è previsto che la decisione spetti ad un giudice collegiale, nonostante la trattazione sia rimasta comunque di totale competenza di un unico giudice. Era apparso del tutto rischioso, infatti, rimettere la decisione in merito ad un diritto così delicato alla sensibilità e al libero convincimento di un’unica persona. Altrettanto irragionevole era apparsa, poi, la mancanza di possibilità del richiedente di farsi ascoltare dal giudice, che dunque poteva anche decidere inaudita altera parte.

Saranno poi dedicate maggiori risorse economiche (2,5 milioni di euro per il 2017; 5 milioni per il 2018) allo stanziamento di forze armate presso le ambasciate e gli uffici consolari in cui vi è una particolare affluenza di migranti. Tale disposizioni è apparsa ad alcuni discutibile rispetto alla sua utilità.

 

Migranti stranieri non accompagnati: quando l’Italia è all’avanguardia

Rivoluzionaria, invece, il nuovo disegno di legge sulla tutela e la protezione dei minori stranieri non accompagnati, giunti in Italia: lo stesso ha infatti fatto sì che lo Stato italiano abbia conseguito numerosi complimenti da parte di alcune Organizzazioni non Governative, quali l’Unicef e Save the Children.

Il testo si basa sulla decisione di accogliere, senza operare alcuna distinzione, tutti i minori che giungano sul territorio italiano soli, senza genitori o familiari di riferimento, così da garantire i diritti riconosciuti dalla Dichiarazione dei diritti del Fanciullo dell’Onu. L’iniziativa è sorta a seguito dell’analisi critica dell’esperienza condotta nei campi profughi in Sicilia fino ad adesso. In particolare, una volta sbarcati sulle coste italiane, i minori erano condotti dai servizi sociali alle strutture di prima accoglienza, dove però rimanevano in un completo stato di abbandono, non essendo nemmeno soggetti autosufficienti.

 

 

Le novità rivoluzionarie del testo

Da qui, l’irreperibilità di oltre 6mila minori per le istituzioni, letteralmente scomparsi nel nulla, finiti, probabilmente nel giro di sfruttamento della prostituzione, della tratta o di altre organizzazioni criminali.

 Grazie al nuovo testo di legge, invece, verranno identificati fin dal loro arrivo tutti i minori, individuandone in primis l’età; ci si avvarrà anche di mediatori culturali nel corso di tutta la procedura, e soprattutto i minori non potranno risiede più di 30 giorni all’interno delle strutture di prima accoglienza. Infatti, sarà tentata in via preferenziale, la procedura di affidamento.

Viene attivata, altresì, una banca dati nazionale dove confluirà la “cartella sociale” del minore e avviate le indagini familiari da parte delle autorità competenti. Il minore, inoltre, potrà chiedere direttamente il permesso di soggiorno anche in assenza della nomina di un tutore, avrà la possibilità di iscriversi al Servizio sanitario nazionale (sempre prima della nomina del tutore) e maggiori garanzie di poter fruire del diritto allo studio.

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