Crisi d’impresa in forte aumento nel 2025: boom della composizione negoziata

Nel 2025 aumentano del 15,5% le procedure di crisi d’impresa. Cresce soprattutto la composizione negoziata, sempre più usata dalle PMI.

Lorena Papini 16/03/26
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Nel 2025 il numero di imprese che hanno fatto ricorso agli strumenti di gestione della crisi è cresciuto in modo significativo. Secondo la quarta edizione dell’Osservatorio Unioncamere sulla crisi d’impresa, le procedure complessive hanno raggiunto quota 13.470, con un aumento del 15,5% rispetto al 2024. Il dato conferma un trend già visibile negli anni precedenti e riflette un contesto economico ancora complesso per molte aziende italiane.
L’analisi dell’Osservatorio monitora l’andamento delle principali procedure previste dal Codice della crisi e dell’insolvenza, tra cui composizione negoziata, concordato semplificato, accordi di ristrutturazione dei debiti, concordato preventivo, liquidazione giudiziale e liquidazione coatta amministrativa. L’osservazione del quadriennio 2022-2025 mostra come il sistema stia progressivamente evolvendo, con un maggiore utilizzo degli strumenti di ristrutturazione preventiva ma anche con una persistente incidenza delle procedure liquidatorie.
Per approfondire l’argomento, consigliamo il corso di formazione Crisi di impresa e composizione negoziata e il volume Composizione negoziata della crisi – Guida pratica per l’esperto con casistica giurisprudenziale, modelli, strumenti e prassi applicativa, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.

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Indice

1. Il boom della composizione negoziata


Tra tutte le procedure analizzate, quella che registra la crescita più evidente è la composizione negoziata della crisi. Le istanze presentate sono passate da circa 600 nel 2023 a 1.048 nel 2024, fino a raggiungere 1.776 domande nel 2025.
Questo dato conferma il progressivo consolidamento dello strumento introdotto dal Codice della crisi come meccanismo di gestione anticipata delle difficoltà aziendali. La composizione negoziata nasce infatti con l’obiettivo di consentire alle imprese di avviare un percorso di risanamento prima che la crisi diventi irreversibile, attraverso la mediazione di un esperto indipendente.
L’analisi delle imprese che ricorrono a questo istituto mostra inoltre un’evoluzione significativa: non si tratta più soltanto di microimprese, ma sempre più spesso di realtà di dimensioni medio-piccole strutturate. Nel 2025 il valore medio della produzione delle imprese che hanno attivato la procedura supera 16 milioni di euro, mentre il numero medio di addetti arriva a 40 unità. Per approfondire l’argomento, consigliamoil volume Composizione negoziata della crisi – Guida pratica per l’esperto con casistica giurisprudenziale, modelli, strumenti e prassi applicativa, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.

VOLUME

Composizione negoziata della crisi

Quali sono le condizioni di accesso alla composizione negoziata? Che cos’è il test della crisi per il risanamento? Cosa si fa in presenza della richiesta di misure protettive o cautelari? Il presente fascicolo nasce dall’esperienza maturata sul campo come esperti indipendenti, advisor, attestatori e difensori delle imprese, con l’obiettivo di fornire una bussola operativa a imprenditori, avvocati, commercialisti e gestori della crisi, ma anche a coloro che si avvicinano per la prima volta a questo percorso. Il testo accompagna il lettore in tutte le fasi della composizione negoziata, dalla valutazione preliminare di risanabilità all’attuazione delle strategie di ristrutturazione, fino alla gestione delle trattative con i creditori. Una guida concreta e aggiornata attraverso casistica giurisprudenziale, modelli, check list ed “errori da evitare”, e la lettura ragionata del Codice della crisi d’impresa a confronto con la prassi professionale e le decisioni giurisprudenziali più recenti. Monica MandicoAvvocato cassazionista, Founder di Mandico&Partners. Gestore della crisi, curatore, liquidatore e amministratore giudiziario. È presidente di Assoadvisor e coordinatrice della Commissione COA Napoli “Sovraindebitamento ed esdebitazione”. Già componente della Commissione per la nomina degli esperti indipendenti della composizione negoziata presso la CCIAA di Napoli. Esperta in crisi d’impresa e procedure di sovraindebitamento e presidente di enti di promozione sociale. Autrice di numerose pubblicazioni, dirige la Collana “Soluzioni per la gestione del debito” di Maggioli Editore, ed è docente di corsi di alta formazione e master accreditati presso Università e ordini professionali. Pasquale CapaldoAvvocato, specializzato in diritto civile, contrattualistica, crisi d’impresa e diritto bancario. Componente della Commissione COA Napoli “Sovraindebitamento ed esdebitazione”.

 

Monica Mandico, Pasquale Capaldo | Maggioli Editore 2025

2. Concordato semplificato e accordi di ristrutturazione: crescita più contenuta


Accanto alla composizione negoziata, crescono anche altre procedure di gestione della crisi, seppur con dinamiche più moderate.
Il concordato semplificato, che rappresenta spesso uno sbocco possibile quando la composizione negoziata non produce un accordo con i creditori, ha registrato 143 domande nel 2025, con un incremento del 68% rispetto all’anno precedente. Le imprese che utilizzano questo strumento sono mediamente più piccole, con circa 16 addetti e un valore medio della produzione pari a 7 milioni di euro.
Più stabile invece il ricorso agli accordi di ristrutturazione dei debiti, che nel 2025 hanno registrato 348 aperture. Questo strumento continua a essere utilizzato soprattutto da imprese di dimensione medio-grande: le aziende coinvolte presentano in media 89 addetti e un valore medio della produzione di circa 11 milioni di euro.

3. Il ritorno del concordato preventivo


Dopo una flessione registrata nel 2023, torna a crescere anche il concordato preventivo, una delle procedure concorsuali più tradizionali. Nel 2025 le aperture sono state 895, con un incremento di 133 domande rispetto al 2024.
Dal punto di vista dimensionale, le imprese che accedono al concordato preventivo presentano caratteristiche simili a quelle che ricorrono alla composizione negoziata: circa 32 addetti medi e un valore della produzione intorno ai 7 milioni di euro. Anche in questo caso prevalgono nettamente le società di capitali, che rappresentano la grande maggioranza delle imprese coinvolte.

4. La liquidazione giudiziale resta la procedura dominante


Nonostante la crescita degli strumenti di ristrutturazione, la procedura più diffusa resta ancora la liquidazione giudiziale, che nel 2025 ha registrato 9.869 nuove aperture, pari alla larga maggioranza delle procedure di crisi.
I dati mostrano che questa procedura riguarda soprattutto imprese di piccole dimensioni: il numero medio di addetti è pari a 8, mentre il valore medio della produzione si aggira intorno ai 3 milioni di euro.
Il quadro evidenzia quindi una dinamica strutturale: le imprese più grandi e organizzate tendono a utilizzare strumenti di ristrutturazione e risanamento, mentre quelle più piccole arrivano spesso alla crisi in una fase troppo avanzata, con un esito prevalentemente liquidatorio.

5. I settori più colpiti dalla crisi


Dal punto di vista settoriale, le imprese coinvolte nelle procedure di crisi si concentrano soprattutto in tre ambiti economici: manifattura, commercio e costruzioni. Si tratta di comparti che da anni registrano un’elevata esposizione alle difficoltà economiche e alle tensioni finanziarie.
Nel complesso, i dati dell’Osservatorio mostrano un sistema della crisi d’impresa sempre più orientato verso strumenti di prevenzione e ristrutturazione, ma nel quale la liquidazione continua a rappresentare l’esito più frequente per le imprese di minori dimensioni.

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