La Cassazione fa il punto: criteri di liquidazione del danno non patrimoniale

Dalla Cassazione, criteri di liquidazione del danno non patrimoniale

Redazione

Qui la sentenza: Corte di Cassazione - III sez. civ. - ordinanza n. 20795 del 20-08-2018

Versione PDF del documento

In occasione di una controversia per la richiesta di risarcimento danni (da parte dei parenti, quali eredi) per il decesso di un loro congiunto a seguito di sinistro stradale, la Corte di Cassazione, terza sezione civile, con ordinanza n. 20795 del 20 agosto 2018, coglie l’occasione per fare il punto circa i criteri di liquidazione del danno non patrimoniale. Vediamo, dunque, cosa dice.

Sofferenza morale e dinamico relazionale, da valutare distintamente

Nel procedere all’accertamento ed alla quantificazione del danno risarcibile, il Giudice deve tener conto, da una parte, del noto insegnamento della Corte Costituzionale (sentenza n. 235/2014), dall’altro, del recente intervento legislativo sugli artt. 138 e 139 Codice delle assicurazioni (come modificati  dalla Legge 124/2017 art. 1 comma 17), il cui contenuto consente di distinguere definitivamente il danno dinamico-relazionale da quello morale. Ne deriva che il Giudice deve congiuntamente, ma distintamente, valutare la compiuta fenomenologia della lesione non patrimoniale, e cioè:

  • l’aspetto interiore del danno sofferto, ossia il danno morale (dolore, vergogna, disistima di sé, paura ovvero disperazione);
  • l’aspetto dinamico relazionale, destinato ad incidere in senso peggiorativo su tutte le relazioni di vita esterna del soggetto.

Nella valutazione del danno in parola, pertanto, il Giudice dovrà valutare ai fini risarcitori tutte le conseguenze subite dal danneggiato, sia nella sua sfera morale (che si collocano nella dimensione del rapporto del soggetto con sé stesso), sia in quella incidente sul piano dinamico-relazionale della sua vita (che si dipanano nell’ambito delle relazioni del soggetto con la realtà esterna).

Componente dinamico relazionale, aumento del risarcimento per circostanze eccezionali

A tutto ciò va aggiunto che la misura standard del risarcimento prevista dalla legge o dal criterio equitativo uniforme (sistema tabellare) adottato dagli Organi giudiziari, può essere poi aumentata (c.d. personalizzazione) nella componente dinamico –relazionale, solo in presenza di conseguenze dannose del tutto anomale ed eccezionali, che spetta al Giudice individuare e valorizzare, dandone espressamente conto in motivazione.

Danno biologico e danno esistenziale è duplicazione risarcitoria;  valutazione a parte per il danno morale  

Alla luce del presente quadro, costituisce quindi duplicazione risarcitoria – conclude la Corte Suprema – la congiunta attribuzione del danno biologico (inteso come danno che esplica incidenza sulla vita quotidiana del soggetto e sulle sue attività dinamico relazionali)  e del c.d. danno esistenziale, appartenendo tali “categorie” o “voci” di danno alla stessa area protetta dalla norma costituzionale (art. 32 Cost.).

Mentre una differente ed autonoma valutazione andrà compiuta con riferimento alla sofferenza interiore patita dal soggetto in conseguenza della lesione del suo diritto alla salute (danno morale).

Volume consigliato 

Risarcimento del danno nell’infortunistica stradale

Risarcimento del danno nell’infortunistica stradale

Massimo Quezel - Francesco Carraro, 2017, Maggioli Editore

Aggiornato con le novità introdotte dalla Legge per la Concorrenza (L. 4 agosto 2017, n. 124), questo nuovissimo Manuale operativo illustra l’ambito disciplinare e gli strumenti a disposizione del Professionista chiamato ad intervenire in materia...



Diventa autore di Diritto.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it

Ricevi tutte le novità di Diritto della settimana 
in una pratica email  direttamente nella tua casella di posta elettronica!

Non abbandonare Diritto.it
senza iscriverti alla newsletter!